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venerdì 29 aprile 2016

Anteprima romanzo: cercasi blogger

La preparazione del mio romanzo è ormai quasi terminata. Nei prossimi giorni sarà impaginato, qualcuno molto più bravo di me disegnerà la copertina, verranno stampate delle copie per la correzione bozze e le letture in anteprima. Insomma siamo davvero nelle fasi finali.

Ecco intanto quello che potrebbe essere il contenuto della quarta di copertina. Sarebbe per me importante avere il vostro feedback sul testo. Fa venire voglia di leggere il libro? Che tipo di romanzo vi aspettate che sia sulla base di questa presentazione? Suggerimenti?


In un’Italia immaginaria, futuribile e alternativa alla nostra realtà, un gruppo di amici sulla soglia dei settanta, i Baby Boomers, si prepara a eseguire un’azione senza precedenti: sequestrare un gruppo di parlamentari all'interno dello stesso Palazzo del Parlamento, roccaforte considerata inviolabile e simbolo di un potere ormai profondamente corrotto.
A contrastare i Baby Boomers saranno gli uomini dello Stato, e tra loro Giuliano Marchetti, commissario piuttosto indipendente, coinvolto nel caso dal suo amico questore, a capo dell’Unità di Crisi. Nelle ore concitate che succedono al sequestro, Marchetti si troverà a indagare sui membri del gruppo, molto diversi tra loro per estrazione e cultura e senza evidenti collegamenti, cercando di prevenirne le mosse e indovinarne le intenzioni ultime.
Molte sono le domande cui dare risposta: Cosa hanno in comune i terroristi? Perché sono arrivati a tanto? Che cosa sperano di ottenere?

Stesso discorso per il titolo definitivo. Alla fine sono tornato al vecchio amore, ma lo accompagnerò con un sottotitolo più evocativo, ecco dunque la soluzione:

Baby Boomers
Siamo la goccia che diventa mare

Anche qui mi farebbe molto comodo avere le vostre impressioni.


Blogger letterari a me!

In attesa che tutto sia pronto ho pensato di coinvolgere qualche blogger per segnalare il romanzo o per fare una lettura in anteprima con eventuale recensione. L'intento è quello di far uscire segnalazioni e recensioni immediatamente dopo il lancio che è previsto per la prima metà di Giugno.

Se siete intenzionati a darmi una mano vi prego di contattarmi tramite i commenti su questo articolo o su qualsiasi dei social che utilizzo e i cui link potete trovare in alto a destra nella pagina (o in basso a sinistra, a seconda dei casi).

Tutti i blog selezionati riceveranno un archivio contenente i file digitali del libro in versione preview, immagine di copertina definitiva e altro materiale necessario allo scopo.

Tra i coraggiosi volontari per le letture/recensioni ne estrarrò almeno tre, ai quali invierò appena disponibile una copia cartacea del romanzo in versione "anteprima". In pratica una versione "brutta", con copertina fake (quella che vedete qui accanto), stampata in formato A5 e tiratura limitata, naturalmente firmata con particolare affetto dall'autore, me medesimo in persona. Un pezzo quasi unico insomma.


martedì 12 aprile 2016

Goodreads Giveaway: Il Papa Nuovo


Goodreads Book Giveaway


Il Papa Nuovo by Mario Pacchiarotti

Il Papa Nuovo

by Mario Pacchiarotti

Giveaway ends April 30, 2016.

See the giveaway details
at Goodreads.
Enter Giveaway
Dal 12 al 30 aprile sarà possibile partecipare al giveaway per ricevere una delle due copie in palio del racconto "Il Papa Nuovo". Partecipare non costa nulla, ma è riservata agli iscritti al social dedicato ai libri Goodreads. L'iscrizione a sua volta non ha costi e vi ricordo che Goodreads è il social network di Amazon per gli amanti dei libri.
Informazioni sulla raccolta le potete trovare alla pagina dedicata: Il Papa Nuovo.
Qui a fianco la box per la partecipazione.

giovedì 24 marzo 2016

Impressioni di lettura: Intanto da qualche parte nello spazio di autori vari (Gorilla Sapiens)

Se un giorno dovessi diventare uno scrittore serio, di quelli che vanno per fiere con i loro editori, dovrò adottare il trucco di lasciare a casa il portafoglio, perché non sono proprio in grado di resistere alla tentazione di comprare libri, quando ne ho così tanti davanti.

Anche ora che in fiera ci passo velocemente, finisco per portarmene a casa un bel mucchio, che di regola finisce in uno degli scaffali della mia libreria, dedicato a contenere i libri non ancora letti. Tanto per sentirmi in colpa.

Questo volumetto è stato fortunato, l'editrice è simpatica, disponibile, e il banchetto era una gioia per gli occhi. Tornato a casa mi era rimasta la curiosità di assaggiare questo libro, che per questo motivo invece di finire in biblioteca ha fatto sosta ai piani alti. Insomma l'ho letto e ora ve ne parlo, da entrambi i miei punti di vista.

La prima cosa che ho apprezzato è che si tratta di racconti. Sapete che mi piace leggerli (e scriverli), così questa non sarà per voi una sorpresa. Ma un bonus aggiuntivo viene dal fatto che sono racconti di fantascienza, nella definizione più ampia che io adotto, non necessariamente legata a quella classica. Fantascienza d'elezione, la chiamo io, ovvero quella dove è l'autore che decide che quella è fantascienza, più che esserlo perché rientra in una definizione. Lo so, alcuni di voi stanno vomitando, dovranno perdonarmi per la bestemmia.

Una volta letti, come sempre in questi casi, il gradimento è stato variabile da racconto a racconto. Tutti valevano il tempo speso per leggerli, comunque, e l'esperienza è stata nell'intero molto positiva. Credo che la disomogeneità di un'antologia sia una cosa meravigliosa. Consente di passare con il semplice gesto di girare la pagina, da un mondo all'altro, da uno stile a quello completamente diverso. Sullo stile ho qualcosa da dire anche come autore, ma lo vedrete sotto. Da lettore mi ha colpito la freschezza di certi racconti, anche per il modo in cui sono stati scritti. Sbirciando gli altri titoli editi dalla Gorilla Sapiens credo di poter dire che si tratti di una scelta editoriale. Una scelta interessante, aggiungo.

Altra cosa che ho notato, è lo spirito spesso critico che emerge dai racconti di questi (credo giovani) autori. Un certo pessimismo per il futuro del nostro paese, ma forse più un grido di allarme, uno scongiuro, quasi a voler scacciare questa prospettiva. Spesso gli autori italiani (e in parte mi ci metto anche io, anche se...), finiscono per scrivere cose che hanno poco a che fare con l'Italia. Persino i nomi li scegliamo stranieri, figuriamoci le ambientazioni, o addirittura i temi di fondo. Invece qui, ci sono, e urlano forte. Mi piace.

