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martedì 29 marzo 2016

Impressioni di lettura: Scrivere fantascienza di Paul Di Filippo

Sono sempre stato un amante del genere fantascientifico, del fantastico in generale, in tutte le sue declinazioni. Trovo che offra dei gradi di libertà che altri generi non consentono. Penso anche che un'evoluzione necessaria sia il superamento delle definizioni di genere, il crollo dei confini, l'invasione di campo.

Credo che Paul Di Filippo sia un buon esempio di quanto funziona bene l'idea. Così mi è venuto naturale comprarlo, quando sono inciampato in questo libro (sì, lo so, inciampo spesso). Lo sapete, ambisco a scribacchiare qualcosa di decente, prima o poi, e con la mia cinquantina d'anni sulle spalle mi rendo conto che tutto può aiutare.

Questo libro non è certo un manuale di scrittura, tenetene conto se pianificate l'acquisto. Più che altro è un'insieme di considerazioni sulla fantascienza, fatte dall'autore, che portano avanti la sua visione dello scrivere storie di questo tipo, ammesso che si possa circoscrivere il campo.

Personalmente mi ha entusiasmato, perché ha ridato vigore alla mia sete di libertà. Mentre imparavo a camminare ho dovuto usare le scarpe corrette e tenermi sul sentiero battuto. Paul predica una sorta di arricchimento, di esagerazione, di saturazione delle idee. Ci dice in pratica di non fare i taccagni, di non scrivere la solita storiella basata su una singola idea, per quanto originale, ma di lasciare che il testo sia stracolmo di cose.

Ci racconta il suo percorso e le sue idee e lo fa con una lunga chiacchierata amichevole. Facile da leggere, un po' meno da digerire. Ho letto centinaia, forse qualche migliaio di libri di genere, eppure alla fine di questo libro mi sono ritrovato con la netta sensazione di essere indietro, di avere bisogno di altro. Basta la citazione di un titolo che non ho letto per farmi sentire inadeguato, naturalmente. Ma è chiaro come per Paul la lettura, prima ancora che la scrittura, sia la grande passione della sua vita.

Attraverso la ricostruzione del suo crescere come scrittore, del modo di affrontare i vari nodi, si arriva velocemente alla fine del breve libro. Molto interessante a questo punto leggere l'appendice, in cui ci narra la gestazione e l'evoluzione del suo famoso romanzo Ciphers. Credo che molti scrittori o aspiranti tali si sentiranno molto vicini a Paul nel leggere queste pagine.

Una lettura piuttosto interessante, ma ripeto, non aspettatevi un manuale di scrittura, o trucchi segreti. Certo ci sono spunti di riflessione e idee. Non so quanto possa interessare un lettore che non ami la fantascienza, ma di certo è una buona lettura per chi tenta di scriverla.

Prima di chiudere, vi consiglio la lettura di questa intervista sul blog Nocturnia.

lunedì 28 marzo 2016

Goodreads Giveaway: Fughe



Goodreads Book Giveaway

Fughe by Mario Pacchiarotti

Fughe

by Mario Pacchiarotti


Giveaway ends April 30, 2016.

See the giveaway details
at Goodreads.

Enter Giveaway


Dal 28 marzo al 30 aprile sarà possibile partecipare al giveaway per ricevere una copia dell'antologia di racconti fantascientifici "Fughe". Partecipare non costa nulla, ma è riservata agli iscritti al social dedicato ai libri Goodreads. L'iscrizione a sua volta non ha costi e vi ricordo che Goodreads è il social network di Amazon per gli amanti dei libri.
Informazioni sulla raccolta le potete trovare alla pagina dedicata: Fughe.
Qui a fianco la box per la partecipazione.

giovedì 24 marzo 2016

Impressioni di lettura: Intanto da qualche parte nello spazio di autori vari (Gorilla Sapiens)

Se un giorno dovessi diventare uno scrittore serio, di quelli che vanno per fiere con i loro editori, dovrò adottare il trucco di lasciare a casa il portafoglio, perché non sono proprio in grado di resistere alla tentazione di comprare libri, quando ne ho così tanti davanti.

Anche ora che in fiera ci passo velocemente, finisco per portarmene a casa un bel mucchio, che di regola finisce in uno degli scaffali della mia libreria, dedicato a contenere i libri non ancora letti. Tanto per sentirmi in colpa.

Questo volumetto è stato fortunato, l'editrice è simpatica, disponibile, e il banchetto era una gioia per gli occhi. Tornato a casa mi era rimasta la curiosità di assaggiare questo libro, che per questo motivo invece di finire in biblioteca ha fatto sosta ai piani alti. Insomma l'ho letto e ora ve ne parlo, da entrambi i miei punti di vista.

La prima cosa che ho apprezzato è che si tratta di racconti. Sapete che mi piace leggerli (e scriverli), così questa non sarà per voi una sorpresa. Ma un bonus aggiuntivo viene dal fatto che sono racconti di fantascienza, nella definizione più ampia che io adotto, non necessariamente legata a quella classica. Fantascienza d'elezione, la chiamo io, ovvero quella dove è l'autore che decide che quella è fantascienza, più che esserlo perché rientra in una definizione. Lo so, alcuni di voi stanno vomitando, dovranno perdonarmi per la bestemmia.

Una volta letti, come sempre in questi casi, il gradimento è stato variabile da racconto a racconto. Tutti valevano il tempo speso per leggerli, comunque, e l'esperienza è stata nell'intero molto positiva. Credo che la disomogeneità di un'antologia sia una cosa meravigliosa. Consente di passare con il semplice gesto di girare la pagina, da un mondo all'altro, da uno stile a quello completamente diverso. Sullo stile ho qualcosa da dire anche come autore, ma lo vedrete sotto. Da lettore mi ha colpito la freschezza di certi racconti, anche per il modo in cui sono stati scritti. Sbirciando gli altri titoli editi dalla Gorilla Sapiens credo di poter dire che si tratti di una scelta editoriale. Una scelta interessante, aggiungo.

Altra cosa che ho notato, è lo spirito spesso critico che emerge dai racconti di questi (credo giovani) autori. Un certo pessimismo per il futuro del nostro paese, ma forse più un grido di allarme, uno scongiuro, quasi a voler scacciare questa prospettiva. Spesso gli autori italiani (e in parte mi ci metto anche io, anche se...), finiscono per scrivere cose che hanno poco a che fare con l'Italia. Persino i nomi li scegliamo stranieri, figuriamoci le ambientazioni, o addirittura i temi di fondo. Invece qui, ci sono, e urlano forte. Mi piace.

