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venerdì 5 febbraio 2016

Impressioni di lettura: "I migliori racconti" di Richard Matheson

Questo è un volume perfetto per capire quanto sia grande Matheson. Già per il fatto che definire il genere dei suoi racconti sia difficile me lo rende simpatico. È horror? fantascienza? o altro? Non ha alcuna importanza. Quello che conta è che ognuno ti arriva dentro senza pietà.

Idee geniali e stile asciutto, implacabile, questo è Matheson.
Non è certo un caso se molte delle sue opere sono state prese come base per sceneggiare film, non è certo un caso se King lo considera uno dei suoi maestri ispiratori.

In questa antologia trovate: La preda, La casa impazzita, L’uomo enciclopedico, La legione dei cospiratori, Nato d’uomo e di donna, Il nuovo vicino di casa, La danza dei morti, I figli di Noè e Duel. Il primo e gli ultimi due sono diventati film, se non dimentico qualche altro.

Tutti comunque sono racconti che vale la pena di leggere. Non è un autore che vi trastullerà con battute divertenti e ironia sparsa, lui ama colpire, destabilizzare, e ci riesce molto bene. Un ottimo punto di riferimento per chi scrive, se ne volete uno che non c'è speranza di raggiungere.

Il prezzo è irrisorio e con un po' di fortuna riuscite ancora a comprarlo.
Se vi sbrigate.

lunedì 21 dicembre 2015

Impressioni di lettura: "L'antro del drago" e "Murder, She Baked" di Diego Tonini

Diego Tonini è uno degli autori insieme ai quali sto portando avanti l'esperienza del "Sad Dog Project", un amico insomma. Mi sono chiesto per un milionesimo di secondo se fosse il caso di non pubblicare articoli quando leggo qualcosa scritto da persone che conosco, ma ho archiviato il caso senza troppi mal di pancia. Mantengo la regola, di quello che leggo vi parlo, fine.

Questo racconto, edito dalla Gainsworth Publishing, lo si trova solo in digitale, quindi a un costo contenuto. Si tratta peraltro del seguito di un precedente lavoro, "L'ultimo Eroe", sempre pubblicato con la stessa casa editrice e sempre disponibile solo in versione e-book.

Se dovessi sintetizzare potrei dire che sono "fantasy classico ironico". Il nostro eroe è un nano cornuto (non nel senso che la moglie intreccia i suoi peli con quelli di altri maschi ingrifati, ma nel senso che tiene proprio fisicamente le corna, anzi IL corno, visto che uno se l'è perso da qualche parte). Un nano che non ricalca molto bene lo schema dell'eroe classico senza macchia e senza paura. Di difetti il nostro ne ha parecchi e il mondo dove vive non è certo rose e fiori.

In questa seconda puntato dovrà affrontare un drago. E anche qui...
Ma non voglio svelare troppo, tanto avete capito che siamo fuori dagli schemi ordinari.
Un racconto che io ho trovato divertente, piacevole, intelligente. So che una terza puntata è già in arrivo e spero che magari quando ci sarà anche quella si possa pensare a una versione in carta, che fa sempre un certo effetto :-)

Visto che sono qui vi citerò un altro racconto che ho letto di recente, sempre di Diego, e che abbiamo pubblicato nella collana Sad Dog. Si tratta di "Murder, she baked", una storia di genere completamente diverso... o forse no. Be' è ambientato nella nostra epoca e potrei definirlo un piccolo thriller a sfondo horror, ma l'ironia è la stessa. Vi raccomando anche questo, lo potete trovare su Amazon sia in e-book che cartaceo, o anche nella raccolta "Frozen Dogs", ma in quest'ultima solo per questo periodo festivo, quindi approfittatene, ci sono anche racconti miei e degli altri autori Sad Dog.

Per quanto riguarda le mie ultime letture di racconti scritti da Diego per ora ho finito, ma capiteranno ancora, visto che Sad Dog non ha certo completato il suo corso.


martedì 15 dicembre 2015

Sad Dog Project: perché editori e autori indie non sono nemici


Da parte di alcuni editori si nota una certa avversione verso gli autori indie, in particolare vengono espresse forti critiche sulla qualità del prodotto. Se da una parte questa può sembrare una reazione normale verso un fenomeno che almeno in linea teorica può rappresentare una minaccia per il loro conto economico, dall'altra ho sempre pensato che si tratti di una posizione che deriva anche da una visione limitata e priva di spunti innovativi di una certa parte del mondo editoriale.