E ora, il mio punto di vista di scrivente. Girovagando per la fiera, di piccoli editori ne ho visti tanti. Ero lì come lettore, e un po' come autore, perché al BUK di Modena ero andato per fare una presentazione del Sad Dog Project. Il BUK è pieno di piccoli editori indipendenti, che a me piacciono tanto, in entrambe le vesti che indosso. Come lettore, perché fanno cose che ormai le grandi case editrici non si sognano nemmeno di pensare; come autore, perché c'è la possibilità di interagire a un livello umano molto più intenso di quanto non sia possibile con altre entità editoriali.

Gorilla Sapiens mi è piaciuto subito. Mi hanno colpito le copertine, i titoli, l'idea che c'è dietro la linea editoriale, che da questi si intuisce abbastanza facilmente. Mi è piaciuta Valeria, appassionata, amabile e gentile. Mi è piaciuto anche il libro che ho comprato e letto. Ma la cosa più importante è che mi ha fatto riflettere sul punto in cui mi trovo nel mio percorso di scrittura. Ho dovuto fare alcuni passi, e ancora ne devo fare, per la necessità di colmare certe lacune di base presenti nel mio bagaglio culturale. Questo, in un certo modo, mi ha spinto, consciamente o inconsciamente, a forzare la mia natura dentro alcuni schemi formali che non sono del tutto miei. 

Mi spiego meglio. Di base io tenderei a scrivere d'istinto, seguendo la mia fantasia e ignorando qualsiasi convenzione. Ma, come uno sciatore principiante che deve scendere a spazzaneve, poi usare le piste bianche e pian piano crescere, prima di poter affrontare una pista nera, anche nella scrittura ho sentito il bisogno di scrivere con uno stile il più rigoroso possibile, mentre sistemavo i miei debiti con la grammatica e la letteratura.

Leggere questa raccolta di racconti mi ha fatto venire voglia di uscire allo scoperto e cominciare a fare qualche passo sul terreno meno sicuro. Vedremo nei prossimi mesi se da questo stimolo nasce qualcosa. Nel caso, credo che Valeria sarà la prima a saperlo :-)

Sintesi finale: libro godibile, compratelo.

domenica 20 marzo 2016

Impressioni di lettura: La guerra della discarica di Luca Tarenzi

Voi non lo sapete, non tutti almeno, ma io vivo a circa tre chilometri da una discarica. Per mia fortuna i venti dominanti in questa zona fanno sì che questa si trovi sottovento rispetto a casa mia, ma quei rari giorni in cui tirano in senso contrario i miasmi mi ricordano la sua presenza a così breve distanza.

Più di una volta ho immaginato, nelle mie follie pre-sonno, mostri che si sviluppavano sotto la coltre di liquami e immondizia. Storie il cui epilogo era sempre simile e per niente felice per l'umanità. Che volete, la nostra la vedo come una grave colpa e il mio modo di immaginare una punizione è alquanto pittoresco. Purtroppo la natura in qualche modo ci somministra comunque un duro prezzo da pagare, ma lavora in modo meno eclatante.

Questo per farvi capire quanto mi possa aver colpito l'ambientazione di questo romanzo, una bella discarica di quelle puzzolenti e poco curate. Non ci sono i mostri che animavano le mie pensate notturne, ma c'è di meglio, un'intero mondo di tribù, folletti, forse normali animali trasformati dai veleni, forse antiche razze nascoste che hanno dovuto adattarsi a vivere delle nostre immondizie. Sono piccoli, sono (forse) magici, o forse hanno semplicemente poteri psichici, hanno un rapporto speciale con il veleno e, come tutti gli esseri viventi, lottano per sopravvivere.

Ecco, basterebbe questa ambientazione così originale per giustificarne la lettura.
Ma l'ambientazione, che è la prima cosa che mi ha colpito, ed è fantastica, non è la parte migliore. Non lo è neanche la trama, che pure mi ha tenuto incollato al libro e me lo ha fatto divorare (e mi ha fatto comprare la puntata successiva non appena finita l'ultima pagina).
No, la parte migliore di questo romanzo sono i personaggi. Non parlo solo di Cruna, troppo facile innamorarsi della ribelle, coraggiosa, incosciente, generosa (e andate avanti con gli aggettivi tipici dell'eroina). Ci sono Disgelo, Verderame, Livido, Albedo, Argiope, Bicorne...
Ognuno creato per offrirvi una bella caratterizzazione dell'umana natura. Abbiamo tutto, così non è difficile immedesimarsi nell'uno o nell'altro a seconda della propria inclinazione.
Personaggi con pregi e difetti, idee e dubbi, non perfetti, non banali. 

Dunque, riepilogando, abbiamo un'ambientazione originale e in qualche modo legata alla realtà, con richiami non banali a problematiche attuali. Abbiamo una storia avventurosa ed intrigante, che nel primo romanzo della serie lascia intuire sviluppi e sorprese in quelli successivi. Abbiamo personaggi vividi, ben strutturati, di cui è facile innamorarsi (oppure odiarli). Gli ingredienti ci sono tutti e l'insieme è davvero gradevole. Se proprio devo cercare qualcosa che non va, posso citare il Glamour. Ma si vede che chiamarlo fascino non rendeva bene. Va be', perdono Luca in anticipo, ancora prima che ci spieghi perché l'ha voluto chiamare così.

Recensione sintetica: compratelo e leggetevelo. 
Raccomandazione per l'autore: fuori il terzo che intanto mi leggo il secondo.

sabato 19 marzo 2016

Impressioni di lettura: Il figlio del cimitero di Neil Gaiman

Un altro romanzo di Gaiman, non vi dovete stupire, forse ricorderete che seguo un gruppo di lettura e una classe delle medie inferiori, e uno degli autori di cui abbiamo parlato è proprio il nostro Neil.

Come avete letto nella precedente recensione andando avanti con le letture questo autore continua a crescere nelle mie preferenze. Questo romanzo non fa eccezione, anzi consolida l'impressione positiva già costruita con le letture precedenti.

Si ripetono alcune delle caratteristiche di Gaiman: anche in questa storia il protagonista viene seguito nella sua evoluzione come persona, fino alla maturità. Molto originale come al solito la trama, bellissimi e divertenti i personaggi, interessanti gli spunti di riflessione.

Di questo libro ho anche una versione illustrata, molto bella, edita in Italia da Edizioni NPE, una piccola casa editrice specializzata in questo tipo di pubblicazioni. L'ho comprato online e ricevuto direttamente a casa, una cosa molto bella da toccare con mano per gli amanti del libro fisico, profumato e in particolare per chi adora le illustrazioni. La sceneggiatura di questa versione è leggermente diversa da quella del libro, e anche questo è un particolare intrigante.