E ora, il mio punto di vista di scrivente. Girovagando per la fiera, di piccoli editori ne ho visti tanti. Ero lì come lettore, e un po' come autore, perché al BUK di Modena ero andato per fare una presentazione del Sad Dog Project. Il BUK è pieno di piccoli editori indipendenti, che a me piacciono tanto, in entrambe le vesti che indosso. Come lettore, perché fanno cose che ormai le grandi case editrici non si sognano nemmeno di pensare; come autore, perché c'è la possibilità di interagire a un livello umano molto più intenso di quanto non sia possibile con altre entità editoriali.

Gorilla Sapiens mi è piaciuto subito. Mi hanno colpito le copertine, i titoli, l'idea che c'è dietro la linea editoriale, che da questi si intuisce abbastanza facilmente. Mi è piaciuta Valeria, appassionata, amabile e gentile. Mi è piaciuto anche il libro che ho comprato e letto. Ma la cosa più importante è che mi ha fatto riflettere sul punto in cui mi trovo nel mio percorso di scrittura. Ho dovuto fare alcuni passi, e ancora ne devo fare, per la necessità di colmare certe lacune di base presenti nel mio bagaglio culturale. Questo, in un certo modo, mi ha spinto, consciamente o inconsciamente, a forzare la mia natura dentro alcuni schemi formali che non sono del tutto miei. 

Mi spiego meglio. Di base io tenderei a scrivere d'istinto, seguendo la mia fantasia e ignorando qualsiasi convenzione. Ma, come uno sciatore principiante che deve scendere a spazzaneve, poi usare le piste bianche e pian piano crescere, prima di poter affrontare una pista nera, anche nella scrittura ho sentito il bisogno di scrivere con uno stile il più rigoroso possibile, mentre sistemavo i miei debiti con la grammatica e la letteratura.

Leggere questa raccolta di racconti mi ha fatto venire voglia di uscire allo scoperto e cominciare a fare qualche passo sul terreno meno sicuro. Vedremo nei prossimi mesi se da questo stimolo nasce qualcosa. Nel caso, credo che Valeria sarà la prima a saperlo :-)

Sintesi finale: libro godibile, compratelo.

giovedì 10 marzo 2016

Annuncio: disponibile da oggi la raccolta di racconti di fantascienza: "Fughe"

Dopo tanto annunciare e tentennare è arrivato il momento di pubblicare "Fughe". Il libro è già disponibile in digitale e ordinabile anche in cartaceo con spedizione in pochi giorni. Ricordo che il libro è scaricabile gratuitamente per i clienti Amazon Unlimited.

Ho raccolto in questo volume alcuni dei racconti scritti tra il 2014 e il 2015, in particolare gran parte di quelli che si potevano anche solo vagamente definire appartenenti al genere fantascientifico. Sono certo che molti lettori dissentiranno su questa mia attribuzione, ma non entrerò mai in polemica sulla definizione di genere letterario, mi accontenterò di ignorarla in allegria, c’è gente molto più brava di me per queste cose.

Ognuno di questi racconti, ognuna delle cose che scrivo, nasce sempre dal mio ragionare su un argomento preciso, spesso legato all'attualità. Quello che amo fare è cambiare le carte in tavola, porre domande. Non aspettatevi tuttavia che vi fornisca anche le risposte. In ogni caso spero di aver suscitato un pizzico di dubbio in qualcuno di voi.
Ecco di seguito qualche nota sui singoli racconti inclusi, da leggere se siete curiosi di sapere cosa mi ha spinto a scriverli.

Come ai vecchi tempi nasce dalla mia completa sfiducia nell'idea che Dio, ammesso che esista, abbia un qualsiasi connotato umano: ira, dispetto, compiacimento, riconoscenza. Niente di meglio quindi che fare ironia supponendo invece di avere di fronte un Dio che sia proprio così.
Il racconto è stato pubblicato da Historica Edizioni in un’antologia dedicata a racconti di autori dell’area romana, “Racconti Capitolini”.

Teutovirus prende per il naso l’idea che gli uomini si possano giudicare per categorie razziali, piuttosto che religiose o di altro tipo. Lo fa alla maniera dei matematici, assumendo che la genetica davvero determini senza fallo i comportamenti umani. Ho pubblicato questo racconto nella collana “Short Dogs” del Sad Dog Project.

Dente per dente ha avuto origine dal fastidio che provo ogni volta che, di fronte a certe situazioni, reati, violenze, sento le persone parlare di contrappasso. Qui creo la situazione perfetta per applicare questa legge e dimostro, spero, quanto sia in realtà difficile essere giusti anche avendo a disposizione un’arma così potente. Il racconto si è classificato secondo nell'edizione 35 del Premio Writers Magazine ed è stato pubblicato nel numero 43 di quella rivista.

Cena Vegana è uno dei tanti giochi sul cibo, un tema che mi affascina molto, in special modo nei suoi estremi, sia in eccesso che in difetto. La domanda riguarda più in generale le passioni assopite e il prezzo che si è disposti a pagare per rianimarle. Con un pizzico di follia e ironia, naturalmente.

La soluzione è una mia farneticazione sulla guerra e le sue armi. La tentazione di sfruttare la propria presunta superiorità e l’estremo distacco che la tecnologia ci può garantire mentre si uccidono altri esseri umani sono temi centrali e pongono domande difficili. La tecnologia che descrivo temo potrebbe diventare prima o poi fin troppo realistica.

La valigia color ciclamino e Acqua su Marte rientrano nella mia abitudine di prendere un po’ in giro la supponenza di certi potenti. L’idea molto diffusa in certi popoli di essere al centro di tutto. Scoprire che non lo siamo può essere piuttosto duro.

Macellai ha di nuovo a che fare con il cibo. Rimango basito quando le persone, per difendere una posizione non violenta, dimostrano odio nei confronti di altri esseri umani. C’è una evidente incoerenza che tuttavia costoro non sembrano percepire. Questa storia non fa che esasperare il problema e mostrarne le conseguenze finali. Rappresenta anche, come di certo avrete colto, un omaggio a un cantautore che amo molto.