Prendendo atto con onestà che tra le moltissime pubblicazioni indipendenti si trova una certa abbondanza di materiale scadente, non dimentichiamo che lo stesso si potrebbe dire per una fetta non irrisoria di opere pubblicate da case editrici tradizionali. La verità è che per entrambi i mondi bisogna essere capaci di distinguere. Solo in apparenza questo è più facile per gli editori, dove la qualità parrebbe legata all'editore stesso con una certa omogeneità dei prodotti proposti. La realtà però si discosta spesso da questa assunzione, specialmente per alcuni tra gli editori mainstream che di questi tempi sembrano meno interessati che nel passato a curare l'aspetto qualitativo. 

Se vogliamo proprio andare a fare distinzioni, è possibile dire che sul mercato oggi la qualità media più alta la garantiscano alcuni editori indipendenti, che ne fanno la chiave della loro strategia di business.

Anche la distinzione tra autore pubblicato (da un editore) e autore indie tende a sfumare ogni giorno di più. Non sempre i contratti hanno clausole di esclusiva e questo permette una certa libertà di movimento agli autori, anche attraverso la pubblicazione indipendente.

Le due forme di pubblicazione, con editore e indipendente, possono dunque coesistere, ed è questo il caso dei quattro autori che si sono associati sotto il marchio editoriale "Sad Dog Project", gruppo al quale appartengo anche io.

Questo progetto ci consente di pubblicare in maniera indipendente quei racconti di genere che sono difficilmente "piazzabili" presso editori tradizionali. La flessibilità che abbiamo è tale da rendere possibili approcci originali. Il problema che abbiamo d'altra parte è lo stesso che ha un qualsiasi piccolo editore indipendente, la distribuzione e il marketing del nostro prodotto. Nella peggiore delle ipotesi la nostra rimane un'esperienza utile, nella migliore può darci della visibilità. Non credo di essere troppo ottimista se dico che con il tempo questa linea ci darà qualche soddisfazione.

Uno degli scopi che ci siamo prefissi è proprio quello di costruire un marchio che in qualche modo venga riconosciuto dal lettore, all'interno del quale radunare le nostre opere e quelle di autori che vogliano partecipare con serietà, come ospiti della collana, accettando che il loro lavoro venga passato al vaglio di una selezione e di una critica costruttiva, come dovrebbe accadere e accade nelle migliori case editrici.

Se faremo bene questo lavoro i lettori di certo cominceranno ad apprezzare quello che produciamo, e impareranno a riconoscere al progetto quella dote di omogeneizzazione e garanzia della qualità. Un libro, un racconto, può piacere o meno, ma deve essere riconosciuto come prodotto reale, confezionato con professionalità. Non è un articolo su un blog o un social, dove il linguaggio colloquiale e l'estemporaneità dell'atto di scrivere può far considerare accettabile una forma non impeccabile. Nei libri si deve garantire un livello minimo di stile, leggibilità, forma e una sostanza che magari sia discutibile in base ai gusti ma sia comunque presente, sia appunto sostanza.

Per ora vi dico solo, teneteci d'occhio, abbiamo parecchie idee e non abbiamo paura di usarle. Come i racconti disponibili anche in mini-libri cartacei o la nostra raccolta temporanea, disponibile solo per il periodo festivo, da collezionare, conveniente e ricca.




giovedì 29 ottobre 2015

Impressioni di lettura: "Il Cimitero senza lapidi e altre storie nere" di Neil Gaiman

Nelle prossime settimane dovrò leggere anche qualche altro libro di Gaiman. Si tratta infatti di uno degli autori che intendo presentare nel gruppo di lettura che sto per avviare nel mio Comune. Ma di questo e di altre iniziative vi parlerò anche più avanti.

Credo che molti conosceranno Gaiman attraverso il film o il libro "Coraline". Il suo è un genere di fantasy ironico e irriverente che per certi versi mi ricorda Pratchett (con cui credo vi fosse un rapporto di amicizia) ma con una netta propensione per ambientazioni più fosche, quasi horror anche se horror per questi libri sarebbe una definizione di certo inappropriata. 

La delicatezza infatti regna sovrana in questi racconti che pur trattando spesso di temi cimiteriali, di demoni, di aldilà o comunque di presenze inquietanti, rimangono sempre abbastanza leggeri per l'anima e portatori di serenità più che di angoscia.

Già dall'introduzione dell'autore trovo il modo di elogiarlo. Dichiara infatti di aver sempre amato i racconti, fin da giovane, e in questo mi somiglia. Inoltre è un autore che dichiara apertamente e senza paura che la sua intenzione è quella di divertire, come non prenderlo in simpatia?

