Our social:

Latest Post

Visualizzazione post con etichetta consigli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta consigli. Mostra tutti i post

lunedì 2 maggio 2016

Impressioni di lettura: Amandoti: L'amore in bilico di Flaminia Mancinelli

Leggere e parlare dei libri di Flaminia è per me sempre molto difficile. Anche se non ci siamo mai incontrati, nel tempo si è instaurato tra noi un rapporto di amicizia. Così, dietro ogni frase e ogni parola io vedo lei. Non perché la identifichi nei protagonisti dei suoi romanzi. Qualche pezzettino dell'autore si trova sempre, ma non è tanto questo. Il problema è che Flaminia scrive con tutta la forza del suo cuore, con tutta la debolezza del suo cuore, con tutto il tormento.

Perdonatemi quindi se non scenderò troppo nel dettaglio, mi parrebbe quasi di mostrare l'anima di un'altra persona, che percepisco attraverso quello che scrive.

Anche questa volta è una storia d'amore. Naturalmente non è una storia senza problemi, al contrario, è un problema che costruisce una storia e la cosa è talmente imprevista, talmente sorprendente, da rendere impossibile credere nella possibilità che quella gioia sia duratura. È la paura di essere amati, la paura di perdere quello che non si è mai avuto, di illudersi di averlo avuto.

Sentivo la voce di una bambina mentre leggevo, il ricordo di una voce che alla domanda vuoi questo, ti piace quello, rispondeva immancabilmente: "Posso anche non averlo, posso anche non farlo." La stessa paura di perdere che si trasformava nella decisione di non mettersi in gioco. Il voler soffrire subito, di una sofferenza pianificata, attesa, inevitabile, piuttosto che rischiare di essere felici e dover poi, forse, soccombere all'enorme disastro di perdere quella gioia, quell'attimo di felicità. Meglio non amare, che aver amato e perso.

Ma questa storia, la storia di un'amante e di un amore, scivola dalla parte giusta della lama, ci lascia sperare per il nostro personaggio e mi lascia sperare per la mia cara amica.

E la mia personale riflessione su questo libro e sull'amore è un augurio a tutti quelli che cercano il vento più impetuoso e non riescono a godere delle dolcezze di un porto. Che l'ozio della terraferma vi sia amico, perché se forse la rinuncia alle tempeste può sembrare a prima vista una gran perdita, va messo sull'altro piatto la possibilità di scalare le montagne, impresa che richiede piedi fermi e corde solide. Vi auguro entrambe e un prezioso compagno di avventura.

martedì 19 gennaio 2016

Impressioni di lettura: "I tuoi occhi sono qui" di M.S.

Sono sempre intrisi di dolce e amaro i libri di questo autore, come è la vita d'altronde. Forse è per questo che sono letture che affronto volentieri.

Questa storia si intreccia, o se vogliamo ha radici, in quella che avevo già letto in "Come grilli e stelle", e non si tratta certo di una coincidenza. Ritrovare un personaggio in un nuovo libro è sempre un piacere, ma in questo caso un piacere un po' aspro, visto che lo scotto da pagare è la perdita di un altro protagonista. 

Ma il tema di questo romanzo è proprio questo: il ritorno dal dolore, la rinascita, la riappropriazione della capacità di amare ancora, nonostante tutto.
Un tema che tocca direttamente o indirettamente la vita di molti di noi. Un percorso non facile, che spesso ha bisogno di un qualche evento speciale, di un incontro, di una persona capace di rompere il guscio protettivo che chi ha sofferto si è creato intorno. Non sempre si riesce, ma quando accade tutto torna a fiorire e il futuro diventa una nuova vita, una nuova occasione, forse più fulgida che mai.

Una storia d'amore con dentro altre storie d'amore. Un dramma con dentro altri drammi. Un intreccio non troppo complesso da seguire ma che funziona e ci porta a ragionare su questo tema grande che è l'incrocio tra amore e dolore.

L'ho letto con piacere e l'ho apprezzato, non posso che rinnovare la mia stima per un autore che sa dipingere un quadro rosa senza dimenticare che la vita ha anche altri colori.

giovedì 24 dicembre 2015

Impressioni di lettura: "Ero un topo" di Philip Pullman

Di Philip Pullman avevo letto la trilogia di "Queste oscure materie" e alcuni libri del ciclo di Sally Lockhart. Un autore quindi già conosciuto e molto apprezzato.

Ho letto questo libro insieme ad altri che avevo individuato con l'aiuto di amici per l'attività sulla lettura che sto facendo quest'anno con il Comune dove abito. Devo ammettere di essere rimasto un po' sorpreso perché si tratta di un libro del tutto diverso da quelli dello stesso autore che avevo letto in passato.

Non c'è dubbio che si tratti di qualcosa che l'autore ha voluto indirizzare verso i ragazzi piuttosto che gli adulti, anche se questo non rende meno godibile il testo per questi ultimi.
La storia inizia con un ragazzino, vestito da paggetto ma ridotto in condizioni pietose, che si presenta alla porta di una casa dove una vive una coppia piuttosto matura. Il ragazzino sembra sconvolto e confuso, ma di una cosa è certo: "Ero un topo". Le avventure del nostro ex-topolino e dei suoi genitori adottivi seguono lo schema tipico dei racconti per ragazzi, pieno di gag e situazioni divertenti. Alla fine il lettore scoprirà di aver visitato il retrobottega di un racconto molto famoso, o meglio di aver esplorato gli effetti collaterali di una storia fin troppo famosa.

Un libro pieno di illustrazioni molto graziose, intessuto di ironia a vari livelli, che strapperà molti sorrisi agli adulti e parecchie risate ai bambini. Un altro testo da leggere ai propri figli, specialmente se si ha bisogno di una scusa. Per gli altri, quelli che non si vergognano di avere il cuore bambino, una lettura consigliata a tutte le età.

mercoledì 23 dicembre 2015

Impressioni di lettura: "L'ultimo elfo" di Silvana De Mari

È difficile spiegare quanto mi sia piaciuto questo libro, ma ci proverò, farò del mio meglio perché quello che ho dentro venga fuori.

Si può dire che questo sia un libro di genere fantasy, perché ci sono gli elfi e i draghi, anzi per essere precisi, UN elfo e UN drago, gli ultimi delle loro rispettive specie, e in qualche misura c'è qualcosa che assomiglia alla magia. Ma il velo di genere è talmente sottile che quasi non ci si rende conto della sua presenza. 

Quello che conta invece sono i personaggi, Yorsh per primo (anzi Yorshkrunsquarkljolnerstrink, sempre per essere proprio precisi), Monser e Sajra suoi salvatori, il drago, la piccola meravigliosa Robi.