La preda perfetta racconta la brutta fine di un predatore sessuale che qui rappresenta tutta la classe dei predatori, quelli che usano la forza, qualsiasi forza, come mezzo per ottenere quello che si vuole senza riguardo per gli altri. A loro si ricorda che, per quanto si possa essere forti, esiste sempre un predatore più grosso e cattivo di noi.

Lo stesso tema è ripreso nel racconto Il cacciatore, dove un diverso genere di predatore si trova di fronte qualcuno più feroce e spietato di lui. Anche qui i ruoli vengono scambiati, un po’ per gioco, un po’ per far riflettere sul modo in cui trattiamo questo nostro pianeta e le specie con cui coabitiamo.

Inshallah affronta un tema molto attuale, quello del grande esodo di profughi che investe l’Europa, ma lo fa ancora una volta ribaltando il tavolo. Una glaciazione abbraccia la Terra e stavolta sono gli europei, un tempo più ricchi e fortunati, a dover fuggire per salvare la propria vita. E su tutto spira forte il tema del karma.

Paleocoder è una storia dove, con toni spero divertenti, descrivo un possibile futuro remoto attraverso il quale raccontare un nostro probabile futuro prossimo. Qui il gioco assume un suo ruolo importante ma molti elementi che hanno una valenza comica rappresentano anche spunti di riflessione sul nostro mondo e le sue follie. È il più recente dei miei racconti e si coglie qualche sprazzo di quello che potrebbe arrivare in seguito.

Infine ho inserito nella raccolta Madre Terra e La Strada, due vecchi racconti già presenti nella mia prima pubblicazione indie. Mostrano il mio stile di scrittura degli anni novanta dello scorso secolo. Considerateli come un bonus aggiuntivo.

Che dire ancora? Correte a comprare il libro su Amazon e non dimenticate di farmi sapere le vostre impressioni.

venerdì 4 marzo 2016

Cosa bolle in pentola (Febbraio 2016)

La prima cosa da dire è che sono rimasto un po' indietro col mio diario di bordo, così questo sarà un numero di recupero e in quanto tale un po' particolare. Rompiamo subito la tradizione iniziando da quello che di solito chiude questi miei articoli, eccovi le letture di Dicembre, Gennaio e Febbraio.

L'antro del drago di Diego Tonini (recensione)
Ero un topo di Philip Pullman (recensione)
Murder She Baked di Diego Tonini (recensione)
Danger di Ilaria Pasqua
Home run di Lorenzo Sartori
L'ultimo elfo di Silvana De Mari (recensione)
Da parte di padre di Marco Proietti Mancini (recensione)
Quella volta che sono morta di Cetta De Luca (recensione)
I tuoi occhi sono qui di Manuel Sgarella (recensione)
I migliori racconti di Richard Matheson (recensione)
Quattro amiche e un paio di jeans di Ann Brashares (recensione)
Papà Gambalunga di Jean Webster (recensione)
La parte divertente di Sam Lipsyte (recensione)
Il profeta di Giuseppe Monea
Agnes di Antonella Sacco (recensione)
Arma Infero: il maestro di forgia di Fabio Carta (recensione)
Buona apocalisse a tutti di Neil Gaiman e Terry Pratchett (recensione)
Stardust di Neil Gaiman
Il figlio del cimitero di Neil Gaiman
Un boia meno crudele di Josh Russel
La guerra della discarica di Luca Tarenzi
Nessun Dove di Neil Gaiman
Intanto da qualche parte nello spazio di AAVV
Scrivere Fantascienza di Paul Di Filippo

Tanta roba, anche tenendo conto che sono tre mesi di lettura. Non vi sto a commentare le mie impressioni sui vari testi, ci sono molte recensioni già caricate sul blog e ho inserito nella lista i link ai vari articoli.

Passiamo a vedere a che punto sono i miei vari progetti di scrittura.

Fughe
Prende finalmente corpo il progetto di pubblicare una raccolta dei miei racconti brevi. Alla fine ho deciso di procedere con un primo gruppo, tutti quelli che possono essere assimilati al genere Fantascienza. Sono quattordici tra racconti già pubblicati e inediti. Chi segue il blog ha già potuto vedere la copertina, o almeno una prima serie di bozze. Anche il titolo come vedete è stato fissato. Se non ci saranno sorprese, nelle prossime settimane sarà disponibile. Ma avrete modo di saperlo su queste pagine o iscrivendovi alla mia mailing list.

Baby Boomers (Siamo la goccia...)
Anche questo è in dirittura d'arrivo. L'obiettivo è la pubblicazione prima dell'estate. In questi giorni è in corso l'editing, poi vedremo la copertina e il resto delle attività per la stampa. Anche in questo caso procedo con la pubblicazione autonoma. Per saperne di più restate in contatto qui e sulla mailing list (dove arrivano sempre in anticipo le notizie più succose).

Altri progetti
Con la pubblicazione di Fughe, che comprende i due racconti di fantascienza già inseriti in Madre Terra, diventa necessario pubblicare separatamente anche "Il Papa Nuovo". In questo modo chi acquisterà Fughe potrà leggerlo senza dover comprare nuovamente i due racconti suddetti. Quindi a breve ne programmerò l'uscita sicuramente in e-book e forse anche in cartaceo. Le altre cose in corso per ora hanno subito un forte rallentamento a causa delle tante attività che sto portando avanti. Ne riparleremo nei prossimi mesi.

Sad Dog Project
Continua l'attività del progetto. Dopo la nostra sortita al BUK di Modena avremo un'altra occasione di farci conoscere con una partecipazione a Bellissima. Per orari e altre informazioni sulla presentazioni vi rimando all'evento sulla pagina Facebook del gruppo.
Nei prossimi mesi continueranno le pubblicazioni della collana e anche la mia raccolta Fughe sarà pubblicata con questo marchio editoriale.

Per oggi è tutto qui, alla prossima.

sabato 27 febbraio 2016

Sondaggio sulla copertina di "Fughe"


"Fughe" è il titolo della mia raccolta di racconti brevi che, salvo opportunità o imprevisti, uscirà nel prossimo mese di Marzo. Un'antologia con dodici più due racconti di genere fantascientifico o quasi. Fughe dalla realtà, fughe nella realtà, o semplicemente modi diversi di vedere le cose, fuori dalla boccia.

Ecco allora la copertina, che potete vedere qui sopra in tre versioni leggermente diverse tra loro (cliccando l'immagine dovrebbe aprirsi in dimensioni più grandi). 
Di seguito invece il sondaggio per votare quella che per voi è la migliore. Se non visualizzate le box di scelta qui sotto potete cliccare questo link.