Per incuriosirvi posso dirvi lo spunto iniziale della storia: un killer professionista stermina una famiglia, ma il più piccolo dei figli sfugge casualmente allo sterminio, perché si sveglia e trovata la porta aperta se ne va a spasso per la città finendo in un vecchio cimitero ora adibito a parco cittadino.
Gli eterei abitanti del cimitero adotteranno il bimbo e lo cresceranno con amore, proteggendolo da chi gli sta dando la caccia. E poi... e poi dovrete leggervelo :-)

Anche in questo caso libro assolutamente consigliato, sia per ragazzi che per adulti.



giovedì 10 marzo 2016

Annuncio: disponibile da oggi la raccolta di racconti di fantascienza: "Fughe"

Dopo tanto annunciare e tentennare è arrivato il momento di pubblicare "Fughe". Il libro è già disponibile in digitale e ordinabile anche in cartaceo con spedizione in pochi giorni. Ricordo che il libro è scaricabile gratuitamente per i clienti Amazon Unlimited.

Ho raccolto in questo volume alcuni dei racconti scritti tra il 2014 e il 2015, in particolare gran parte di quelli che si potevano anche solo vagamente definire appartenenti al genere fantascientifico. Sono certo che molti lettori dissentiranno su questa mia attribuzione, ma non entrerò mai in polemica sulla definizione di genere letterario, mi accontenterò di ignorarla in allegria, c’è gente molto più brava di me per queste cose.

Ognuno di questi racconti, ognuna delle cose che scrivo, nasce sempre dal mio ragionare su un argomento preciso, spesso legato all'attualità. Quello che amo fare è cambiare le carte in tavola, porre domande. Non aspettatevi tuttavia che vi fornisca anche le risposte. In ogni caso spero di aver suscitato un pizzico di dubbio in qualcuno di voi.
Ecco di seguito qualche nota sui singoli racconti inclusi, da leggere se siete curiosi di sapere cosa mi ha spinto a scriverli.

Come ai vecchi tempi nasce dalla mia completa sfiducia nell'idea che Dio, ammesso che esista, abbia un qualsiasi connotato umano: ira, dispetto, compiacimento, riconoscenza. Niente di meglio quindi che fare ironia supponendo invece di avere di fronte un Dio che sia proprio così.
Il racconto è stato pubblicato da Historica Edizioni in un’antologia dedicata a racconti di autori dell’area romana, “Racconti Capitolini”.

Teutovirus prende per il naso l’idea che gli uomini si possano giudicare per categorie razziali, piuttosto che religiose o di altro tipo. Lo fa alla maniera dei matematici, assumendo che la genetica davvero determini senza fallo i comportamenti umani. Ho pubblicato questo racconto nella collana “Short Dogs” del Sad Dog Project.

Dente per dente ha avuto origine dal fastidio che provo ogni volta che, di fronte a certe situazioni, reati, violenze, sento le persone parlare di contrappasso. Qui creo la situazione perfetta per applicare questa legge e dimostro, spero, quanto sia in realtà difficile essere giusti anche avendo a disposizione un’arma così potente. Il racconto si è classificato secondo nell'edizione 35 del Premio Writers Magazine ed è stato pubblicato nel numero 43 di quella rivista.

Cena Vegana è uno dei tanti giochi sul cibo, un tema che mi affascina molto, in special modo nei suoi estremi, sia in eccesso che in difetto. La domanda riguarda più in generale le passioni assopite e il prezzo che si è disposti a pagare per rianimarle. Con un pizzico di follia e ironia, naturalmente.

La soluzione è una mia farneticazione sulla guerra e le sue armi. La tentazione di sfruttare la propria presunta superiorità e l’estremo distacco che la tecnologia ci può garantire mentre si uccidono altri esseri umani sono temi centrali e pongono domande difficili. La tecnologia che descrivo temo potrebbe diventare prima o poi fin troppo realistica.

La valigia color ciclamino e Acqua su Marte rientrano nella mia abitudine di prendere un po’ in giro la supponenza di certi potenti. L’idea molto diffusa in certi popoli di essere al centro di tutto. Scoprire che non lo siamo può essere piuttosto duro.

Macellai ha di nuovo a che fare con il cibo. Rimango basito quando le persone, per difendere una posizione non violenta, dimostrano odio nei confronti di altri esseri umani. C’è una evidente incoerenza che tuttavia costoro non sembrano percepire. Questa storia non fa che esasperare il problema e mostrarne le conseguenze finali. Rappresenta anche, come di certo avrete colto, un omaggio a un cantautore che amo molto.

La preda perfetta racconta la brutta fine di un predatore sessuale che qui rappresenta tutta la classe dei predatori, quelli che usano la forza, qualsiasi forza, come mezzo per ottenere quello che si vuole senza riguardo per gli altri. A loro si ricorda che, per quanto si possa essere forti, esiste sempre un predatore più grosso e cattivo di noi.

Lo stesso tema è ripreso nel racconto Il cacciatore, dove un diverso genere di predatore si trova di fronte qualcuno più feroce e spietato di lui. Anche qui i ruoli vengono scambiati, un po’ per gioco, un po’ per far riflettere sul modo in cui trattiamo questo nostro pianeta e le specie con cui coabitiamo.

Inshallah affronta un tema molto attuale, quello del grande esodo di profughi che investe l’Europa, ma lo fa ancora una volta ribaltando il tavolo. Una glaciazione abbraccia la Terra e stavolta sono gli europei, un tempo più ricchi e fortunati, a dover fuggire per salvare la propria vita. E su tutto spira forte il tema del karma.

Paleocoder è una storia dove, con toni spero divertenti, descrivo un possibile futuro remoto attraverso il quale raccontare un nostro probabile futuro prossimo. Qui il gioco assume un suo ruolo importante ma molti elementi che hanno una valenza comica rappresentano anche spunti di riflessione sul nostro mondo e le sue follie. È il più recente dei miei racconti e si coglie qualche sprazzo di quello che potrebbe arrivare in seguito.

Infine ho inserito nella raccolta Madre Terra e La Strada, due vecchi racconti già presenti nella mia prima pubblicazione indie. Mostrano il mio stile di scrittura degli anni novanta dello scorso secolo. Considerateli come un bonus aggiuntivo.

Che dire ancora? Correte a comprare il libro su Amazon e non dimenticate di farmi sapere le vostre impressioni.

giovedì 18 febbraio 2016

Impressioni di lettura: "Buona Apocalisse a tutti" di Neil Gaiman e Terry Pratchett

Quando ho chiuso questo libro, dopo aver letto l'ultima pagina, il primo pensiero che mi ha colto è stato più o meno questo: ma quanto si sono divertiti quei due a scriverlo?

Credo che la risposta sia: "parecchissimo assai di più", come direbbe uno che di risate ne ha bazzicate assaissimo. E questo lo si percepisce in ogni pagina, specialmente se si prova a rileggere, in quella fase dove l'ansia di srotolare la trama non è più padrona dei nostri sensi e la mente può dedicarsi all'esame delle delizie che sono disseminate sul cammino.