Quello che conta è l'equilibrio squisito tra drammaticità, dolcezza e ironia che riesce a tenere il lettore incollato alle pagine, in ansia per le vicissitudini dei suoi amati personaggi e allo stesso tempo gli strappa spesso risate e sorrisi. Contano i messaggi che permeano il libro, semplici e complessi insieme. No, non è solo un romanzo fantasy, credo sarebbe più giusto chiamarlo romanzo di formazione, la storia di Yorsh è quella del passaggio dal mondo dei "nati da poco", pieno di terrore e gioia, così ricco di ingenuità e stupore, denso di emozioni, a quello degli adulti, difficile, complicato, fonte di grattacapi e che richiede decisioni, scelte, travagli interiori e fisici.

E il miracolo è che tutto questo viene reso dall'autrice in una maniera tale da essere alla portata di qualsiasi lettore, anche dei più giovani. Le situazioni più melanconiche e tristi, drammatiche perfino, vengono diluite dalla dolcezza di Yorsh, stemperate dal suo involontario umorismo. Anche i pericoli diventano divertenti e svaniscono quando l'amore e la gioia di Yorsh da dentro vanno fuori, e poi di nuovo, entrano dentro gli altri.

Se volete addormentarvi con il sorriso sulle labbra, questo è il libro da portare a letto, andatelo a cercare, lo trovate ancora sia nuovo che usato, persino nelle biblioteche, trovatelo e portatevelo a casa, o magari scaricate l'e-book, però sappiatelo, vi innamorerete di Yorsh, di Robi, di Silvana, e non potrete fare a meno di averne una copia da tenere in mano. Io l'ho letto e poi regalato, per questo mi è toccato ricomprarlo. Se avete dei figli leggetelo ad alta voce, con loro, fatelo e mi ringrazierete.

Infine, chiudo questo breve articolo con un atto doveroso, qualcosa che tenta di uscire da dentro e andare fuori. Grazie Silvana, grazie con tutto il mio cuore.

lunedì 21 dicembre 2015

Impressioni di lettura: "L'antro del drago" e "Murder, She Baked" di Diego Tonini

Diego Tonini è uno degli autori insieme ai quali sto portando avanti l'esperienza del "Sad Dog Project", un amico insomma. Mi sono chiesto per un milionesimo di secondo se fosse il caso di non pubblicare articoli quando leggo qualcosa scritto da persone che conosco, ma ho archiviato il caso senza troppi mal di pancia. Mantengo la regola, di quello che leggo vi parlo, fine.

Questo racconto, edito dalla Gainsworth Publishing, lo si trova solo in digitale, quindi a un costo contenuto. Si tratta peraltro del seguito di un precedente lavoro, "L'ultimo Eroe", sempre pubblicato con la stessa casa editrice e sempre disponibile solo in versione e-book.

Se dovessi sintetizzare potrei dire che sono "fantasy classico ironico". Il nostro eroe è un nano cornuto (non nel senso che la moglie intreccia i suoi peli con quelli di altri maschi ingrifati, ma nel senso che tiene proprio fisicamente le corna, anzi IL corno, visto che uno se l'è perso da qualche parte). Un nano che non ricalca molto bene lo schema dell'eroe classico senza macchia e senza paura. Di difetti il nostro ne ha parecchi e il mondo dove vive non è certo rose e fiori.

In questa seconda puntato dovrà affrontare un drago. E anche qui...
Ma non voglio svelare troppo, tanto avete capito che siamo fuori dagli schemi ordinari.
Un racconto che io ho trovato divertente, piacevole, intelligente. So che una terza puntata è già in arrivo e spero che magari quando ci sarà anche quella si possa pensare a una versione in carta, che fa sempre un certo effetto :-)

Visto che sono qui vi citerò un altro racconto che ho letto di recente, sempre di Diego, e che abbiamo pubblicato nella collana Sad Dog. Si tratta di "Murder, she baked", una storia di genere completamente diverso... o forse no. Be' è ambientato nella nostra epoca e potrei definirlo un piccolo thriller a sfondo horror, ma l'ironia è la stessa. Vi raccomando anche questo, lo potete trovare su Amazon sia in e-book che cartaceo, o anche nella raccolta "Frozen Dogs", ma in quest'ultima solo per questo periodo festivo, quindi approfittatene, ci sono anche racconti miei e degli altri autori Sad Dog.

Per quanto riguarda le mie ultime letture di racconti scritti da Diego per ora ho finito, ma capiteranno ancora, visto che Sad Dog non ha certo completato il suo corso.


giovedì 17 dicembre 2015

Impressioni di lettura: "Io e Kamo" e "L'occhio del lupo" di Daniel Pennac

Quando sento parlare di racconti "per ragazzi" mi viene sempre un prurito al naso. Credo sia una reazione allergica, allergia al luogo comune. Il problema è che questa etichetta, "per ragazzi", viene interpretata dai più con un fondo di disprezzo. Non è roba buona, è robetta per bimbi, sembrano pensare affibbiando l'etichetta. Come se ciò che viene qualificato come leggibile dai ragazzi, non lo fosse anche dagli adulti.

Va bene, smetto di brontolare e passo ai due libri di oggi. Sono appunto due piccolissimi volumi di Daniel Pennac, entrambi indirizzati al pubblico più giovane, ma vi assicuro godibili anche dai grandi.

In "Io e Kamo" troviamo il rapporto tra i ragazzi e il loro insegnante, burbero e antipatico, capace di costringere i marmocchi a svolgere temi astrusi. Proprio lo svolgimento di uno di questi temi si trasformerà in un'avventura, quasi un incubo, con un finale che farà capire ai nostri eroi quanto sia complicato, a volte, comprendere gli altri, a meno di non mettersi letteralmente nei loro panni.

Racconto scorrevole e divertente, con una morale semplice ed efficace.

Il secondo racconto, "L'occhio del lupo", ha una struttura narrativa molto particolare, raramente la troverete in altri racconti indirizzati ai ragazzi.
Ritroviamo in fondo alcuni messaggi che avevamo nel primo racconto, la difficoltà di interagire con il diverso, lo sforzo necessario per comprendere il suo punto di vista.

Il lupo e il bambino che si osservano in questo racconto fanno un po' alla volta il percorso necessario per arrivare alla comprensione dell'altro, e quando questa arriva tutti i pezzi del mosaico, anche i più strani, tornano al loro posto. Ogni comportamento trova una spiegazione.

Pare che Pennac una volta, interrogato su quale fosse il suo racconto che preferiva, abbia indicato proprio "Io e il lupo". Non so se è davvero il suo racconto più bello, ma certo ha in sé qualcosa di speciale che me lo ha fatto apprezzare in maniera particolare.

Sono due libri che possono essere letti dai genitori ai figli, di cui poi parlare, che probabilmente stimolano domande e interrogativi. Il che, lo dovreste sapere, oltre a essere un bene, è anche la cosa che più apprezzo in un libro.

martedì 10 novembre 2015

Impressioni di lettura: "Il paradiso degli orchi" di Daniel Pennac

Anche questo libro fa parte del mio sforzo di recuperare un po' di mancate letture. Con Pennac ho parecchio arretrato, diciamo così, nella mia lista di cose da leggere. Questo è un primo passo a cui spero di riuscire a far seguire molti altri.