Quale copertina preferisci?

Quella a sinistra (1)
Quella al centro (2)
Quella a destra (3)
Quiz Maker

venerdì 26 febbraio 2016

Impressioni di lettura: "44 microstorie di fantascienza" di autori vari a cura di Isaac Asimov


Ero a caccia di racconti brevi di fantascienza e seguendo il consiglio dei frequentatori di un gruppo FB ho comprato questa antologia Urania (e la sua altra metà "Microfantascienza: altre 44 storie"). Ho dovuto attingere al mercato dell'usato perché si tratta di un vecchio numero ormai difficilmente reperibile.

All'interno possiamo trovare un bel po' di racconti brevi, anzi brevissimi, la maggior parte dei quali costruiti con il tipico stile degli anni d'oro del genere.
La sorpresa finale, il cambiamento di scena, la fanno da padroni, con qualche notabile eccezione.

Inutile dire che ho trovato la lettura estremamente stimolante, sia come lettore che ha sempre adorato le storie brevi e brevissime, sia come autore.

Mi sono anche divertito a leggere in giro le recensioni di questi due libri e, fermo restando un generale apprezzamento per le due raccolte, ho notato come moltissimi lettori si lamentino per la presenza di racconti non proprio bellissimi all'interno delle due antologie. 

Questo è un fenomeno normale, nessun lettore ha gli stessi esatti gusti di un altro e di conseguenza in una raccolta di racconti di questo tipo ci sarà sempre quello che sarà apprezzato di più e quello che sarà considerato al più passabile. Vedere che lo stesso vale anche per una collezione di racconti che Asimov considerava il massimo del genere è per me una grande consolazione, considerando che sto per pubblicare una raccolta di racconti miei di livello neanche paragonabile a questi.

Purtroppo non mi sembra che questi siano tra i volumi di Urania già disponibili in e-book, quindi per leggerli dovrete seguire la mia stessa strada, cercare sui reminders o vedere se ancora c'è qualcosa disponibile sul sito della Delos o su ebay. Buona caccia!

lunedì 22 febbraio 2016

Dieci libri di fantascienza da avere in libreria (Top Ten SF)


Quando si fa una lista di questo genere l'unica cosa certa è che si tratti di un elenco molto personale, che potrà magari parzialmente corrispondere con quello che altre persone produrrebbero, ma che di certo non è universale.

Per questo, piuttosto che tentare l'impresa disperata di produrre la migliore lista possibile, ho deciso di puntare a qualcosa di diverso. Ho cercato dunque di comporre una lista di ottimi libri di fantascienza, di certo molto conosciuti ma soprattutto che siano ancora oggi disponibili a chi li volesse acquistare, magari in e-book.


Ecco quello che è venuto fuori.


1) Frank Herbert - Dune

Che vogliamo dire di questo romanzo? Anzi di questa saga piuttosto consistente. Anche se non tutti i romanzi della serie sono all'altezza, posso consigliare di certo a chiunque la lettura almeno del primo. Un buon modo per approcciare la fantascienza e vedere se fa per voi.

Sinossi:
Arrakis è il pianeta più inospitale della galassia. Una landa di sabbia e rocce popolata da mostri striscianti e sferzata da tempeste devastanti. Ma sulla sua superficie cresce il melange, la sostanza che dà agli uomini la facoltà di aprire i propri orizzonti mentali, conoscere il futuro, acquisire le capacità per manovrare le immense astronavi che garantiscono gli scambi tra i mondi e la sopravvivenza stessa dell’Impero. Sul saggio Duca Leto, della famiglia Atreides, ricade la scelta dell’Imperatore per la successione ai crudeli Harkonnen al governo dell’ambito pianeta. È la fine dei fragili equilibri di potere su cui si reggeva l’ordine dell’Impero, l’inizio di uno scontro cosmico tra forze straordinarie, popoli magici e misteriosi, intelligenze sconosciute e insondabili. Con Dune Frank Herbert inaugura la serie di romanzi divenuti ormai di culto, che segneranno in maniera indelebile l’immaginario fantascientifico letterario e cinematografico degli anni successivi.


2) Isaac Asimov - Il ciclo della fondazione

Per quanto banale possa essere citare Asimov, rimango convinto che sia una delle letture imprescindibili per un appassionato di fantascienza. Ma anche per chi non lo fosse.
Direi di partire dalla tri/quadrilogia e andare avanti finché la lettura non comincia a stancare. Ammesso che succeda.

Sinossi:
Nel tentativo di limitare a pochi secoli il periodo di barbarie che sicuramente subentrerà alla caduta dello smisurato Impero Galattico, lo psicostoriografo Hari Seldom da vita alla Fondazione, una organizzazione di scienziati e mercanti che avrà il compito di riportare la civiltà nella Galassia. Il volume comprende i romanzi: Cronache della Galassia; Il crollo della Galassia centrale; L'altra faccia della spirale; L'orlo della Fondazione.


3) Douglas Adams - Guida galattica per autostoppisti

Un altro ciclo irrinunciabile. Una lettura assolutamente divertente, ricca di fantasia e humor. Si riesce a trovare sia nei volumi separati, anche in e-book, che in raccolta più economica, credo solo in carta. Cercate, probabilmente qualche versione si trova anche nei remainders.

Sinossi:
Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitargli intorno, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, si trova un minuscolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive da credere ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione. Quel pianeta sta per essere distrutto, per lasciare il posto a una gigantesca circonvallazione iperspaziale... Nata da una fortunata serie radiofonica trasmessa dalla BBC, la pentalogia di Adams con le irriverenti e surreali avventure di Arthur Dent e Ford Prefect, viaggiatori delle galassie, è un fenomeno di culto per molti lettori che qui possono trovare riuniti in un unico volume tutti i cinque romanzi.


4) Ray Bradbury - Fahrenheit 451

Quando si parla di distopie non ci si può dimenticare di questo libro. Una storia che ha scosso generazioni di lettori e che temo sia destinata a spaventare ancora di più le generazioni più giovani, man mano che i libri sembrano diventare sempre meno importanti e amati.

Sinossi:
In un'allucinante società del futuro si cercano, per bruciarli, gli ultimi libri scampati a una distruzione sistematica e conservati illegalmente. Il romanzo più conosciuto del celebre scrittore americano di fantascienza.