Mi piace questo libro, è divertente, pieno di ironia, e quindi di Pratchett, ma anche intessuto di miti e fantasia, e quindi di Gaiman. E i personaggi, oh maledizione come fare a non amarli? Come non trovare Crowley irresistibile, simpatico, come non immedesimarsi nei suoi panni di impiegato a suo modo brillante, in fondo fedele, ma che segue le sue strade per arrivare ai risultati, per soddisfare i suoi superiori e nonostante loro? Un impiegato infernale si intende.

A suo modo anche Azraphel fa il suo lavoro, e con qualche fatica a volte cerca di farlo nonostante non sia affatto convinto, o di non farlo se anche quel briciolo di convinzione viene meno. Il suo affetto per il povero Adamo e la sua discendenza è commovente, poco angelico forse, ma commovente. Il suo impaccio, è quello di noi tutti quando ci facciamo un scrupolo e rischiando di fare la figura degli stupidi continuiamo a rispettare le regole.

Ma sono tutti un po' speciali, tutti particolari, tutti dipinti a colori feroci. Persino l'anticristo, persino il suo cane. Un po' lontano soltanto il principale, un Dio che sembra assente, passivo, lasco, raggirabile. Salvo poi arrivare in fondo e trovarsi a pensare che magari era tutto già deciso e non poteva andare diversamente. Perché si sa, le pedine non si rendono certo conto di esserlo.

O forse no, forse non ci sono pedine.  In fondo lui ama il libero arbitrio.

Un libro speciale che unisce due anime diversamente divertenti, da leggere e far leggere.

lunedì 8 febbraio 2016

Impressioni di lettura: "La parte divertente" di Sam Lypsite

Nonostante io apprezzi in maniera particolare i racconti, nel comprare questo libro non mi ero reso conto che fosse appunto un'antologia. È stata quindi una gradita sorpresa.

Come mi accade fin troppo spesso quando affronto un autore americano, anche questa volta sono stato in difficoltà nell'accettare le situazioni e le trame.
Faccio fatica a considerarle credibili e in questo caso, mentre per alcuni racconti sono riuscito a percepire con chiarezza la satira che l'autore ha voluto annidarvi, per altri la chiave di lettura mi è sfuggita del tutto. Il titolo è un pochino fuorviante, non l'ho trovata una lettura in grado di far sorridere molto.

Posso quindi dire di aver apprezzato alcuni brani, mentre per altri mi rimane il dubbio di non aver capito l'intendimento dell'autore. Non posso dire che non sia stata una lettura valida e divertente. Come sempre in una raccolta di racconti se almeno un terzo ci piace vuol dire che l'autore è già piuttosto bravo. Non è facile infatti azzeccare un certo numero di storie, svolgimenti, finali. Certo gente come Matheson ci riesce, ma non sono tutti in grado. Soprattutto c'è il lettore che ha i suoi gusti e non può certo essere una fotocopia dell'autore come preferenze e idee.

Dunque un libro che non mi sono pentito di aver comprato e letto, ma che mi lascia la sensazione di essermi perso qualcosa per strada mentre lo leggevo. Può darsi che meriti una rilettura, se un giorno o l'altro mi venisse di nuovo voglia.

C'è un po' di follia, qualche crudezza, stralci di vita che non riesco bene a focalizzare dove sia reale e dove sia forzatura satirica. Probabilmente se vi è piaciuto "Il cardellino" della Tartt vi piacerà anche questo, se non altro perché entrambi secondo me richiedono una certa conoscenza degli scenari statunitensi e la loro comprensione/accettazione.

giovedì 26 novembre 2015

Impressioni di lettura: "Livido" di Francesco Verso

Ma come, un altro libro di Francesco Verso? Be', vi avevo detto che mi era tornata la voglia di fantascienza, quindi mi sembra doveroso affrontare gli autori italiani e Francesco è sicuramente uno di quelli da considerare. Un libro non è abbastanza per farsi un'idea e forse neanche due, quindi era inevitabile che dopo e-Doll volessi leggere altro. 

Aggiungo che sono ben contento di aver letto Livido, perché per il mio gusto questo romanzo è un gradino sopra a e-Doll. Non riesco a trovare difetti, mi è piaciuto tutto, la storia, l'ambientazione, i mille particolari, ma soprattutto tocca le mie corde la problematica dei nexumani.

La possibilità di scaricare la propria memoria e ricaricarla in una versione artificiale di noi è il trucco che Francesco si inventa per metterci di fronte a parecchi interrogativi. Domande che io mi sono posto tante volte, da appassionato di fantascienza e da (aspirante) scrittore. Un dedalo che mi attrae in maniera irresistibile. Un uomo artificiale che nasce con tutti i miei ricordi e ha le mie capacità mentali è davvero diverso da me? Si tratta della stessa persona o di una individualità diversa? Posso considerarlo umano? Sarà capace di provare sentimenti? Può morire? Che significato ha la morte per lui? E via con altre domande di questo tipo, a decine, a centinaia.

Non sapete quante mezze storie a riguardo mi ronzano da sempre nella testa. Il mio modo di affrontare questo tema al momento è differente da quella di Livido. La storia che sto scrivendo ha dentro la problematica nexumana, in un certo senso, ma di un tipo del tutto diverso. E non è la sola cosa che ho in cantiere dove si tocca l'argomento. Questo solo per dirvi quanto mi affascini il tema. 

Un tema che in Livido funziona alla grande. Viene posto in maniera meno diretta che in tanti altri romanzi che affrontano il nexumano, perché il protagonista che seguiamo passo passo è un umano e solo indirettamente lo è anche la sua amata artificiale. Eppure alla fine nella nostra testa ronzano tutte quelle domande. O almeno, spero per voi che ronzino nella vostra come hanno fatto nella mia.

Insomma, un gran bel libro davvero. Non posso volere di più, fantascienza italiana, bella e interessante, scritta come si deve e potente nelle domande che pone.
E qui chiudo, che vado a vedere se c'è altro di suo da comprare.


giovedì 23 aprile 2015

Impressioni di lettura: Cosa rimane di noi di Manuel Sgarella

Inizio ringraziando Manuel che mi ha consentito di leggere il libro in anteprima, è stato un piacere che spero di poter ripetere in futuro.

Alcuni libri sono meno facili da leggere di altri. Affrontare il dolore non è attività banale né per chi legge, né per chi scrive. Questa è una storia dove molti dolori si intrecciano, eppure non è una storia di disperazione, credo invece sia una storia di speranza.

Per Manuel è anche il primo romanzo thriller, un giallo con qualche sfumatura nera. Un esperimento ben riuscito, che sicuramente merita di non rimanere unico.

Ho amato particolarmente il protagonista, ex poliziotto del tutto smarrito dopo la scomparsa della figlia. Fantastico anche il suo "socio" improbabile, insieme formano una coppia perfetta per il genere.
Ben descritto e molto reale il rapporto con la moglie. Non conosco abbastanza bene Manuel, ma mi viene pensato che una descrizione così perfetta, così naturale, di un processo complesso come la distruzione e ricostruzione di un rapporto d'amore messo alla prova da una perdita pesante come quella di una figlia, la possa fare solo chi qualche perdita l'ha subita di persona, o l'ha vissuta da vicino. Mi auguro che così non sia, ma rimango affascinato dalla realtà che è riuscito a trasmettere.