Ma veniamo al libro. Qui c'è tanta roba da dire, tanta.
La prima cosa forse è lo stile. Quando si parla di stile di uno scrittore non sempre è chiaro che cosa si intenda. Perché lo stile può essere fatto da molte cose e quindi diventa difficile trovare una definizione. Ecco, questo libro e questo autore sono un buon modo per capire di cosa parliamo quando diciamo stile, senza il bisogno di cercare di inquadrare la parola in uno schema. Perché leggendolo si capisce subito di cosa parliamo. Ma volendo proprio provare a stabilire una regola mi viene in mente una cosa del genere: lo scrittore ha un suo stile quando puoi riconoscere un suo scritto dalla semplice lettura dello stesso.

Non ho alcun dubbio che con Pennac questa definizione funzioni. Ci sono tante cose, dalla costruzione del racconto, al modo di raccontare, alla modalità di rappresentazione su carta dei pensieri e delle azioni. Il testo è praticamente firmato.

La seconda cosa che colpisce è l'ironia che viene depositata su una storia altrimenti terribile, anestetizzandone quasi l'atrocità che lo permea. Sorridiamo leggendo, continuamente, eppure a un livello più profondo ma ben percepibile, messaggi feroci arrivano come mazzate. Gli orchi in questo caso non sono quelli verdi che mangiano elfi. Oh be' li potremmo anche raccontare così. Sono invece orchi di quella razza che possiamo trovare in agguato in ogni angolo della nostra vita.

La terza caratteristica affascinante del libro è il modo in cui un giallo, perché mi viene da dire che di questo si tratta, viene affrontato con una modalità del tutto differente da quella classica, tanto diversa da un giallo tradizionale da non sembrare più tale. Rimane il dubbio che non lo sia, in effetti, ma solo perché è qualcosa di più.

E poi, che vi devo dire, un'idea così, geniale nella sua semplicità, come il mestiere di Capro espiatorio è talmente deliziosa e intrigante che già da sola basterebbe a ripagarmi del prezzo del libro. Libro quindi che per me merita il massimo dei voti, che consiglio a tutti di leggere, anche se mi rendo conto che, come sempre per i libri, a tutti non piacerà.

Considerazione finale fuori tema. Ho provato a leggerlo in e-book tramite prestito bibliotecario. Funziona bene, ma dura solo dodici giorni (mi pare) e poi lo si deve riprendere nuovamente in prestito. Niente di particolarmente fastidioso ma utilizzandolo e incorrendo in questo piccolo inconveniente mi è venuto pensato che oggi come oggi il DRM è un'idiozia totale, complica solo la vita agli utenti onesti e ne avvia verso la pirateria più di quanti non ne trattenga tra le braccia degli editori. Masochismo puro delle case editrici. Non tutte per fortuna.

Alla prossima si torna a leggere Francesco Verso, ci sentiamo appena finisco Livido.

giovedì 5 novembre 2015

Cosa bolle in pentola (Ottobre 2015)

Ottobre ci accompagna nel pieno dell'autunno e cede il passo a Novembre giusto in tempo per festeggiare zucche e maschere horror. Un periodo buono in fondo, non ancora troppo freddo, in particolare in questa settimana. Godiamoci l'ultimo sole e andiamo avanti!


Siamo la goccia che diventa mare

Ho sentimenti contrastanti su questo romanzo.
Penso che nei prossimi mesi la decisione sul cosa farne finirà con il coincidere con quella che riguarda il modo di pubblicare in generale. Ma scriverò a suo tempo qualcosa di dedicato a questo tema, credo che meriti una riflessione. Vi anticipo solo che più sento parlare male degli autori indie più mi viene voglia di seguire quella strada. Bastian contrario, sempre.



Il ritorno di Abele (titolo provvisorio)

La scrittura qui continua a non decollare. Ma non è una cosa negativa in questo caso perché il problema, se così si può dire, è dovuto a un ritorno di creatività che mi ha portato a ragionare su evoluzioni successive al romanzo. Insomma credo che se mai vedrà la luce potrebbe diventare una serie anche complessa. Dunque merita di stagionare nella mia testa ancora un pochino. Il che non significa che non possa continuare a buttare giù pezzi e approfondire personaggi per il primo romanzo.
C'è anche da dire che l'esperienza fatta nell'ultimo anno e i contatti con persone che lavorano nell'editoria a vario titolo stanno influenzando il lavoro che sto facendo. Ho una maggiore consapevolezza di dove voglio arrivare e quindi temo che il percorso per raggiungere il traguardo si stia facendo più lungo. Ma spero che questo significhi anche realizzare un prodotto con una qualità migliore dei precedenti.

Racconti Rifiutati (anche no)

Ho inviato un secondo racconto al Cultora (uno lo avevo già mandato alla versione dedicata agli autori capitolini). Non sono molto fiducioso, non so che genere di cose apprezzano e quali no, in ogni caso è sempre interessante mettersi in gioco in questi confronti. L'editore è uno di quelli che mi piacciono, male che vada avrò contribuito a rendere il premio un successo di partecipazione.

Caricato anche un racconto per il concorso Robot 2016 (amici che scrivete considerate la possibilità di partecipare). Non posso raccontare di cosa si tratta ma ho notato con sorpresa che in questo periodo mi stanno venendo fuori racconti di dimensioni decisamente superiori alla mia media. Vorrà dire qualcosa?
Non so se avrò il tempo per completare anche il secondo racconto che è possibile mandare per il concorso, ma comunque la partecipazione è assicurata con il primo.


Ho continuato a lavorare un po' su "Bastet e la bottega del baratto" (racconto con una gatta per protagonista). Non tantissimo, ma almeno non sono rimasto del tutto fermo.
Lo stesso vale per Evelin, anche qui piccola crescita di volume ma siamo lontani dalla conclusione. C'è un attimo di rallentamento per entrambi ma in compenso ho lavorato di più sulle altre cose.

Completato un racconto fanta-ironico dal titolo "Acqua su marte". Potete immaginare da quale fatto di cronaca mi è venuta l'ispirazione. Andrà rivisto prima di fare uscire questo mio bimbo solo soletto in mezzo al mondo.

Un mio elaborato, "Lama e Pietra", insiemi a quelli di parecchi altri autori, ha ricevuto una menzione speciale della giuria al Premio Marudo 2015. Avevo rielaborato questo racconto sulla base di un vecchio testo scritto anni fa in ambito ludico, ampliandolo e rendendolo più aderente al tema del concorso e mi ha fatto particolarmente piacere che sia stato apprezzato. Purtroppo non sono riuscito a partecipare alla serata della premiazione. Magari ci riprovo il prossimo anno.

Ci sono altre cose in cantiere, ma per ora sono idee o abbozzi e direi che è un po' presto per parlarne. Sono felice comunque di essere in un momento felice per quanto riguarda la creatività.