5) William Gibson - Neuromante

Con certi libri il rischio maggiore è che diventino fin troppo realistici, quasi veri. Noi non siamo ancora immersi nel mondo di Gibson, ma ci siamo davvero vicini, per certi versi.
Un altro libro che bisogna per forza aver letto e che ogni tanto mi viene voglia di rileggere.

Sinossi:
In un mondo in cui le mafie della finanza e dell'elettronica possono tutto, un mondo attraversato da autostrade informatiche e hacker dai poteri neuromantici, si svolge l'avventura violenta e disperata di Case, l'uomo che ha avuto il torto di mettersi contro l'organizzazione sbagliata. Per vendetta lo hanno privato della capacità di connettersi al cyberspazio, isolandolo nella prigione di carne del suo corpo materiale. Ora qualcuno è disposto a offrirgli un'alternativa, a ricostruirgli le sinapsi bruciate. A patto che Case porti a termine un'ultima missione, oltre i limiti del conosciuto...


6) Arthur C. Clarke - Incontro con Rama

Non so quanti saranno d'accordo con me per questo inserimento. In ogni caso io considero questo libro un ottimo esempio del lavoro di Clarke. E tra tutti è uno di quelli che preferisco. In questo caso è probabilmente più facile trovarlo su una bancarella che in negozio, ma per fortuna l'e-book esiste e può essere comprato a poco prezzo.

Sinossi:
11 settembre, data fatidica: in quel giorno (ma nel 2077) un grosso meteorite si abbatte sulla Pianura padana, devastandola. Per evitare che disastri del genere possano ripetersi, viene approvato d'urgenza il progetto Guardia Spaziale, con il compito di catalogare e studiare l'orbita degli asteroidi nel sistema solare. Poi, nel 2130, i radar della Guardia Spaziale individuano un oggetto che sulle prime viene scambiato per un grosso asteroide, ma che è in realtà un oggetto volante sconosciuto. Il comandante Norton riceve l'ordine di esaminare da vicino, con la sua astronave Endeavour, il silenzioso colosso, e se possibile sbarcarvi. È la storia di questa memorabile visita che Arthur C. Clarke ci racconta col suo inimitabile piglio avventuroso e scientifico, ironico e drammatico, magistralmente realistico e carico di affascinanti aperture sull'Universo.


7) Philip K. Dick - Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

Dick non poteva mancare, almeno con uno dei suoi libri, e sembra che la scelta cada spesso su questo volume.
Alcuni temi cari ad Asimov, ma con un'ambientazione e una storia davvero sbalorditive. Una lettura che consiglio senza remore. In questo caso disponibile sia il libro che l'e-book.

Sinossi:
Nel 1992 la Guerra Mondiale ha ucciso milioni di persone, e condannato all’estinzione intere specie, costringendo l’umanità ad andare nello spazio. Chi è rimasto sogna di possedere un animale vivente, e le compagnie producono copie incredibilmente realistiche: gatti, cavalli, pecore... Anche l’uomo è stato duplicato. I replicanti sono simulacri perfetti e indistinguibili, e per questo motivo sono banditi dalla Terra. Ma a volte decidono di confondersi tra i loro simili biologici e di far perdere le loro tracce. A San Francisco vive un uomo che ha l’incarico di ritirare gli androidi che violano la legge, ma i dubbi intralciano spesso il suo crudele mestiere, spingendolo a chiedersi cosa sia davvero un essere umano... Tragico e grottesco assieme, il romanzo di Philip Dick racconta il panorama desolato della San Francisco del futuro, il desiderio di amore e redenzione che alberga nei più umili, trasformando il genere fantascientifico in un noir cupo e metafisico. Un’opera che ha influenzato la visione della metropoli futura e ha anticipato i dilemmi della bioetica contemporanea.


8) Dan Simmons - Hyperion

Un libro che ha uno spessore epico, uno di quelli che forse troverete anche in tante altre classifiche di questo tipo. Niente di banale però, in questo spettacolare affresco del futuro, visto attraverso storie diverse. Disponibile in carta e digitale.

Sinossi:
Nel 2700 gli esseri umani, grazie allo sviluppo della tecnologia dei teleporter, si spostano istantaneamente nella galassia, ma un terribile esperimento, il Grande Errore, ha causato la distruzione della Terra e la diaspora dell’uomo nello spazio, dando vita così a una nuova federazione che unisce tutti i mondi abitati: l’Egemonia dell’Uomo. Alla vigilia dell’Armageddon, sette pellegrini affrontano un ultimo viaggio verso Hyperion, in cerca delle risposte agli enigmi della loro vita. Ognuno di loro deve raccontare agli altri la propria storia, per farsi conoscere e dimostrare di non essere una spia. I racconti dei sette ruotano intorno ai mondi e alle difficoltà che circondano lo spazio: dalla minaccia degli Ouster, discendenti dei primi coloni che fanno a meno della tecnologia, al ruolo della Chiesa Shrike, temuta da tutti. E in questi racconti, di una bellezza sfolgorante, sta la chiave che permetterebbe loro di salvare l’umanità.


9) Robert A. Heinlein - Starship Troopers

Ci sarebbero anche altri libri di Heinlein che meriterebbero di essere qui, ma purtroppo la maggior parte sono difficili da trovare. Visto che l'intento era fornire una lista di testi a portata di tasto ho "ripiegato" su questo.
Si tratta comunque di un capolavoro che per molti versi ha segnato lo sviluppo di un certo genere di fantascienza e non solo.

Sinossi:
Juan Rico vive in un futuro non troppo lontano, in cui il mondo è stato pacificato e, dopo una devastante guerra mondiale, si è instaurato un governo aristocratico che vede la Terra far parte di una Federazione di pianeti. Figlio di un ricco industriale, il giovane Rico sceglie di non lavorare nell'azienda paterna, ma di arruolarsi volontario nella fanteria dello spazio. Dopo un periodo di addestramento, Juan viene inviato al fronte; qui dovrà affrontare i nemici alieni impegnati in un conflitto senza tregua contro la specie umana; ma le battaglie che dovrà combattere saranno più psicologiche che militari, e lo trasformeranno alla fine, da frivolo diciottenne, in un vero uomo.


10) Orson Scott Card - Ender's Game

Non sono sicurissimo che questo libro meriti di essere qui, tuttavia penso che sia questo sia uno degli autori che negli anni ottanta e novanta ha prodotto tra le cose migliori.
In ogni caso, nonostante il film che magari avrete anche già visto, il romanzo si fa leggere.