Anche i sentimenti del poliziotto che indaga sulla pedofilia sono resi perfettamente. Bella insomma sia la trama, sia la resa dei personaggi. Non banale il finale, triste e insieme giusto, che porge omaggio alla speranza e all'amore. Un libro che si legge con piacere, che fa riflettere. Una mia personale considerazione, al di là della storia: certe ferite lasciano il segno, la cicatrice, ma continuare a vivere è la cosa giusta da fare, anche per chi non c'è più, serbandolo nel cuore.

Disponibile sempre a prezzo irrisorio su Amazon, ma oggi 23 aprile, giornata del libro, costa meno di un euro.




mercoledì 12 novembre 2014

Impressioni di lettura: "Wormhole" di Serena M. Barbacetto



Con questo libro torno alla lettura del genere che forse prediligo sopra ogni altro, la fantascienza. Potrebbe sembrare una scelta perdente, me ne rendo conto, perché si tratta di un filone che non è certo conosciuto per la qualità delle opere. Ho sempre pensato però che proprio in questo genere si possano trovare alcune delle cose più belle che si possano leggere. Ma forse sono solo io che la vedo così. Non importa.

Confesso di aver avuto un problema nel leggere Wormhole: l'ho affrontato in un periodo in cui il tempo per la lettura era limitato e questo, che è deleterio per qualsiasi testo, lo è stato in maniera particolare per il libro di Serena. La sua lunghezza infatti, associata alla complessità del mondo che descrive, non si sposa bene con una lettura sbocconcellata come quella che ha caratterizzato questo ultimo mese. E per più di un mese in effetti si è protratta.

Detto questo, il libro non mi è dispiaciuto, anzi direi che la storia e i personaggi sono entrambi interessanti. Forse un po' lento in certe parti, che magari, anche considerando la lunghezza totale, si potevano snellire. Si coglie in tutto l'impianto del romanzo una tensione a trasmettere una visione direi quasi filosofica e spirituale, che tuttavia io non riesco a cogliere completamente, forse perché mi mancano riferimenti e basi sulle quali probabilmente l'autrice si è ispirata. Andando avanti nella lettura comunque la storia corre via sempre più fluida. Per il resto il romanzo contiene davvero carburante per tutti i motori: romanticismo, amore, avventura, qualche spruzzo di sesso, filosofia, scienza, spiritualità.

Devo ammettere di essere un po' refrattario alle letture molto lunghe, anche "Il Cardellino" della Tartt mi aveva un po' stressato, ma sono sicuro che ci saranno persone in grado di apprezzare anche questo aspetto e leggeranno con soddisfazione un romando di queste dimensioni.

Un giudizio sostanzialmente positivo quindi per Wormhole, libro che non sono affatto pentito di aver affrontato, e per il quale prevedo un futuro fatto di giudizi netti, fortemente positivi o negativi a seconda del lettore. Alcuni dei messaggi e dei concetti intorno ai quali Serena ha costruito questa storia, anzi questo mondo, probabilmente non arriveranno a tutti i lettori, ma non credo che dovrebbe essere un problema per l'autrice: quando si scrive non si ha mai la certezza di riuscire a raggiungere allo stesso modo tutti i lettori.

mercoledì 6 agosto 2014

Impressioni di lettura: "Piccoli Sogni" di Marco Perino

A cosa servono i libri? Vi siete mai posti questa domanda? Probabilmente sì, e vi sarete anche dati molte risposte, perché ci sono davvero mille motivi per scrivere un libro, alcuni all'apparenza più nobili, altri decisamente più materiali.

Si può scrivere per vendere, costruendo un prodotto, oppure si può scrivere perché si sente il bisogno di dire qualcosa, magari di banale, qualche volta di importante. Si può scrivere per divertire, per il desiderio di raccontare, per mandare un messaggio, o anche, perché no, senza un motivo particolare.

Spesso quando leggiamo un libro, non ci poniamo questo problema e, semplicemente, ce lo godiamo. Quando arriviamo alla fine, a volte, percepiamo quale era il fine dell'autore, magari solo inconsciamente. Ci sono libri che ci fanno riflettere, libri che ci divertono soltanto e, infine, libri che cambiano qualcosa dentro di noi.

Questo libro, nel mio caso, non solo mi ha fatto riflettere, più e più volte durante la lettura, ma temo, o forse spero, che abbia anche cambiato qualcosa dentro di me. Tanto per cominciare ora sono in grado di capire il significato dell'immagine di copertina e di provare una piccola fitta di nostalgia e invidia per ciò che ormai, almeno per me, non può più essere. Ma è solo un attimo, perché in fondo quella linea rossa non è mai stata tra i miei sogni. Perché è di sogni che parla questo libro, e lo fa nella maniera più immediata: aprendo rapide finestre sulla vita dell'autore e dei suoi piccoli e grandi sogni.

Il libro, ve lo devo dire per amore di cronaca, nonostante appaia curato, non è immune dai difetti cui spesso noi autori indie siamo soggetti. Sapete di che parlo: refusi, forse qualche piccolo errore, frasi a volte un po' fuori dai canoni classici. Niente di drammatico intendiamoci, sono cose che capitano quando ci si cimenta nell'impresa di trasformare in carta ciò che si ha dentro e, comunque, già dopo qualche decina di pagine non ci si fa più caso, presi dal gusto della lettura. Così almeno è stato per me.

Quando ho finito il libro, ed ho impiegato una sola giornata, mi sono fermato a riflettere su quello che avevo letto, chiedendomi se durante la mia vita avevo fatto abbastanza per realizzare i miei piccoli sogni. Mi è venuta allora in mente una frase che qualche anno fa un amico disse a mia moglie, sentendo che non le piaceva il suo lavoro, che avrebbe preferito fare altro: perché non lo fai?. Una frase che lì per lì mi sembrò assurda, ma che con il passare del tempo devo riconoscere fosse fin troppo giusta. Questo libro in fondo dice la stessa cosa: se hai un sogno cerca di realizzarlo, perché molto spesso quello che ci sembra impossibile non lo è affatto e in ogni caso averci provato ci avrà resi migliori e privi di rimpianti.