Letture

Ecco le letture di Ottobre:

La grande storia del tempo - Stephen Hawkling (Impressioni di lettura)
Anna - Niccolò Ammaniti - (Impressioni di lettura)
e-Doll - Francesco Verso - da recensire
Il cimitero senza lapidi - Neil Gaiman - (Impressioni di lettura)

Non molto questo mese, l'inevitabile conseguenza di scrivere un po' di più è leggere un po' di meno, ma che ci posso fare? Questo mese apriamo con un saggio di Hawking, gradevole e abbastanza comprensibile anche se nell'ultima parte ho faticato un po' di più. Poi il libro di Ammaniti, che ho gradito e consiglio. Un ritorno al mio vecchio amore con e-Doll di Francesco Verso, a tratti mi ha lasciato interdetto nello stile ma con una storia potente e un'ambientazione molto interessante. Divertente e gradevole la raccolta di racconti semi-neri di Gaiman. Tutti libri consigliabili in base alle vostre preferenze.

Ci sentiamo tra un mese, sperando di potervi dare qualche novità più consistente.

giovedì 22 ottobre 2015

Impressioni di lettura: "La grande storia del tempo" di Stephen Hawkings

Questo è un libro divulgativo. Ha l'intento cioè di diffondere al maggior numero di persone possibile alcune competenze di base, informazioni minime, che facciano comprendere almeno in forma generale le leggi essenziali della fisica, della cosmologia, la natura delle cose.

Io non ho mai completato gli studi universitari di Matematica e quindi, pur avendo delle basi consistenti su questi temi, sono rimasto un po' indietro con gli sviluppi avvenuti in questi decenni, e anche regredito come strumenti a disposizione per comprenderli fino in fondo.

Questo è però un libro indirizzato teoricamente all'uomo della strada quindi ho pensato che potesse fare al caso mio. Devo ammettere che in alcuni passaggi, in particolare nei capitoli finali, ho fatto un po' di fatica a seguire tutto, ma tirando le somme posso dire che si tratta di un bel libro, che offre la possibilità di rinfrescare qualche conoscenza giovanile, per chi le aveva, o di esplorare in una forma il più semplificata possibile i misteri del cosmo e della materia/energia.

Non mi sento di dire che è un libro per tutti, nonostante si percepisca lo sforzo fatto dall'autore affinché sia per molti. Ci riesce per gran parte del tempo, ma penso che andando avanti diventi man mano più difficile seguire davvero bene i discorsi fatti per chi non ha almeno una base minima. Rimane comunque leggibile, magari facendo qualche atto di fede (ma forse non è quello che vuole fare chi affronta un libro di scienza).

Mi sento di consigliarlo a chi ha almeno qualche nozione di fisica e cosmologia e vuole aggiornare e ampliare la conoscenza del tema.

martedì 29 settembre 2015

Impressioni di lettura: "Eroe in prova" di Valeria Barbera

Vediamo, da dove comincio? Ecco, "come sono arrivato a leggere questo libro?", questa potrebbe essere la prima cosa da raccontare. 

Come spesso accade ci sono elementi casuali. Frequentando i forum di Writer's Magazine e i gruppi di Facebook su scrittura e lettura mi sono imbattuto in questa autrice, o in questo libro, non ricordo bene la sequenza. Mi ha incuriosito il fatto che sia definito "Urban Fantasy" e ho deciso di vedere che roba era. Intendiamoci, quando sento Urban Fantasy mi viene pensato Harry Potter (e forse non sarete d'accordo), ma anche Francesco Dimitri (non avete letto Pan? male!). Insomma in testa non ho un'idea precisa del genere e così...

Per farla breve, comprato e letto, ed eccomi qui a tirare le somme, sul libro e sul genere, ammesso che si possa definire con precisione.

Parliamo prima del libro. Per "Eroe in prova" voglio tentare di separare le mie impressioni riguardo la storia da quelle che riguardano lo stile di scrittura. L'idea portata avanti nella trama è divertente, ci sono delle eco familiari, ma questo non disturba. Una storia insomma abbastanza originale e piacevole, con qualche spunto che mi ha colpito molto e forse un pizzico di fatica nella necessità di agganciarsi alla serie.

Per quanto riguarda lo stile ho sentimenti contrastanti. Il che è buffo, perché non posso dire che non mi sia piaciuto anche quello. Solo che ho faticato un po' ad accettarlo. Credo sia più un problema mio, di ordine "filosofico" che altro. Provo a razionalizzarlo. Magari sbagliando ma io ho associato il genere Urban Fantasy ai giovani, e il linguaggio del libro mi è sembrato più da adulti, così come il genere di ironia che viene utilizzata continuamente. Come dicevo forse sbaglio, ma ripeto, questo non mi ha impedito di godermi il libro.

Infine un pensiero sul genere, ammettendo che il libro ne sia un rappresentante. Leggerei altri libri simili, proseguirei la serie? Non ne sono sicuro. Eppure come dicevo è stata una lettura piacevole. Tuttavia se penso al fantasy continuo a preferire il vecchio stile, anche se mi rendo conto che di quella roba ne è stata sfornata talmente tanta da aver spazzolato qualsiasi possibile combinazione. Ma forse no, posso sempre sperare di trovare un altro campione che si inventi qualcosa di nuovo rimanendo nei canoni classici.

Oppure, se mi annoio, posso andare a cercare un altro urban fantasy come quello di Valeria. Magari strano, magari un po' inquietante, ma certo non noioso.

martedì 22 settembre 2015

I commenti di Amazon, ovvero come far scappare i lettori

Da qualche giorno Amazon consente l'inserimento di commenti alle recensioni dei clienti. Questa novità, non scordiamolo, si applica su qualsiasi articolo in vendita, non solo sui libri. 
Trovo che sia una possibilità molto utile per i clienti e penso che l'utilizzo naturale di questa funzionalità sia quello di commentare una recensione per dare ulteriori informazioni, aiuti, suggerimenti, precisazioni. Penso che queste dovrebbero venire prima di tutto da altri clienti che hanno comprato lo stesso prodotto e in generale sono convinto che l'introduzione di questa opportunità nella piattaforma Amazon sia una cosa buona.

Mantenendo il discorso in generale credo che sia possibile anche per chi vende un prodotto, o lo fabbrica, o lo distribuisce, commentare una recensione, magari per precisare qualcosa, ringraziare, offrire supporto, dare informazione. Quando però parliamo di libri, in modo particolare di libri indie, ecco dietro l'angolo il demone irresistibile del rant: la tentazione di rispondere per le rime al recensore.

Ci sono dei grossi problemi nel cadere in questa trappola. Il primo è che, anche nel caso in cui si avesse ragione al 100%, il rischio di essere recepiti come presuntuosi e antipatici è immensamente superiore rispetto a quello di perdere lettori a causa della recensione stessa. Il secondo è che potremmo scambiare una vera recensione per un attacco personale, reagendo malamente e facendo una figura barbina. Ci sono poi tutti i casi in cui la nostra risposta, per quanto ci sembri equilibrata e corretta, potrebbe essere comunque percepita come un'inutile invasione.