Sinossi:
L’ultimo attacco alla Terra da parte degli alieni risale a ottant’anni fa, tuttavia la guerra non è finita. Per scongiurare la possibilità che, un giorno, la razza umana venga cancellata da una nuova e ancor più devastante invasione, sono state costruite armi sempre più potenti e ideati vari sistemi di difesa. Inoltre, per sfruttare le straordinarie capacità di alcuni bambini, è stata creata una Scuola di Guerra, destinata a formare un’élite di geni militari. Ed è in questo luogo altamente competitivo, in cui si simulano al computer azioni belliche di ogni tipo e si elaborano tattiche e strategie di grande complessità, che viene portato Andrew «Ender» Wiggin: ha soltanto sei anni e lo aspetta un addestramento feroce in un ambiente spietato, ma lui è un genio tra i geni, nato con le doti di un superbo comandante. Ed è l’unico in grado di vincere tutte le «partite» combattute nella Sala di Battaglia. Ma qual è il prezzo da pagare per essere davvero il migliore? E dove finisce il gioco e comincia la realtà?


E per questo "giro" è tutto, l'esperimento Top Ten è finito, vediamo come va, se non mi procura troppi guai potrei anche ripeterlo.

lunedì 15 febbraio 2016

Impressioni di lettura: "Arma infero" di Fabio Carta

Anche quando non si scrivono vere e proprie recensioni, anche quando si riconosce con sincerità di non avere lo spessore per poter fare la critica dell'altrui letteratura, come nel mio caso, capita di fare fatica quando arriva il momento di mettere nero su bianco cosa si è provato leggendo un testo, come lo si è percepito e in qualche modo giudicato.

Questa per me è una di quelle volte. Il problema non è tanto dare una valutazione positiva o negativa. Se il libro non mi fosse piaciuto affatto sarebbe facile spiegarlo. Allo stesso modo se mi avesse entusiasmato non avrei avuto problemi a descrivere quello che ho provato.

In questo caso però la lunga lettura del romanzo (circa settecento pagine) ha suscitato in me sentimenti contrastanti. Diventa dunque arduo raccontare quello che penso in maniera pulita e lineare. Ma via, proviamoci.

Non vi farò una descrizione dettagliata della storia, solo qualche accenno per capire in che tipo di struttura narrativa e contesto siamo immersi.

Ci troviamo direi nel futuro, su un lontano pianeta, Muareb, piuttosto ostile e comunque adatto alla vita umana con qualche accortezza. Gli uomini che vi vivono sono discendenti di colonizzatori e in qualche modo decaduti, con una commistione di tecnologie antiche e moderne, le ultime in qualche modo meno progredite delle prime. In ogni caso, pur se la società che ospita la narrazione risulta organizzata in schemi sociali che potrei definire medioevali, con molte parti e fazioni, ci sono altre numerose differenze che la rendono più moderna e variabile.

La storia è tutta vista, anzi raccontata, da uno dei protagonisti, Karan, ormai anziano.
Non voglio descrivere tutti gli altri personaggi e l'evoluzione personale che viene narrata. Provo a concentrarmi invece sulle mie sensazioni. Partendo dagli aspetti che ho percepiti come negativi.

Una costante che si mantiene nell'arco di tutta la lettura è l'estrema ricchezza di dettagli, descrizioni, spiegazioni tecniche e pseudo tecniche che pervade il romanzo dall'inizio alla fine (con maggiore accanimento, devo dire, nelle parti iniziali). Lo vedo come aspetto negativo, ma capitemi bene, sono descrizioni e dettagli anche piacevoli da leggere, elaborati, pensati, probabilmente coerenti nel lungo corso del racconto (non sono in grado vista l'enorme mole di dati di avere la certezza di questa coerenza ma ho la netta impressione che vi sia stato un grosso lavoro di costruzione, definizione e raffinamento).
Il tratto negativo a mio avviso viene dalla quantità e dalla frequenza. Ed è personale, mio, magari ad altri questo stile può piacere molto, penso ai lettori di fantascienza hard, anche se non proprio di questo si tratta. Tuttavia temo che la gran parte delle persone possano essere soverchiate, forse annoiate, da tanta abbondanza.

Nonostante il racconto abbia la caratteristica di una saga, un'avventura, anche con azioni movimentate, scontri, intrighi e interazioni drammatiche tra i personaggi, l'impressione che si ha leggendolo, per la maggior parte del tempo, è che non succeda davvero molto. La cosa come ho detto è più pesante per almeno un paio di cento pagine iniziali. Anche quando arrivano gli avvenimenti più concitati, il narrato tende a dilagare, con inserimenti di descrizioni e spiegazioni anche nel pieno dell'azione.

D'altra parte, ho apprezzato lo stile aulico dei dialoghi, che rende bene il distacco dei tempi storici dai nostri e ci immerge in un mondo di rapporti complessi, basati su onore e riti, su tradizioni, scienza e mito. Le stesse lunghe descrizioni che ho qui sopra criticato, sono comunque ben fatte, aprono un complesso mondo ai nostri occhi, spaziano sulle società del pianeta, sulla sua storia, sulla sua tecnologia e vi distribuiscono indizi e misteri.

L'idea generale, la trama, è intrigante e in qualche modo è riuscita a suscitare in me abbastanza interesse da superare il disagio di questa lunga lettura, salvo poi assaporare la delusione del coito interrotto, visto che si parla del primo romanzo di una serie e di conseguenza non abbiamo una vera conclusione e rimaniamo appesi.

Ho quindi la stranissima sensazione di voler sapere come va a finire, di vedere come prosegue la storia, e al tempo stesso il rigetto di leggere un altro tomo di questa portata, se non più di uno, per arrivare allo scopo.

I personaggi sono interessanti e secondo me ben resi. La pomposità del romanzo è in fondo frutto e risultato del carattere di chi lo racconta, Karan. Nel libro è proprio lui forse il personaggio meglio definito, insieme a Lakon, le cui origini rimangono misteriose per tutto il libro e ad alcuni dei collaterali, specialmente il maestro di Karan e i compagni cavalieri dei calanchi. 

Per concludere questo è un libro che vi porta in un elaborato mondo creato dall'autore e ve lo descrive con accuratezza e in maniera piuttosto vivida, sia dal punto di vista fisico che sociale. La storia è interessante e i personaggi ben caratterizzati. Purtroppo ci sono continui eccessi nel trasmettere informazioni e nel voler descrivere e spiegare, che rendono meno godibile il romanzo.