Come in tutte le raccolte di racconti ognuno potrà trovare qualcosa che piace di più e qualche altra cosa che non si riesce ad apprezzare. In questo caso devo ammettere che non c'è nessun racconto che non valga la pena di leggere, ma ovviamente ho anche io un paio di preferenze. La prima, su cui forse non concorderebbero in molti, riguarda il racconto "Il prezzo" che da una visione dei gatti che ho amato molto e a cui non viene troppo difficile finire per credere davvero. Basta vederli quando si fissano su qualche fantasma a noi invisibile. La seconda invece che forse è più comune, nel racconto "Il cimitero senza lapidi" che da il nome alla raccolta. Bella storia e bel personaggio, leggerò di sicuro anche il piccolo romanzo che la estende.

Tra gli altri voglio menzionare "Il ponte dei troll", pieno di simboli e delicatissimo; "Cavalleria", paradossale e divertente; "Avis Soleus", sul tema del cibo che mi affascina sempre. Insomma una bella raccolta che è valsa la pena di leggere e mi ha confermato il gradimento di questo autore davvero importante.

lunedì 2 marzo 2015

Il lettore di fantasia


Quando si comincia a provare nostalgia per il passato è segno che si sta invecchiando.

Frase molto vera. È quindi con gratitudine che ho accolto la nascita di questa iniziativa letteraria, perché così posso fare a meno di provare rimpianto per i vecchi tempi in cui le fanzine erano molto diffuse e (non solo da me) estremamente apprezzate.

Perché "Il lettore di fantasia" voglio proprio chiamarla fanzine, anche se forse non è esattamente questo. Lo faccio con affetto, non per sminuirla.

Per apprezzarla vi basta cliccare sul link dell'immagine qui accanto, visitare il loro sito, semplicissimo e perfettamente funzionale allo scopo (e li amo anche per questo), e scaricare i primi numeri della rivista.

Di questa fanzine apprezzo molte cose. Dello stile minimalista del sito ho già detto. Tuttavia ci sono altre cose da dire. La prima caratteristica che salta agli occhi, specialmente a quelli di un autore potenziale, è la scelta di pagare per il materiale pubblicato. In un mondo dove si tende a non voler pagare nemmeno i servizi che si vanno a rivendere ecco arrivare una pubblicazione che non fa pagare i lettori ma che paga invece i suoi autori. Magari non cifre impressionanti (ma secondo me oneste) ma li paga. Figuratevi, non crederete alle vostre orecchie, paga persino gli illustratori. Roba da matti. Questo da solo me li fa amare, e non perché pensi al denaro, ma perché questo atteggiamento è il sintomo di una predisposizione mentale corretta e che di sicuro sta portando frutti in termini di qualità del prodotto. Leggendo la rivista vi sarà subito evidente.

Una seconda caratteristica interessante è quella di pubblicare fianco a fianco racconti integrali e racconti a puntate. Questa della pubblicazione di racconti a puntate è una vecchissima tradizione delle fanzine e l'averla rispolverata è sicuramente un merito. Grandi scrittori del passato sono nati proprio scrivendo per fanzine di questo tipo. Chissà che un domani qualche bello scrittore italiano non possa raccontare di aver arrotondato la paghetta pubblicando a puntate sul "lettore di fantasia"? Sarebbe una bella soddisfazione.

La natura gratuita del "lettore" è poi sempre apprezzata. La sua distribuzione in PDF, forse un piccolo punto debole iniziale, è stata ora affiancata da quella in e-book. Dal numero cinque sono disponibili infatti anche i formati EPUB e MOBI (grazie, vi voglio bene). Rimane sempre il PDF per chi vuole stamparselo e godersi anche la parte grafica. La fanzine evolve e ascolta i suoi lettori e autori. Non è cosa da poco.

Ho mandato un racconto in visione e penso di mandarne altri in futuro. Probabilmente la concorrenza è troppo agguerrita perché riesca a farmi spazio, visto che molti autori che conosco (migliori di me) sono entusiasti della rivista e hanno fatto lo stesso. Ma non importa, il mio supporto per iniziative del genere sarà sempre forte, che io riesca a farne parte o meno.

Vi consiglio di mettere nei preferiti il loro link, fare mi piace alla loro pagina Facebook e cominciare a leggerli. Certe belle iniziative vanno premiate e in questo caso farlo non vi costerà niente, ma anzi vi farà trascorrere qualche ora in relax.