Il punto di fondo è che le recensioni non sono affatto dirette agli autori. Se il lettore volesse dirvi qualcosa avrebbe di certo modo di farlo. Non avete forse una pagina sui social? Un blog? Una mail che avete inserito in fondo al libro? Se volessero rivolgersi a voi vi scriverebbero. No, la recensione è diretta agli altri lettori. In linea di massima quindi non sono gli autori a dover rispondere. Persino un semplice "grazie" su una buona recensione potrebbe apparire invadente. La domanda da porsi quindi è, semmai, se esista una qualche occasione in cui ha senso intervenire con un commento a una recensione. 
Ecco di seguito gli esiti del mio ragionare su questo tema.

Quando e come rispondere a una recensione?
  • La recensione contiene una richiesta di informazioni, per esempio dove comprare la copia cartacea, o qualcosa a cui si possa rispondere con un dato asettico. Se nessuno risponde potete farlo voi. In maniera educata, date solo l'informazione richiesta.
  • La recensione vi tira in ballo in maniera esplicita. Questa casistica non comprende le valutazioni sul vostro lavoro. Per esempio "Non capisco come possa aver scritto una cagata così" non deve stimolare la vostra risposta. Invece "Quel posto mi ricorda Portofino, chissà se l'autore si è ispirato a questa città" potrebbe meritare un breve commento.
In tutti gli altri casi consiglio di astenersi da commenti. Meno che mai in questi:
  • La recensione è un chiaro attacco personale. Se è chiaro per voi lo sarà probabilmente anche per gli altri, inutile ogni commento.
  • La recensione è una critica a qualcosa che non ha a che fare con il libro. Anche in questo caso sarà evidente a tutti, quindi perché sottolineare?
  • La recensione ha toni maleducati e offensivi. Potrà sembrare strano ma questo tipo di recensioni sembrano avere un effetto positivo sulle vendite. Ignoratele se non volete rovesciare il risultato.
  • La recensione è contraddittoria ("ho letto questo libro tutto di un fiato, non mi è piaciuto molto"). Fidatevi, anche in questo caso chi la legge arriverà alla vostra stessa conclusione: se ti ha tenuto attaccato alle pagine non può essere tanto male.
  • La recensione contesta parti del libro, ma sbaglia. Questo spesso accade su dettagli storici, tecnici e altre amenità del genere. Anche in questo caso fidatevi di me, non frega niente a nessuno di questa roba e l'effetto finale di una recensione di questo tipo è sostanzialmente positivo: vuol dire che in qualche modo la lettura ha appassionato il recensore se si è dato pena di fare ricerche. Commentare ribadendo che avevate ragione voi è un modo quasi certo per farvi apparire antipatici e pignoli, soprassedete.
  • La recensione è fantasmagorica. Resistete, non ringraziate, non fatelo, godete in silenzio.
Voi che ne pensate? Avete usato i commenti? Siete caduti in qualcuna delle trappole che ho elencato? Avete resistito alla tentazione? Come lettori che cosa pensate?


giovedì 17 settembre 2015

Impressioni di lettura: "Cronache di Mondo9" di Dario Tonani


Fare delle premesse prima di parlare di un libro che ho appena letto sta diventando una specie di tradizione. Come tale, sarei per natura tentato di infrangerla il prima possibile, ma questa non mi sembra l'occasione giusta, quindi ve le sorbite ancora una volta.

Quello che sento il bisogno di dire ora riguarda il mio amore per la fantascienza, il mio disagio per la necessità che molti sentono di inquadrare precisamente la sua definizione, e anche un po' il terrore come autore di potermi trovare un giorno a difendere la mia posizione, nel momento in cui dovessi dichiarare un mio scritto come appartenente a questo genere. 

Per non annoiarvi oltre ecco la sintesi ultima del mio pensiero: non mi interessa definire con precisione un genere come la fantascienza, non mi appassiono alla discussione sull'appartenenza di Star Wars a questo genere o al fantasy. Ho fatto l'ingenuo errore di definire in passato alcuni miei racconti come fantascienza, non lo ripeterò, dirò che scrivo fiction e questo mi basterà per vivere sereno.

Con questa premessa metto da parte senza ulteriori indugi qualsiasi discussione sul genere di appartenenza dei racconti di Dario Tonani ambientati su Mondo9. La chiamerò fiction, ma tanto non conta niente trovare una definizione. Quello che conta, come sempre, è se leggendoli mi sono divertito o meno, se mi hanno dato da pensare, se mi hanno fatto venire voglia di leggerne ancora.

Alla prima domanda rispondo senza problemi che li ho trovati molto piacevoli da leggere. Mi piace l'idea di base di questo mondo e in tutta sincerità non ho problemi a digerire né l'ambientazione, né la tecnologia, né lo spargimento di sangue e carne. Di fatto quello che percepisco leggendo i vari episodi, quello che apprezzo, sono le diverse vivide descrizioni di umanità. I personaggi, siano uomini, macchine o vie di mezzo, restano umani fino in fondo, densi di sentimenti. E questo mi piace.
Non leggo un messaggio più profondo, ma non vuol dire che se io non lo vedo non ci sia, magari potrebbe dircelo Dario. Ci sono quelli evidenti, che riguardano la vita e la morte, così come le passioni che animano l'umanità e che sempre guidano ogni scelta e azione.

Se devo trovare un difetto, riguarda la struttura. Questa è figlia della genesi di questi racconti, che sono nati in momenti e con scopi diversi da quello di creare un'unica storia. Nonostante lo sforzo di legarli insieme il difetto rimane, anche se l'effetto finale non è sgradevole. Più quindi una specie di piccola antologia che un vero romanzo.

Un effetto collaterale di questo, che potremmo considerare positivo, è che leggendo la raccolta di micro racconti associata (Tutti i mondi di Mondo9) ci si ritrova immersi nella stessa ambientazione con un ritmo e una frammentazione di episodi che non stona affatto con la lettura del libro principale. Di questa ho per ora letto la prima parte, quella dei racconti selezionati, ma sto proseguendo volentieri nella lettura.

Credo che questo sia il mio primo libro di Dario Tonani. Mi è piaciuto e di certo se capiterà l'occasione leggerò altre cose che ha scritto.

Riassumendo le mie impressioni: lettura divertente, consigliata a chi ama la fantascienza "estesa", non indicato per quelli che sono sensibili ad ambientazioni un po' splatter.

martedì 15 settembre 2015

Impressioni di lettura: "L'amore in sospeso" di Flaminia Mancinelli


Alcuni libri sono facili da leggere, scorrono via veloci e la lettura trascina con sé anche gli affanni quotidiani, ci portano in mondi fantastici coinvolgendoci in maniera tanto piena da farci dimenticare tutto il resto.

Altri invece aprono squarci su qualcosa che forse avremmo preferito non vedere. Ci afferrano e senza preavviso ci trascinano nella sofferenza, nel dolore. Quando ci si trova in questi mondi il cammino è di certo meno rilassante, più difficile, eppure non meno utile. A volte solo attraverso la rappresentazione del dolore altrui riusciamo a capire il nostro stesso disagio.