Il mio consiglio ai potenziali lettori è quello di scaricare l'estratto, assaggiare stile e modalità narrative e decidere in base al gradimento se procedere con l'acquisto e la lettura.

venerdì 5 febbraio 2016

Impressioni di lettura: "I migliori racconti" di Richard Matheson

Questo è un volume perfetto per capire quanto sia grande Matheson. Già per il fatto che definire il genere dei suoi racconti sia difficile me lo rende simpatico. È horror? fantascienza? o altro? Non ha alcuna importanza. Quello che conta è che ognuno ti arriva dentro senza pietà.

Idee geniali e stile asciutto, implacabile, questo è Matheson.
Non è certo un caso se molte delle sue opere sono state prese come base per sceneggiare film, non è certo un caso se King lo considera uno dei suoi maestri ispiratori.

In questa antologia trovate: La preda, La casa impazzita, L’uomo enciclopedico, La legione dei cospiratori, Nato d’uomo e di donna, Il nuovo vicino di casa, La danza dei morti, I figli di Noè e Duel. Il primo e gli ultimi due sono diventati film, se non dimentico qualche altro.

Tutti comunque sono racconti che vale la pena di leggere. Non è un autore che vi trastullerà con battute divertenti e ironia sparsa, lui ama colpire, destabilizzare, e ci riesce molto bene. Un ottimo punto di riferimento per chi scrive, se ne volete uno che non c'è speranza di raggiungere.

Il prezzo è irrisorio e con un po' di fortuna riuscite ancora a comprarlo.
Se vi sbrigate.

martedì 15 dicembre 2015

Sad Dog Project: perché editori e autori indie non sono nemici


Da parte di alcuni editori si nota una certa avversione verso gli autori indie, in particolare vengono espresse forti critiche sulla qualità del prodotto. Se da una parte questa può sembrare una reazione normale verso un fenomeno che almeno in linea teorica può rappresentare una minaccia per il loro conto economico, dall'altra ho sempre pensato che si tratti di una posizione che deriva anche da una visione limitata e priva di spunti innovativi di una certa parte del mondo editoriale.

Prendendo atto con onestà che tra le moltissime pubblicazioni indipendenti si trova una certa abbondanza di materiale scadente, non dimentichiamo che lo stesso si potrebbe dire per una fetta non irrisoria di opere pubblicate da case editrici tradizionali. La verità è che per entrambi i mondi bisogna essere capaci di distinguere. Solo in apparenza questo è più facile per gli editori, dove la qualità parrebbe legata all'editore stesso con una certa omogeneità dei prodotti proposti. La realtà però si discosta spesso da questa assunzione, specialmente per alcuni tra gli editori mainstream che di questi tempi sembrano meno interessati che nel passato a curare l'aspetto qualitativo. 

Se vogliamo proprio andare a fare distinzioni, è possibile dire che sul mercato oggi la qualità media più alta la garantiscano alcuni editori indipendenti, che ne fanno la chiave della loro strategia di business.

Anche la distinzione tra autore pubblicato (da un editore) e autore indie tende a sfumare ogni giorno di più. Non sempre i contratti hanno clausole di esclusiva e questo permette una certa libertà di movimento agli autori, anche attraverso la pubblicazione indipendente.

Le due forme di pubblicazione, con editore e indipendente, possono dunque coesistere, ed è questo il caso dei quattro autori che si sono associati sotto il marchio editoriale "Sad Dog Project", gruppo al quale appartengo anche io.

Questo progetto ci consente di pubblicare in maniera indipendente quei racconti di genere che sono difficilmente "piazzabili" presso editori tradizionali. La flessibilità che abbiamo è tale da rendere possibili approcci originali. Il problema che abbiamo d'altra parte è lo stesso che ha un qualsiasi piccolo editore indipendente, la distribuzione e il marketing del nostro prodotto. Nella peggiore delle ipotesi la nostra rimane un'esperienza utile, nella migliore può darci della visibilità. Non credo di essere troppo ottimista se dico che con il tempo questa linea ci darà qualche soddisfazione.

Uno degli scopi che ci siamo prefissi è proprio quello di costruire un marchio che in qualche modo venga riconosciuto dal lettore, all'interno del quale radunare le nostre opere e quelle di autori che vogliano partecipare con serietà, come ospiti della collana, accettando che il loro lavoro venga passato al vaglio di una selezione e di una critica costruttiva, come dovrebbe accadere e accade nelle migliori case editrici.

Se faremo bene questo lavoro i lettori di certo cominceranno ad apprezzare quello che produciamo, e impareranno a riconoscere al progetto quella dote di omogeneizzazione e garanzia della qualità. Un libro, un racconto, può piacere o meno, ma deve essere riconosciuto come prodotto reale, confezionato con professionalità. Non è un articolo su un blog o un social, dove il linguaggio colloquiale e l'estemporaneità dell'atto di scrivere può far considerare accettabile una forma non impeccabile. Nei libri si deve garantire un livello minimo di stile, leggibilità, forma e una sostanza che magari sia discutibile in base ai gusti ma sia comunque presente, sia appunto sostanza.

Per ora vi dico solo, teneteci d'occhio, abbiamo parecchie idee e non abbiamo paura di usarle. Come i racconti disponibili anche in mini-libri cartacei o la nostra raccolta temporanea, disponibile solo per il periodo festivo, da collezionare, conveniente e ricca.




giovedì 26 novembre 2015

Impressioni di lettura: "Livido" di Francesco Verso

Ma come, un altro libro di Francesco Verso? Be', vi avevo detto che mi era tornata la voglia di fantascienza, quindi mi sembra doveroso affrontare gli autori italiani e Francesco è sicuramente uno di quelli da considerare. Un libro non è abbastanza per farsi un'idea e forse neanche due, quindi era inevitabile che dopo e-Doll volessi leggere altro. 

Aggiungo che sono ben contento di aver letto Livido, perché per il mio gusto questo romanzo è un gradino sopra a e-Doll. Non riesco a trovare difetti, mi è piaciuto tutto, la storia, l'ambientazione, i mille particolari, ma soprattutto tocca le mie corde la problematica dei nexumani.