Io credo che valga la pena leggere questo libro, per me è stata una bella esperienza, non posso quindi che consigliarvelo. Buona vita a tutti, e buoni sogni.




domenica 15 giugno 2014

Recensioni: Il Cardellino - Donna Tartt



Titolo: Il cardellino
Autore: Donna Tartt
Editore collana: Rizzoli – Scala stranieri
Prezzo: 17.00 cartaceo (paperback) 9.99 (e-book)
Pagine: 892
Genere: Romanzo di Formazione
Data Pubblicazione: 2014
ISBN: 978-8817072380
Valutazione: 3.5


Sinossi:
Questa è la storia di una vita, o almeno di una larga parte della vita di un uomo. Conosceremo Theo adolescente e affronteremo subito il dramma, un’esplosione che uccide la madre e da cui lui invece riesce a uscire incolume, almeno fisicamente. Negli stessi istanti in cui perde la madre Theo inizia la sua relazione con quel quadro, Il Cardellino, che lei tanto amava. La storia di Theo e del piccolo capolavoro si intrecceranno con quella di altri personaggi emblematici. Nonostante le difficoltà riuscirà a raggiungere persino il successo e l’affermazione sociale, salvo poi trovarsi coinvolto in una sorta di thriller carico di pericoli e di sorprese.

Recensione
Recensire questo libro è un compito per me piuttosto complesso. Una parte di me lo ha apprezzato, un'altra parte invece ha fatto fatica per arrivare a leggere l'ultima pagina.

Ma partiamo dalla storia. Il racconto narra la vita di un ragazzo, partendo dell'episodio che ne determina il corso più di ogni altro, l’esplosione nel museo e la morte della madre, intrecciandone il destino con quello di un quadro famoso, da cui il titolo del libro. Quadro molto amato dalla madre e quindi carico di significato per il ragazzo, che proprio fuggendo dal museo lo porterà via con se.

In un susseguirsi di episodi tutt’altro che fortunati seguiremo tutta la crescita del ragazzo fino all'età adulta, con il libro quasi spezzato in due distinte parti, la prima, circa due terzi del totale, più proiettata sugli aspetti intimi e personali dei nostri personaggi, e la seconda che improvvisamente cambia il registro della narrazione trasformandolo di fatto in un thriller. Personaggi a volte estremi, quanto meno per la sensibilità europea, come il suo amico di origini russe, Boris, così come estreme sono spesso le situazioni, con le droghe costante compagne di viaggio di Theo e di alcuni degli altri protagonisti.

Tutto il libro, circa novecento pagine, mantiene sempre costante la ricerca estrema del dettaglio, con minuziose descrizioni sia degli ambienti che dei sentimenti e dei pensieri dei personaggi. È uno stile ricco che sinceramente non ho trovato ridondante o inutile, poiché ogni riga e ogni parola appare sempre ponderata, cercata con attenzione, e ha una sua funzione. Sono convinto che i lettori troveranno materiale per molte citazioni, perché il libro, specialmente nella parte finale, contiene considerazioni e frasi adatte a far felice un cacciatore di aforismi.

Tuttavia, e qui naturalmente sto esprimendo un parere molto personale, tutta questa ricchezza appesantisce la lettura, rendendo il procedere tra le pagine più lento di quanto si vorrebbe. Devo dire di non essere stato colto dalla tentazione di "saltare" le parti più descrittive, perché spesso è proprio in queste sezioni del testo che si incontrano quelle piccole perle che viene voglia di sottolineare, o sulle quali ci si sofferma per un pensiero. Non è uno di quei libri in cui mi è venuta voglia di scorrere velocemente tra i capitoli, ma non è neanche uno di quelli che mi hanno tenuto incollato alle pagine. Anzi, le sessioni di lettura sono state meno lunghe del normale, perché sentivo spesso il bisogno di staccare, forse anche per la tristezza, la malinconia, che spesso la storia trasmette al lettore.

Una lettura dunque lunga, anche un po’ lenta per certi versi, ricca, forse anche troppo, che mi ha tenuto impegnato circa un mese, quasi interamente dedicato a questo libro. Non sono in grado di consigliarlo né di sconsigliarlo, perché ho la sensazione precisa che questo romanzo, e forse la stessa autrice, appartengano a quel genere che si fanno amare, ma anche odiare a seconda del lettore. Se amate la bella scrittura e apprezzate un volume di queste dimensioni, perfettamente costruito, coerente, ricco di particolari e dettagli da scoprire e non vi dispiace impiegare un po’ più di tempo per arrivare alla fine, probabilmente lo amerete. Se invece preferite la prosa secca e stringata, le pagine dense di avvenimenti e quando leggete non vedete l’ora di arrivare alla fine, allora questo libro potrebbe risultarvi un filo pesante.

Per quanto mi riguarda, nonostante appartenga al secondo tipo di lettori, ho apprezzato abbastanza il romanzo. Dopo questa lettura, tuttavia, non mi sento particolarmente attratto dalle altre opere dell'autrice, anche se non escludo di poterle leggere in futuro.


La valutazione tiene conto di questa ambivalenza, sono certo però che molti altri lettori non avrebbero dubbi nel valutarlo cinque stelle, e magari altri potrebbero rifiutarsi di arrivare alla fine.

sabato 14 giugno 2014

Come ti aggiusto il file


Il nostro bel romanzo è pronto per la pubblicazione. Lo guardiamo per l’ultima volta, è preciso, editato e corretto. Presto lo vedremo brillare là, sugli scaffali virtuali della libreria online.

Nel mentre ci deliziamo, immaginando il libretto confezionato, ci rendiamo conto che manca un passaggio fondamentale. Aiuto!

Per poter pubblicare il testo è necessario formattarlo e convertirlo nel formato richiesto dalla piattaforma scelta per la pubblicazione.


Antonella Sacco, Roberto Bonfanti, Mario Pacchiarotti e Concetta D’Orazio illustrano il procedimento di formattazione e conversione del file.


Antonella Sacco

Roberto Bonfanti

Mario Pacchiarotti

Concetta D'Orazio



Per quanto lunga e minuziosa possa essere l'opera di revisione di un libro, prima o poi l'autore dovrà trovare il coraggio di considerare concluso il lavoro e passare alla pubblicazione.

Già, pubblicare, in fondo è questo il vero nodo che rende un autore indie diverso da chi passa per le case editrici. Che lo si faccia per scelta o per necessità (e di questo ho già parlato), l'autore indipendente si qualifica così proprio perché pubblica autonomamente.

Anche se pubblicare oggi è molto più facile di alcuni anni or sono, rimane sempre un'attività che richiede qualche competenza in più di quelle necessarie a scrivere. In questo caso parliamo di e-book, quindi l'operazione è resa più semplice rispetto al libro stampato, dove la formattazione del testo e la sua impaginazione diventano di estrema importanza per il risultato finale.

Nell'e-book invece, salvo qualche caso particolare, l'impaginazione e la formattazione sono problemi di importanza marginale. Nei lettori di e-book infatti il testo viene quasi sempre presentato in maniera flessibile: si deve adattare alle dimensioni dello strumento di lettura, che può andare dal piccolo cellulare al tablet, fino al computer. Per questo motivo la formattazione dovrà essere minimale, giusto la separazione in capitoli, i salti pagina in alcuni casi, ma solo dove sia davvero necessario. Tentativi di disegnare il testo in modo vincolante portano solitamente a peggioramenti nel risultato finale che si trova di fronte il lettore.