"L'amore in sospeso" è un libro che appartiene a quest'ultimo gruppo. Mi ha sorpreso, perché dopo "Omicidi all'ombra del Vaticano" non mi aspettavo niente del genere. Che contrasto! Una frazione delle pagine di quello, ma che differenza. Questi fogli me li immagino come intrisi di sangue, di lacrime e sì, anche di sudore. Parole che hanno aspettato così a lungo per farsi trovare e ora gridano finalmente libere. Urlano, non sussurrano, urlano anche quello che si vuole vada appena pronunciato, sommessamente. Ma sono urla salutari, è sangue e sudore che bruciano e vivono. Che alla fine trovano una strada per emergere e creare persino una speranza.

Questo libro parla di amore. Anzi, degli amori. 
Quello tra una figlia e una madre, che nonostante tutto, malgrado tutto è pur sempre amore. Sofferto, combattuto, contrastato e in qualche modo sfortunato, ma amore.
Parla dell'amore carnale, quello fatto solo di sesso. Egoista o fin troppo generoso. 
Pur sempre amore.
Parla dell'amore che brucia, che non accetta ragioni, che esige le sue vittime e i suoi riti.
Ed è comunque amore.
Parla infine, con tutto se stesso, dell'atto d'amore che è stato necessario per scriverlo.

Questo è un libro che se potessi tornare indietro leggerei di nuovo, ma che andando avanti mai più leggerò. Un libro che vale la pena di leggere, ma di certo non facile.
Se l'amore vi fa soffrire dovreste leggerlo, se non credete nell'amore, dovreste leggerlo, se non pensate che un indie possa scrivere qualcosa che valga la pena di leggere, dovreste leggerlo. Se vi fa un po' paura... dovete leggerlo.

domenica 6 settembre 2015

Impressioni di lettura: "The Dark Hunt I e II" di Julia Sienna

Questa volta inizio a raccontare la mia lettura partendo dalla forma fisica dei libri. Come sapete io privilegio l'e-book rispetto alla versione cartacea per tutta una serie di motivi che non sto qui a elencare. In qualche caso però finisco per comprare lo stesso alcuni libri in versione fisica. Qualche altra volta invece mi capita di avere entrambe le versioni, soprattutto quando il libro è interessante anche per mia figlia. Così lo leggiamo, io in digitale, lei in carta.

Bene, questa introduzione per sottolineare che in questo caso oltre al solito e-book possiedo anche il libro di carta e quindi voglio cogliere l'occasione per sottolineare come non tutti i libri siano realizzati con la cura e i materiali con cui è stato fatto questo volume. Dalla copertina rigida con sovracopertina, al formato, alla qualità della carta e della stampa, tutto concorre a farvi venire voglia di possedere un volume di questo genere. Ecco, se si vuole affermare la superiorità del libro fisico rispetto a quello elettronico, bisogna realizzare i libri con questa cura e questi materiali, altrimenti resta poco per attirare davvero le persone.

Parliamo ora del contenuto di questi bei libri. Ho letto sia il primo che il secondo volume della serie "Dark Hunt", purtroppo per il terzo mi toccherà aspettare un po' di tempo visto che ancora non è disponibile. Li ho letti di seguito in pochi giorni, il secondo in particolare l'ho spazzolato in due giornate. Si tratta di una classica saga fantasy dove si ritrovano tutti gli elementi che hanno creato il genere. Faccio un inciso, con la frase precedente intendo proprio dire che in qualche modo, comunque originale e appassionante, nella saga sono inseriti personaggi ed episodi che a mio avviso richiamano direttamente o indirettamente analoghi personaggi ed episodi del fantasy tolkieniano e di genere, con qualche puntatina ancora più indietro nella letteratura. Non è una cosa marchiana, le attinenze sono più sottili anche se per me ben presenti e costanti. Nel leggere mi ha dato quasi la sensazione che si tratti di una specie di omaggio, e scambiando qualche chiacchiera con Julia Sienna su questo ne ho avuto conferma.

La saga comunque ha una struttura e una trama del tutto originali. I personaggi sono caratterizzati con abilità, lo stile narrativo è piacevole e trascinante. C'è tutto quello che ci vuole per un fantasy epico come si deve.

Man mano che la storia si dipana diventa sempre più difficile staccarsene. Come vi dicevo la seconda parte mi ha portato via solo due giorni di lettura, nonostante le dimensioni non proprio minuscole del volume. Chi ama questo genere di fantasy non potrà che apprezzare la saga. Dei due volumi il secondo è per me di certo il migliore, segno forse di una certa crescita dell'autrice nel corso della scrittura, o magari effetto della trama che si fa sempre più avvincente. Attendo ora l'uscita del terzo (e forse ultimo?) volume, sperando che non sia troppo lontana nel tempo.

In definitiva un buon fantasy, intarsiato di richiami alla letteratura di genere e non, una trama e un mondo originali, personaggi ben delineati e caratterizzati. Un fantasy classico/epico con tinte dark consigliato per gli appassionati.

Per l'acquisto le copertine vi portano su Amazon, ma forse potreste risparmiare qualcosa sul cartaceo comprando direttamente sul sito dell'editore Gainsworth Publishing.

martedì 1 settembre 2015

Impressioni di lettura: "Cari mostri" di Stefano Benni

Credo che le antologie di racconti brevi, in modo particolare quelle di un solo autore, siano tra le sfide più ardue per l'editoria italiana. Da una parte c'è l'oggettiva difficoltà di raggiungere un volume tale da essere degno di pubblicazione senza abbassare la qualità media del prodotto. Dall'altra c'è il poco amore che il lettore italiano riserva per questo genere letterario.

Basta leggere le recensioni a questa raccolta per capire quanto sia difficile essere apprezzati scrivendo short stories italiane. Da lettore che ama invece questo tipo di racconti e da persona che prova anche a scriverne, ecco di seguito la mia opinione, sia sull'antologia che sul modo di giudicarla da parte del pubblico.

Una premessa doverosa, anche se può sembrare strano questo è il primo libro di Benni che leggo.

In questo caso abbiamo venticinque racconti più o meno brevi. Già qui vorrei fare una considerazione. Mettere insieme un numero così consistente di storie, come si fa spesso in queste antologie, significa avere la certezza matematica che nessun lettore le apprezzerà tutte. Questa è forse la più grande maledizione delle antologie. Come lettore non ho fatto eccezione. Alcuni di questi racconti mi sono piaciuti parecchio, alcuni per niente, molti mi hanno lasciato tiepido. Credo sia una cosa del tutto normale e penso sia raro il contrario, ovvero apprezzare la gran parte dei racconti di una raccolta con la stessa passione.

L'effetto sulle recensioni e sulle valutazioni sintetiche è destinato ad essere pesante. Nel mio caso che giudizio dare? Quante stelle? Se cinque di questi venticinque racconti fossero capolavori assoluti e il resto fosse da buttare dovrei dare il massimo oppure fare una specie di media? Credo che il comportamento della gran parte delle persone sarebbe quello di mediare, quindi decisamente difficile ottenere buone recensioni con antologie di questo tipo.

