Our social:

Latest Post

Visualizzazione post con etichetta storico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta storico. Mostra tutti i post

giovedì 3 settembre 2015

Impressioni di lettura: "Idi di Agosto" e "Idi di Febbraio" di Marzia Musneci

Questa volta vi parlo di due racconti che potremmo definire di genere giallo-storico: Idi di Agosto e Idi di Febbraio, entrambi di Marzia Musneci, collegati tra loro dagli stessi personaggi e in parte anche dalla trama, visto che pur leggibili separatamente sono di fatto due episodi conseguenziali.

Divertente l'ambientazione e i personaggi, buona la narrazione. Sicuramente migliore il secondo episodio, mentre il primo mi ha lasciato un po' perplesso, mi sarebbe piaciuto se avesse avuto un respiro maggiore, forse una decina di pagine in più per dare spazio al passaggio tra l'indagine vera e propria e il finale. Non so bene, sono semplici sensazioni, forse è stato solo il dispiacere di aver finito la lettura così presto. 

Perfetto invece "Idi di Febbraio", forse perché di dimensioni maggiori, con una bella struttura narrativa e un finale aperto che lascia spazio per altre puntate che sono confidente arriveranno presto. In definitiva una bella coppia di racconti, che consiglio di leggere uno dopo l'altro, di seguito, per poterne godere al meglio.

Per chi come me vive nei Castelli Romani c'è anche il bonus di curiosare insieme a Lucio Cenidio all'interno dell'Albanum.

Colgo questa occasione per fare una riflessione. La pubblicazione in ebook rende possibile dare spazio a questo genere di racconti di lunghezza media che non avrebbero la possibilità di uscire sul mercato singolarmente in cartaceo. Cosa buona per i lettori che per un piccolo prezzo possono attingere ai cataloghi digitali e buono anche per gli scrittori che hanno la possibilità di comparire in uno spazio altrimenti impossibile.

Anche questo è un effetto positivo dell'ebook che alcuni editori hanno saputo cogliere (come Delos Digital e Gainsworth, giusto per citare due esempi che conosco).


venerdì 3 ottobre 2014

Impressioni di lettura: "Il testamento del maratoneta" di Manuel Sgarella

Qualche giorno fa una bella persona che conosco da poco poneva una domanda: si scrive per raccontare una storia?

Le risposte potrebbero essere le più disparate, ma leggendo questo romanzo non ho dubbi che sia stato scritto per raccontare una storia precisa. Non è detto che sia l'unico scopo dello scrittore, naturalmente, ma in questo caso di certo la storia è importante.

E si tratta di una storia davvero speciale, che personalmente non avevo mai  avuto modo di conoscere e che mi ha colpito in modo profondo. Molti spunti di riflessione sono nati nella mia mente mentre leggevo: sulla qualità degli uomini di quei tempi, sullo sport e la sportività, su come in fondo corruzione e ingiustizia si intreccino da sempre con la politica e la diplomazia.

Una bella lettura, che mi ha soddisfatto sotto molti punti di vista, da quello formale dello stile di scrittura a quello sostanziale del contenuto sia diretto che indiretto. Un romanzo di questo tipo richiede anche dello studio, della ricerca, e questo lo rende ancora più apprezzabile ai miei occhi. Ho in coda un altro romanzo di Manuel, quindi ci tornerò sicuramente più avanti.

Per ora, senza farla troppo lunga, e ricordandovi che le mie non sono recensioni, chiudo dicendo che è uno di quei libri che sicuramente consiglio di leggere a chi voglia avvicinarsi al mondo degli indie. Ricordandovi che costa come un caffè e sicuramente vale più di quello che costa.