Così un e-book andrà pensato con la sua copertina, la pagina del copyright, forse una prefazione, e infine i capitoli, separati da semplici salti pagina e con le sole formattazioni necessarie: dimensioni del font per i titoli, grassetto, corsivo e poco altro per il testo.
Si può certamente fare altro, ma per un romanzo è raro ci sia bisogno di altri accorgimenti. Se si vogliono aggiungere illustrazioni al libro è importante ricordare che queste devono essere dinamicamente ridimensionabili e che molti lettori le convertiranno in scale di grigi.

Il passaggio dal testo semplice, magari contenuto in un documento elettronico word o open office, al formato e-book, avviene di solito utilizzando un tool specifico che effettua la conversione in maniera automatica, o quasi. Un'altra possibilità è quella di utilizzare un vero e proprio editor di e-book, come Calibre, per meglio padroneggiarne la composizione.

Molto dipende dal nostro target. Oggi sono due i formati principali di e-book sul mercato, uno distribuito da Amazon, il MOBI, e l'altro diffuso con più generalità presso un insieme eterogeneo di piattaforme, il formato EPUB. Il processo di trasformazione di un testo in formato word in MOBI è garantito dai tool Amazon e avviene in maniera trasparente per l'autore, salvo poi impazzire se qualcosa non viene gestita nella maniera che si vuole, andando a modificare il testo di partenza per renderlo digeribile al tool di conversione. La mia esperienza è che più si mantiene semplice la struttura e la formattazione del documento di partenza, più probabile sarà la corretta trasformazione in e-book da parte dei tool automatizzati.

Per l'EPUB invece molto dipende dalla piattaforma di distribuzione che si utilizza. In qualche caso infatti viene messo a disposizione qualcosa di equivalente ai tool Amazon, mentre altre volte ci sono disponibili servizi a pagamento che effettuano per voi la creazione dell'e-book.

Rimane sempre l'opzione di creare in casa il file EPUB e poi fornirlo direttamente alle piattaforme di distribuzione, o anche distribuirlo in proprio.

Strumenti come Calibre hanno reso questa operazione alla portata di tutti. I più tecnici potranno realizzare il proprio e-book senza problemi, mentre i meno avvezzi agli smanettamenti dovranno imparare ad utilizzare questo programma, o altri di questo genere. La presenza di numerose guide online, che spesso descrivono passo passo le operazioni necessarie, rendono meno oneroso questo percorso di apprendimento. Per i più pigri esiste anche l'opzione di creare per primo il formato MOBI, sfruttando le funzioni messe a disposizione da Amazon, per poi convertirlo tramite Calibre in formato EPUB, operazione che richiede davvero minimi interventi, ed ha buoni risultati per libri di tipo semplice, come romanzi, saggi e manuali senza illustrazioni.

Ho scritto due diversi articoli sul tema, uno che descrive la pubblicazione sulla piattaforma Amazon, in formato MOBI, l'altro invece copre l'utilizzo di una seconda piattaforma di pubblicazione, italiana, che fa riferimento a Narcissus.

Potrete trovare qualche particolare in più sugli aspetti tecnici della cosa.

In conclusione, oggi pubblicare un libro è un'operazione alla portata di tutti, sia dal punto di vista tecnico che economico, con molte opzioni a disposizione degli autori.
Ricordiamoci però che prima di farlo bisogna aver scritto qualcosa, ma questa è un'altra storia.

martedì 6 maggio 2014

Cosa bolle in pentola? (Maggio 2014)

Consueto appuntamento con me stesso, e un po' anche con voi che mi seguite, per fare il punto sull'attività dell'ultimo mese.

Se a Marzo avevo scritto abbastanza poco, Aprile è stato un mese quasi del tutto privo di attività. Ancora problemi di salute, che non mi hanno lasciato né la forza né l'umore per essere efficace come vorrei e potrei. 

Per fortuna a portarmi via tempo per le attività di scribacchino c'è stata anche una bella vacanza in Sicilia, sulla quale vorrei trovare il tempo di scrivere qualcosa di più. Per ora accontentatevi di godere della bella foto qui a sinistra, scattata da me medesimo con tanto amore.

Baby Boomers (titolo definitivo)

Niente. Ecco quello che ho fatto su questo testo in Aprile. Quasi niente.
Non dipende solo dal tempo, ma anche dalla fase di scrittura in cui mi trovo.
Il romanzo ha ormai preso forma e anche se mancano ancora grosse parti il più è scritto e i dubbi diventano sempre più forti.
Come previsto Aprile non ha visto concludersi la prima stesura e temo non sarà nemmeno Maggio il mese giusto. Staremo a vedere, grazie al cielo sono l'editore di me stesso e non ho reali scadenze da rispettare. Credo sia anche arrivato il momento di cominciare a svelare qualcosa e anche quello di iniziare il processo di creazione della copertina e degli altri strumenti collaterali (sinossi, descrizioni, testi di lancio etc)
Sarebbe anche bello poter individuare qualche lettore interessato a fare da tester, se la cosa vi attira fatevi vivi.

Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Attività sospesa fino a nuovo ordine.

Amore differito (titolo molto provvisorio e improbabile)

Attività sospesa fino a nuovo ordine.

Racconti Rifiutati (anche no)

I racconti brevi rimangono sempre una delle mie passioni, ecco perché questa è l'unica attività che è rimasta viva nonostante il periodo di crisi. Il frutto è stato un racconto con il quale partecipo a un piccolo contest indetto da un interessante blog letterario:


Si tratta di un concorso a tema, ogni racconto doveva svolgersi in una stanza dell'albergo virtuale Marvellous Hotel, e il titolo doveva essere il numero della stanza. C'è stata un'ottima partecipazione e il mio piccolo racconto rappresenta la stanza 721 dell'albergo. Sottotitolo affettuoso: Cena Vegana. Conoscendomi potrete immaginare che non si tratta di qualcosa che ha a che vedere con la verdura...

Anche questo racconto, quando scartato, finirà nella raccolta dei Racconti Rifiutati (anche no). Nell'eventualità che fosse invece selezionato lo potrete ritrovare in un ebook dedicato al concorso, e solo dopo qualche mese sarà aggiunto alla mia raccolta, di cui per ora non sono in grado di prevedere la data di pubblicazione.


Report davvero scarno questo mese, ma questo è quanto, e non c'è molto da fare. Come ho detto qualche tempo fa: La vita è come la torta della sposa, la fetta che ti arriva ti mangi.

giovedì 3 aprile 2014

Indie: per scelta o per forza?

Tanto per sgomberare il campo da dubbi, e versare il giusto tributo agli amanti della lingua italiana, dirò che per indie si intende chi pubblica i propri scritti in maniera indipendente, senza passare per una casa editrice. In italiano dovrei dire autore auto pubblicato, oppure autore indipendente, ma sono pigro e indie mi piace. 

E, sì, lo so che non parliamo di indiani d'America e che il tepee non c'entra nulla, però è carino e ce lo metto.