Non so se andrò a cercare altri libri di Benni. Lo stile mi piace, in alcune storie e nella ricerca dell'assurdo, nello scombussolare un po' il lettore, somiglia alle modalità che anche io ricerco spesso nello scrivere. Il libro non mi è dispiaciuto anche non è tra quelli che in questo periodo ho apprezzato di più.

mercoledì 22 luglio 2015

Impressioni di lettura: "La società degli spiriti" di Federica Soprani e Vittoria Corella


A volte è difficile spiegare perché qualcosa ci piace in maniera speciale. Nella lettura in modo particolare. Capita spesso di suggerire un libro ad altri, un testo che si ama in maniera smodata, per poi scoprire che nessuna delle emozioni e dei pensieri che questo ha suscitato in noi si sono ripetute nell'altra persona.

Tendo quindi ad essere molto prudente nel valutare entusiasticamente un libro. Cerco di misurare le parole per non suscitare aspettative esagerate, che magari potrebbero poi risultare deluse.

Ma cazzo questo racconto è fottutamente figo!

Mi piace tutto, la storia, lo stile con cui è raccontata, i personaggi, le ambientazioni. Lo confesso, sono anche un filino invidioso, vorrei tanto averlo scritto io. Ecco. L'ho detto e pensate quello che vi pare.

Di Federica avevo già letto un racconto, pubblicato insieme al mio nella raccolta Occhi di drago, e già in quello avevo scoperto uno stile che mi aveva conquistato. In questo trovo tutto quello che mi affascina. Sento certo la forte influenza della letteratura Doyleana, ma è un'influenza che ha prodotto frutti deliziosi e che non impedisce al racconto di essere totalmente originale. I personaggi in particolare mi hanno conquistato, ma anche l'ambientazione e l'idea, la trama e le sottigliezze che si possono trovare nella lettura.

Inutile fare altre chiacchiere, fatta salva l'avvertenza che ciò che appassiona me potrebbe non avere lo stesso effetto su di voi, questa serie di racconti di Federica Soprani e Vittoria Corella sono per me delle piccole gioie. Annoveratemi pure ufficialmente tra i fan!

lunedì 20 luglio 2015

Impressioni di lettura: "Come grilli e stelle" di Manuel Sgarella


Un breve romanzo rosa, probabilmente da considerarsi un prequel per qualcosa che arriverà più avanti. Una storia quanto semplice tanto incredibile, quasi irreale. Eppure al di là della situazione particolare in cui Manuel pone i suoi personaggi, si tratta del racconto di qualcosa che molti di noi hanno sperimentato sulla propria pelle almeno una volta nella vita. Innamorarsi.

Innamorarsi è un mistero. Non c'è una formula magica e neppure una sequenza di istruzioni da seguire. Non possiamo neanche realisticamente riuscire a descrivere come accada. Eppure è proprio questo che Manuel fa in questa storia, ci racconta l'innamoramento. Un particolarissimo innamoramento.

L'impostazione stilistica del racconto, che salta continuamente tra i punti di vista dei due protagonisti, funziona molto bene. Il trucco del diario e l'idea delle lingue sono soluzioni azzeccate. Prendetevi il tempo necessario a leggere questa storia tutta di un fiato, perché altrimenti sarà dura staccarsi dalla lettura. Uno dei rari rosa non stucchevoli che ho letto nell'ultimo anno, che spazia anche un po' al di là del tema principale.

L'unico rimpianto che rimane alla fine è quello di non sapere... la fine. Ma penso che Manuel provvederà presto a sollevarci da questa angoscia :-)

martedì 28 aprile 2015

Impressioni di lettura: Il bacio della bielorussa di Antonio Pagliaro

Questo è un periodo in cui mi capita spesso di leggere libri di azione, gialli, thriller e neri. Forse è un caso e forse no, comunque il genere mi diverte, ma ormai dovreste aver imparato che riesco a digerire bene quasi tutto, con la parziale eccezione del rosa e dei suoi mix, dove riesco ad apprezzare solo poche cose ben selezionate.

Alcune cose curiose sul libro:

la storia inizia in Olanda, ma finisce altrove;
i personaggi, in un certo senso, fanno una staffetta;
si va di male in peggio, ma questo non è strano;
potrebbe secondo me diventare un buon film;
il personaggio migliore, secondo me, è uno dei peggiori.

Non ci avete capito niente? Ottimo, sono qui per raccontarvi la mia lettura e magari invogliarvi, mica per svelare tutto.

Ci ho messo un po' a leggerlo ma solo perché era un periodo impegnativo e non era nemmeno l'unica lettura che portavo avanti. In realtà, come capita spesso con i gialli, non viene davvero voglia di smettere di leggere una volta che si inizia. Anzi, man mano che si va avanti l'effetto si potenzia. 

Mi sono piaciuti molto alcuni personaggi. Mi è piaciuta la storia. Ho sofferto un po' per il finale, anzi più che altro per la fine del finale. Ma non posso dirvi perché. 

Mi sono chiesto spesso durante la lettura quanto di vero ci fosse in certe cose. Non tanto nella trama, che ovviamente è opera della fantasia dell'autore, quanto nei luoghi, nei comportamenti. È così che sono i mafiosi? Certo è una domanda stupida, un libro è un libro, non deve per forza aderire alla realtà, ma il fatto che me lo sia chiesto fa capire quanto realistico appaia il racconto.

Se lo leggerete, e se amate il genere ve lo consiglio, capirete cosa intendo. E capirete anche perché mi senta un po' triste alla fine della lettura. Perché certe cose sarebbe molto meglio se leggendole non si riuscisse a immaginarle vere. E invece...

Detto questo non immaginatevi una lettura noiosa o triste. Mi sono fatto più di qualche risata e di certo non mi sono annoiato.

Dal mio punto di vista particolare di chi oltre a leggere tenta anche di scrivere ho apprezzato i cambi di POV (point of view), molto efficaci; lo stile pulito e senza eccessivi fronzoli, che nel giallo secondo me è un pregio; il passaggio del testimone da un personaggio all'altro.

Concludendo un buon libro, con una tecnica narrativa non priva di qualche spunto originale (cosa rara), personaggi interessanti, buono stile narrativo. Una bella trama che si sviluppa nel corso del romanzo donandoci qualche sorpresa. 



martedì 20 gennaio 2015

Impressioni di lettura: Anno XIII di Uriel Fanelli

Uriel Fanelli è forse più conosciuto per il suo blog che per i libri che ha pubblicato, o almeno il percorso con cui sono arrivato a leggere questo suo testo mi ha visto passare proprio attraverso l'esperienza di follower del suo blog.

Per chi lo conosce dirò che il libro riflette molto il suo autore, almeno a mio avviso, perciò se non vi piacesse il suo stile e il modo diretto con cui porta avanti i suoi discorsi, sarà probabile che troverete da ridire anche su alcuni passi di questo libro.

