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giovedì 3 settembre 2015

Impressioni di lettura: "Idi di Agosto" e "Idi di Febbraio" di Marzia Musneci

Questa volta vi parlo di due racconti che potremmo definire di genere giallo-storico: Idi di Agosto e Idi di Febbraio, entrambi di Marzia Musneci, collegati tra loro dagli stessi personaggi e in parte anche dalla trama, visto che pur leggibili separatamente sono di fatto due episodi conseguenziali.

Divertente l'ambientazione e i personaggi, buona la narrazione. Sicuramente migliore il secondo episodio, mentre il primo mi ha lasciato un po' perplesso, mi sarebbe piaciuto se avesse avuto un respiro maggiore, forse una decina di pagine in più per dare spazio al passaggio tra l'indagine vera e propria e il finale. Non so bene, sono semplici sensazioni, forse è stato solo il dispiacere di aver finito la lettura così presto. 

Perfetto invece "Idi di Febbraio", forse perché di dimensioni maggiori, con una bella struttura narrativa e un finale aperto che lascia spazio per altre puntate che sono confidente arriveranno presto. In definitiva una bella coppia di racconti, che consiglio di leggere uno dopo l'altro, di seguito, per poterne godere al meglio.

Per chi come me vive nei Castelli Romani c'è anche il bonus di curiosare insieme a Lucio Cenidio all'interno dell'Albanum.

Colgo questa occasione per fare una riflessione. La pubblicazione in ebook rende possibile dare spazio a questo genere di racconti di lunghezza media che non avrebbero la possibilità di uscire sul mercato singolarmente in cartaceo. Cosa buona per i lettori che per un piccolo prezzo possono attingere ai cataloghi digitali e buono anche per gli scrittori che hanno la possibilità di comparire in uno spazio altrimenti impossibile.

Anche questo è un effetto positivo dell'ebook che alcuni editori hanno saputo cogliere (come Delos Digital e Gainsworth, giusto per citare due esempi che conosco).


martedì 4 agosto 2015

Impressioni di lettura: "Corella, l'ombra dei Borgia" di Federica Soprani

Come vi avevo preannunciato "La società degli spiriti" non era l'unico libro di Federica Soprani acquistato, di conseguenza ecco arrivare anche le letture e le conseguenti impressioni.

Questa volta parliamo di un testo più lungo e di genere diverso, quello storico. Confesso di non aver avuto idea di chi fosse Michele Corella prima della lettura di questo romanzo, e ammetto inoltre di non essere un particolare amante di questo genere. Tuttavia se mi capita li leggo, come in questo caso. Sono onnivoro, sappiatelo.

Non chiedetemi però quanto sia buono il testo sotto il profilo storico; è un aspetto di cui mi disinteresso completamente, dedicandomi piuttosto a godere del racconto senza farmi troppe domande. Dai vaghi ricordi scolastici che sono rimasti sparsi tra le mie cellule grigie non mi sembra di aver colto errori grossolani o inesattezze. Certo, la Storia si intreccia con la storia, scusate il gioco di parole, e qualche concessione al romanzare deve essere fatta, ma come dicevo nel mio caso è stato facile immergersi nel flusso narrativo senza sentire alcun bisogno di googlare per verificare fatti e date.

Una storia ben narrata, con personaggi vividi, forti, che conquistano. Si può parteggiare o meno per Borgia e Corella, ma non si può rimanere immuni dal loro fascino. In questo si conferma quello che avevo già visto nel racconto di Federica letto appena prima di questo romanzo: una grande abilità nel dare vita e colore ai personaggi. Corella in particolare, come giusto, spicca con forza in tutti i suoi lati e sfaccettature.

Lettura molto divertente quindi, con il bonus di avermi dato una rinfrescatina su un periodo storico di certo tra i più interessanti della Storia. Una conferma della bravura di questa autrice. Ci tornerò ancora, ma prima farò un salto altrove.

Alla prossima.