La domanda che mi sono fatto in questi giorni è la seguente: in Italia si diventa indie per scelta, oppure lo si è perché non abbiamo alternativa? 

La risposta non è così semplice come potrebbe sembrare. Da una parte verrebbe da dire che non si tratta di una scelta. È molto raro che un autore venga pubblicato da una casa editrice senza prima fare una certa trafila, quindi sono tanti quelli che decidono di intraprendere la strada  della pubblicazione indipendente. Per una buona fetta di queste persone tuttavia, il vero sogno, il vero obiettivo, è quello di essere scelti da un editore. L'esperienza indie è quindi un passaggio fatto nella speranza di essere notati e poter entrare nel vero mondo dell'editoria.

Questi sono gli indie per forza, quelli per i quali l'essere indie è un po' un ripiego, o al massimo un passo verso la vera meta. Sia chiaro non c'è niente di male in questo.

Tuttavia, i veri indie sono quelli che non vogliono pubblicare con una casa editrice, ma hanno fatto la scelta di essere editori di se stessi in maniera consapevole. I veri indie inoltre dovrebbero essere caratterizzati da una qualità editoriale di livello molto simile a quella fornita dalle migliori case editrici. Sottolineo che parlo di qualità editoriale, non di sostanza dello scritto, che è un discorso diverso: posso avere un libro ben confezionato ma orribile a livello di contenuto. Questo perché l'obiettivo di un vero indie non è farsi notare da una casa editrice, per la quale dover fare l'editing di un nuovo autore è un fatto scontato, ma ottenere successo come autore-editore. Con la consapevolezza quindi di dover fare anche il lavoro che normalmente è compito dell'editore: editing, copertina, formattazione etc.

Ma il vero indie quindi non passa mai con una casa editrice? È un duro e puro che non cambia mai idea? Come dicevo all'inizio la risposta non è così netta. Si può partire volendo essere veramente autori indipendenti, e poi cambiare idea di fronte a un'offerta davvero allettante, magari non cercata e inaspettata. Direi che in generale è lo stato mentale di chi intraprende questa strada che conta, e i confini non sono per niente netti.

Se si ha come obiettivo ultimo quello di sfondare con una casa editrice allora si è indie di passaggio, almeno nel cuore, anche se magari si finisce per rimanerlo per sempre. Se invece si ha come obiettivo quello di avere successo come autore indipendente e non si cerca una casa editrice che ci accolga, allora si è indie puri, anche se poi, magari, qualcuno finisce per pubblicare con una grande casa editrice, se l'occasione è abbastanza ghiotta.

Semplice no? Per niente, perché perfino io non sono sicuro di potermi inserire nell'una o nell'altra categoria. Così, alla fine, forse faremmo bene a considerarci tutti indie di passaggio, andando poi a contare sulle dita della mano quanti sono quelli che dentro di loro sono davvero convinti di volerlo rimanere a dispetto delle possibili offerte delle case editrici.

Indie di passaggio, ma lavorando come se fossimo indie puri, perché quello che conta alla fine è essere letti, e dare emozioni a chi ci sceglie e, se possibile, qualcosa su cui riflettere.



mercoledì 2 aprile 2014

Cosa bolle in pentola? (Aprile 2014)

Eccomi qui a fare un piccolo bilancio mensile. Serve di certo più a me che a voi, ma va bene, perché questo prima di tutto è un diario.

A Marzo ho scritto di meno, se non altro per via di qualche problema di salute. Lo spirito rimane però vivo e la creatività non manca.

Vediamo comunque lo stato dei vari piccoli e grandi progetti.


Baby Boomers (titolo sempre più definitivo)

La mia scarsa attività si è concentrata questo mese su questo racconto.
Stiamo ancora parlando di finire la prima stesura. Facendo i conti scopro, con meraviglia e piacere, di aver quasi raddoppiato la bozza. Ora sono oltre le trentunmila parole (circa cento cartelle standard). 
C'è ancora abbastanza da scrivere, si tratterà quindi del mio primo romanzo.
Ho qualche dubbio sul riuscire a rispettare la data di Aprile per la prima stesura, sarà un mese pieno di attività familiari e lavorative, e il tempo per la scrittura sarà pochino.
Ora che la storia ha preso in gran parte forma sono pieno di perplessità: piacerà, si capirà quello che voglio raccontare, la storia sarà strumentalizzata, e tante altre domande. Temo che sia una sindrome inevitabile per ogni autore. D'altra parte è la mia prima esperienza con qualcosa di così lungo, ho molto da imparare. Inoltre sia l'ambientazione scelta che la storia sono tali da non rendermi la vita molto facile. Vedremo più avanti, con le prime letture.


Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Come prevedibile Baby Boomers ha assorbito tutta la mia attenzione. Questo secondo racconto è rimasto quindi completamente al palo. Avrà bisogno di molto lavoro e lo potrò prendere di nuovo in mano solo dopo aver completato Baby Boomers. Per ora è sospeso, salvo piccole attività casuali. Ma ci tornerò, è una storia che mi piace troppo.


Amore differito (titolo molto provvisorio)

Questo è un racconto che ho iniziato a scrivere in Marzo, dedicandoci pochi ritagli di tempo, più che altro per staccare di tanto in tanto dal lavoro su Baby Boomers. Ho scritto quattromila parole, una decina di cartelle. Non ho idea delle dimensioni finali.
La storia è ambientata nel mondo delle Porte già incontrato in Madre Terra, ma ha uno sviluppo del tutto distinto da quel racconto. Si potrebbe dire che è una storia d'amore. In realtà ci saranno parecchie cose dentro, o almeno questa è la mia intenzione.


Racconti Rifiutati (anche no)

Inaspettatamente, come avrete già letto qui sul blog, uno dei racconti che avevo iscritto a un concorso è stato selezionato. Piccole soddisfazioni impagabili. Sarò quindi costretto a cambiare il nome della raccolta, non più Racconti Rifiutati, ma Racconti Rifiutati (anche no)Se vi viene in mente un titolo migliore, siete i benvenuti.

Ci sono dunque quattro racconti già pronti (Domani, Nessun Dolore, Teutovirus, Lama e Pietra), un quinto lo sto scrivendo per un altro piccolo e simpatico concorso (sperando di finire in tempo). Un sesto racconto molto breve dovrei scriverlo per un blog, poi ne avrete notizia, se mi viene un'idea che mi soddisfa. Infine un settimo è in attesa di riscontro da un concorso il cui risultato non sarà disponibile per ancora qualche mese. Non so ancora se Amore Differito finirà qui o avrà alla fine una dimensione tale da giustificare la pubblicazione separata. Vedremo.


Per ora questo è tutto, ci vediamo tra un mese con un'altro avanzamento. Ancora non sono pronto per pubblicare qualche frammento di Baby Boomers, ma potrei fare un test sull'incipit, per capire cosa si aspetta chi lo legge, di trovare poi nel romanzo.