Se invece prenderete il libro per quello che è, un romanzo di fantascienza, ve lo godrete appieno come ho fatto io.
Perché diciamolo subito, è una lettura molto piacevole per un amante del genere, specialmente se apprezza ucronie e fantascienza hard. Specialmente se vi accingete a leggerlo con lo spirito giusto, che è appunto quello di passare un po' di tempo piacevolmente.

Decisamente non è un libro del quale si può raccontare molto senza rischiare lo spoiler, vi invito quindi a leggere su Amazon la sinossi e aggiungo solo che sia la trama che i personaggi sono ben costruiti e nell'evolversi della storia troverete anche qualche spunto di riflessione sui metodi con i quali le società civili gestiscono i loro problemi (e su quelli che non utilizziamo).

Una lettura forse non proprio politicamente corretta ma comunque divertente, veloce, che mi sento di consigliare agli amanti del genere.

Un autore di cui cercherò di leggere ancora, se non altro per vedere cosa è stato capace di inventarsi e mettere su carta negli altri suoi libri.

lunedì 15 settembre 2014

Dieci libri che...


E va bene, anche io sono stato colpito dalla catena che va per la maggiore su Facebook: dieci libri che...

Accetto per una volta la sfida e ne approfitto per scolpirla in un post del blog. Questo significa che non solo vi sorbirete la lista, ma anche i miei commenti per ognuno dei libri. Non sono sicuro che nell'elenco che segue siano in ordine casuale, ma non mi starei troppo a preoccupare.

L'arte di amare - Erich Fromm

Se c'è un libro che non posso proprio fare a meno di inserire in una lista del genere questo è l'Arte di amare di Fromm. Non so contare le volte che l'ho letto e quelle che l'ho regalato. Potete condividerne i contenuti o meno, ma penso che sia una lettura imprescindibile. 
Ci sono libri che hanno la potenzialità di cambiare le persone, o quanto meno di farle riflettere profondamente. Questo è di certo uno di loro.



La mano sinistra delle tenebre - Ursula Le Guin

Se il libro precedente mi ha fatto molto riflettere sull'amore, questo ha fatto lo stesso effetto su di me per quanto riguarda la sessualità, il "genere". L'autrice ci mette di fronte a un mondo dove c'è solo un genere sessuale: ogni persona può assumere ruolo maschile o femminile, perfino partorire. Questo semplice trucco narrativo cambia ogni cosa. Mi sono trovato molto spesso a pensare quanto il nostro mondo sia pervaso dalla differenza di genere, come sarebbe diverso se questa non ci fosse. Già solo questo basterebbe a fare di questo libro una lettura necessaria, ma c'è molto di più. Purtroppo difficile da reperire, se lo adocchiate su una bancarella non fatevelo scappare.

Moby Dick - Hermann Melville

Che vi devo dire, sarà perché è stato uno dei primissimi libri che ho letto, sarà perché si tratta davvero di un capolavoro, questo è un libro che non si può non leggere. Quando ho bisogno di autostima perché mi fanno una brutta critica vado a visitare la sua pagina Amazon e mi rileggo la recensione a una stella che gli hanno affibbiato. Perbacco se a Moby Dick danno una stella io ne merito zero, no dai, meno di zero. Se l'avete letto da piccoli è ora di rileggerlo.



L'aggressività (Il cosiddetto male) - Konrad Lorenz

Mi rendo conto che questo tipo di libri difficilmente trova posto in queste liste, ma credo che almeno uno dei notevoli volumi di Lorenz vada rappresentato. Questo è stato il primo che ho letto, nella sua versione precedente intitolata "Il cosiddetto male", ma tutti sono interessanti e fonte di riflessione. Provate anche "Il declino dell'uomo", "L'anello di re Salomone" e gli altri.




Il colore della magia - Terry Pratchett

Questo libro è qui a rappresentare tutta l'opera di Terry Pratchett, un autore che amo e di cui ho letto moltissimo (non posso dire tutto perché la sua produzione è piuttosto vasta). Adorabili le sue storie, deliziosa la sua ironia. Avrà sempre un posto speciale nel mio cuore.
Se volete conoscerlo questo è il libro da cui iniziare, ma vi avviso, crea dipendenza.




Il sole nudo - Isaac Asimov

Anche questo libro è qui a rappresentare l'intera opera del suo autore. Ho scelto questo romanzo perché lo ritengo molto interessante, fonte di riflessione, nonché piacevole da leggere. Se doveste però avvicinarvi per la prima volta ad Asimov, non vi farei iniziare con questo volume, ma consiglierei semmai di seguire la cronologia dei cicli, partendo da quello della Fondazione. Credo tra l'altro che non occorra amare la fantascienza per apprezzare Asimov.



Fontamara - Ignazio Silone

In questo caso si tratta di una delle letture della mia adolescenza, un libro che a mio parere mantiene la sua forza e la sua attualità nonostante sia passato davvero tanto tempo dalla sua scrittura. Silone va letto tutto e mi chiedo a volte, quando scopro che a scuola assegnano come letture testi di autori stranieri, se davvero non abbiamo voglia di attingere all'enorme patrimonio presente in casa nostra. Leggetelo, vi sorprenderà.



Se questo è un uomo - Primo Levi

A questo punto comincerete a maledirmi. Accidenti a te Mario, ma tutte letture pesanti, tristi, di autori dell'altro secolo? Che vi devo dire, se mi si chiede di elencare libri che rappresentano per me delle letture importanti, che consiglierei ad altri, mi viene spontaneo mettere questi titoli. Non credo che questa roba diventerà mai vecchia, purtroppo. Non penso che dovremmo sottrarci alla lettura di un libro solo perché ci mette a disagio, anzi credo che un libro come si deve dovrebbe sempre destabilizzare un pochino il lettore, mettere in dubbio le sue certezze, farlo fermare durante la lettura per pensare.

De bello gallico - Giulio Cesare

Provare per credere, vale la pena leggerlo e ve lo dice uno che se l'è divorato da ragazzo. Consigliata naturalmente la versione con traduzione e originale affiancati, se vi volete dilettare a sbirciare il latino ma non siete in grado di leggerlo direttamente. Fate conto sia un romanzo, date una sforbiciata alle esagerazioni numeriche del buon Cesare, e godetevelo.




Romeo e Giulietta - William Shakespeare

A costo di apparire banale devo inserire questo libro, anche in questo caso a rappresentare l'intera opera del suo autore. Commedie e tragedie sono parimenti godibili, anche su più livelli, come semplici e piacevoli letture o approfondendone la genesi e i significati più profondi. Davvero, non scherziamo, se non avete letto Shakespeare non avete letto niente.




Mi sembra di essere arrivato a dieci e naturalmente si potrebbe andare avanti, giacché mancano in questa lista autori che avrebbero pari diritto di comparirvi, ma il tempo e lo spazio sono tiranni e il gioco in fondo era proprio questo: pescare dalla propria mente quei volumi che più rapidamente si fanno strada tra i nostri ricordi.

Sperando di non avervi deluso o annoiato...