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venerdì 23 maggio 2014

23 maggio 1992

È tarda sera, siamo da poco atterrati a Punta Raisi, poco più di cento persone, un viaggio organizzato per visitare la Sicilia. Non sono mai stato in questa regione, così come molti altri nel gruppo, e nonostante un po' di stanchezza siamo eccitati e felici.

I nostri accompagnatori ci radunano e dividono in due gruppi, quindi si sale sugli autobus che ci porteranno a Palermo, per la cena e il pernottamento. Il viaggio vero e proprio inizierà il giorno dopo. Il trasferimento non sarà lungo, ci dicono trenta, quaranta minuti.

Il pullman parte e Cinzia, la nostra accompagnatrice, una ragazza bruna, dai lineamenti minuti e dagli occhi vivaci come piccole braci, forse rubate a quel vulcano che più avanti visiteremo, comincia a fare il suo mestiere, intrattenendoci con le prime informazioni sull'organizzazione del viaggio.

Quando siamo in prossimità di Capaci, Cinzia ci avvisa in anticipo. Sul posto saranno visibili due semplici cippi commemorativi, uno su ogni lato della strada, proprio nel luogo dove esplose la bomba. Tutti sembriamo risvegliarci, ci agitiamo nelle poltrone, sussurriamo qualche parola, arriviamo infine al punto fatidico.

Vi capita mai di costruirvi nella mente l'immagine di qualcosa o di qualcuno, o magari di un luogo, e poi trovarvi di fronte all'originale e rimanere senza parole?

Nella mia mente quel tratto di autostrada si trovava in mezzo al deserto, tra campi sconfinati, senza case in vista, dove non passava anima viva. Avevo costruito quell'immagine inconsciamente, seguendo una logica semplice: per un attentato del genere si sceglie un posto dove nessuno ti vede mentre vai a piazzare cinquecento chili di esplosivo. Un posto deserto.

Ma nella realtà non è così, siamo in un punto trafficato, circondato a breve distanza da case, quasi dentro il centro abitato. Un'immagine completamente diversa da quella che avevo in testa. E rimango colpito, perché comprendo che la nostra visione della Sicilia, quella di chi vive altrove, è solo una costruzione della mente, fallace e illusoria. Capisco di non poter capire, e soprattutto di non poter giudicare.

A volte, quando ci si confronta con il dolore altrui, con le difficoltà degli altri, usiamo la frase "posso solo immaginare". Che cosa stupida da dire. Non possiamo immaginare. È arrogante solo pensarlo. L'immaginazione non è sufficiente, è limitata, è incompleta. Non possiamo immaginare quello che provano gli altri, quindi non possiamo capire.

È solo un attimo, pochi secondi e siamo oltre. Il viaggio che ci porterà in giro per la Sicilia è appena iniziato. Cinzia, che ci seguirà per tutto il tempo, e le guide locali, che di luogo in luogo cambieremo, ci racconteranno il loro amore per questa terra, in una maniera tale che ne rimarremo infetti, perché non si può fare a meno di amare quella gente e quei luoghi, a volte così belli da farti stare male. E dopo quella sera a Capaci, amarli è forse l'unica cosa che posso fare senza sentirmi in colpa.


martedì 6 maggio 2014

Cosa bolle in pentola? (Maggio 2014)

Consueto appuntamento con me stesso, e un po' anche con voi che mi seguite, per fare il punto sull'attività dell'ultimo mese.

Se a Marzo avevo scritto abbastanza poco, Aprile è stato un mese quasi del tutto privo di attività. Ancora problemi di salute, che non mi hanno lasciato né la forza né l'umore per essere efficace come vorrei e potrei. 

Per fortuna a portarmi via tempo per le attività di scribacchino c'è stata anche una bella vacanza in Sicilia, sulla quale vorrei trovare il tempo di scrivere qualcosa di più. Per ora accontentatevi di godere della bella foto qui a sinistra, scattata da me medesimo con tanto amore.

Baby Boomers (titolo definitivo)

Niente. Ecco quello che ho fatto su questo testo in Aprile. Quasi niente.
Non dipende solo dal tempo, ma anche dalla fase di scrittura in cui mi trovo.
Il romanzo ha ormai preso forma e anche se mancano ancora grosse parti il più è scritto e i dubbi diventano sempre più forti.
Come previsto Aprile non ha visto concludersi la prima stesura e temo non sarà nemmeno Maggio il mese giusto. Staremo a vedere, grazie al cielo sono l'editore di me stesso e non ho reali scadenze da rispettare. Credo sia anche arrivato il momento di cominciare a svelare qualcosa e anche quello di iniziare il processo di creazione della copertina e degli altri strumenti collaterali (sinossi, descrizioni, testi di lancio etc)
Sarebbe anche bello poter individuare qualche lettore interessato a fare da tester, se la cosa vi attira fatevi vivi.

Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Attività sospesa fino a nuovo ordine.

Amore differito (titolo molto provvisorio e improbabile)

Attività sospesa fino a nuovo ordine.

Racconti Rifiutati (anche no)

I racconti brevi rimangono sempre una delle mie passioni, ecco perché questa è l'unica attività che è rimasta viva nonostante il periodo di crisi. Il frutto è stato un racconto con il quale partecipo a un piccolo contest indetto da un interessante blog letterario:


Si tratta di un concorso a tema, ogni racconto doveva svolgersi in una stanza dell'albergo virtuale Marvellous Hotel, e il titolo doveva essere il numero della stanza. C'è stata un'ottima partecipazione e il mio piccolo racconto rappresenta la stanza 721 dell'albergo. Sottotitolo affettuoso: Cena Vegana. Conoscendomi potrete immaginare che non si tratta di qualcosa che ha a che vedere con la verdura...

Anche questo racconto, quando scartato, finirà nella raccolta dei Racconti Rifiutati (anche no). Nell'eventualità che fosse invece selezionato lo potrete ritrovare in un ebook dedicato al concorso, e solo dopo qualche mese sarà aggiunto alla mia raccolta, di cui per ora non sono in grado di prevedere la data di pubblicazione.


Report davvero scarno questo mese, ma questo è quanto, e non c'è molto da fare. Come ho detto qualche tempo fa: La vita è come la torta della sposa, la fetta che ti arriva ti mangi.