La possibilità di scaricare la propria memoria e ricaricarla in una versione artificiale di noi è il trucco che Francesco si inventa per metterci di fronte a parecchi interrogativi. Domande che io mi sono posto tante volte, da appassionato di fantascienza e da (aspirante) scrittore. Un dedalo che mi attrae in maniera irresistibile. Un uomo artificiale che nasce con tutti i miei ricordi e ha le mie capacità mentali è davvero diverso da me? Si tratta della stessa persona o di una individualità diversa? Posso considerarlo umano? Sarà capace di provare sentimenti? Può morire? Che significato ha la morte per lui? E via con altre domande di questo tipo, a decine, a centinaia.

Non sapete quante mezze storie a riguardo mi ronzano da sempre nella testa. Il mio modo di affrontare questo tema al momento è differente da quella di Livido. La storia che sto scrivendo ha dentro la problematica nexumana, in un certo senso, ma di un tipo del tutto diverso. E non è la sola cosa che ho in cantiere dove si tocca l'argomento. Questo solo per dirvi quanto mi affascini il tema. 

Un tema che in Livido funziona alla grande. Viene posto in maniera meno diretta che in tanti altri romanzi che affrontano il nexumano, perché il protagonista che seguiamo passo passo è un umano e solo indirettamente lo è anche la sua amata artificiale. Eppure alla fine nella nostra testa ronzano tutte quelle domande. O almeno, spero per voi che ronzino nella vostra come hanno fatto nella mia.

Insomma, un gran bel libro davvero. Non posso volere di più, fantascienza italiana, bella e interessante, scritta come si deve e potente nelle domande che pone.
E qui chiudo, che vado a vedere se c'è altro di suo da comprare.


domenica 22 novembre 2015

Teutovirus

In uscita il 30 novembre ma già prenotabile il mio racconto Teutovirus, il primo che pubblico nella collana indie Bad Dog Project.

Potete trovare tutte le informazioni sul progetto editoriale indie sul blog di riferimento.

Ecco invece di seguito la sinossi del racconto, come la trovate anche su Amazon:

Cosa succede se immaginiamo un mondo dove i preconcetti razzisti sono davvero validi? Dove la genetica determina senza scampo le qualità della gente? Cosa succede se in quel mondo uno scienziato geniale, bonaccione ma razzista decide di cambiare le cose?

Con Teutovirus l'autore crea una storia dove i luoghi comuni vengono resi realtà solo per potervi poi ironizzare sopra. Una dimostrazione "per assurdo" della poca consistenza di certe tesi razziste che vengono messe alla berlina proprio supponendole vere.

Da leggere con le parole di Rita Levi-Montalcini ben impresse nella mente: “Sono convinta che non esistano le razze, ma i razzisti”.

E voi? Non avrete mica paura di beccarvi il Teutovirus vero?

venerdì 6 novembre 2015

Impressioni di lettura: "e-Doll" di Francesco Verso

Come faccio spesso, anche questa volta inizio con delle premesse. In questo caso riguardano la fantascienza. Si tratta di un genere che io ho sempre amato in maniera particolare, eppure se dovessi definirmi appassionato di fantascienza avrei detto una cosa inesatta. Questo perché il mio entusiasmo rimane limitato alla lettura e mi disinteresso abbastanza di tutto quanto c'è intorno. Raramente approfondisco, per dire, la biografia di un autore, o partecipo a eventi, mostre, fiere. Sono insomma un lettore appassionato ma non quello che si potrebbe definire un fan.

Tuttavia la amo. Sia quando leggo che quando scrivo. La possibilità di creare qualsiasi mondo si voglia, qualsiasi personaggio, razza, situazione, tecnologia, sia utile allo scopo che ci siamo prefissi, consente agli autori di questo genere la massima libertà possibile. E spesso i risultato sono egregi.

Questo libro ha una bella storia, un'ottima ambientazione, personaggi molto interessanti. Ci sono insomma tutti gli ingredienti necessari per fare un bel libro. E in effetti mi sono divertito a leggerlo, l'ho gradito (e non sono certo il primo a farlo). Qualcosa però mi ha quasi disturbato in certi punti della lettura. Ci ho messo un po' per capire cosa, ma alla fine credo di esserci arrivato. Si tratta dello stile particolare con cui alcune parti sono scritte. Mi procura un senso di disagio appena percettibile, eppure presente. Non è il primo autore che mi capita con questa caratteristica, per citarne uno non proprio di secondo piano, Gibson a volte mi procura la stessa sensazione, per motivi diversi, ma con risultato simile.

La cosa non toglie nulla al libro, anzi, ma mi piaceva trasmettere questa sensazione perché a mio avviso rappresenta un fattore interessante per chi legge e ancora più per chi scrive.
Per fare un esempio concreto, il capitolo 7 inizia con Gankin che visita il Fabbricante, apre con una frase di dialogo per poi partire in una lunga spiegazione che dovrebbe essere interna al pensiero di Gankin stesso ma stilisticamente appare quasi  documentaristica. Non è tanto il possibile infodump a colpirmi, ammesso che ci sia (chi di noi non usa personaggi e situazioni per somministrare informazioni al lettore?), quanto lo stile con cui viene fatto questo passaggio, come dicevo più da saggio che da romanzo. Interessante il fatto che la cosa si ripeta sempre con lo stesso personaggio, dando una connotazione particolare, distaccata dal resto, al suo modo di pensare. Non posso giurarci ma penso sia una cosa voluta. Ma insomma, niente di male, è solo una particolarità stilistica che mi ha colpito.

L'altra cosa che mi ha fatto pensare riguarda il sesso, l'umanità e gli androidi con tutte le domande che la lettura ci porta a porci. Un tema declinato in questo caso in un modo stimolante. Devo dire tra l'altro che dopo aver preso alcuni libri dell'autore, ho deciso di leggere questo libro per primo proprio perché avevo appena finito di scrivere un racconto con al centro il sesso artificiale, tramite androidi, e quindi mi piaceva vedere come era stata affrontata la materia in questo romanzo. Ho trovato una problematica del tutto diversa da quella che avevo voluto focalizzare nel mio racconto, che mi ha mostrato altri aspetti interessanti. Certo quello degli androidi, del confine tra artificiale e umano è un tema analizzato dalla fantascienza in lungo e largo, ma alla fine c'è sempre un "altro" modo di vedere le cose. Direi che Francesco ha avuto successo nel raccontare il suo.

Sintesi: un bel libro, buona pappa per la mente, con il vantaggio di essere italiano, leggetelo.