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martedì 26 aprile 2016

Indie Way - Strumenti e preparazione - 1


Indie Way - Strumenti e preparazione - 1

Nel mio modo di vedere le cose il processo di pubblicazione per un autore indipendente deve essere il più semplice possibile. Meno orpelli e variazioni ci sono, meno possibilità abbiamo di introdurre errori o trovarci di fronte a situazioni per noi difficili da risolvere. In genere per arrivare a questo risultato ci saranno necessari alcuni tentativi, qualche fallimento, qualche modifica e riciclo. Poiché in molti di questi errori e ricicli io ci sono già passato, cercherò di fare in modo che voi possiate evitarli. Può darsi che vi capiti qualche altro problema che io non ho dovuto affrontare, e questo eventualmente dovremo vederlo caso per caso. L'obiettivo comunque rimane quello di procedere in maniera semplice, arrivando a un risultato di buon livello rapidamente e senza errori.

Come capita spesso nelle attività umane, partire bene riveste un'importanza assoluta. Prima di spiegare come si arriva a pubblicare il vostro testo nei vari circuiti, vediamo quali caratteristiche deve avere per poter limitare le possibilità di complicarci la vita.

Ricordo che fino al momento di affrontare le altre possibilità di pubblicazione assumeremo che il nostro obiettivo sia rendere disponibile il nostro libro su Amazon, come digitale tramite KDP e come libro cartaceo tramite Createspace.

Preparare il testo

Mi rendo conto che qui siamo su un terreno minato. Dire a un autore che strumento deve usare per scrivere è un azzardo piuttosto grave. Così eviterò di metterla in questi termini, scrivete pure come vi pare. Quello che conta tuttavia è che, al momento di andare a pubblicare il vostro testo, questo dovrebbe essere disponibile in formato Microsoft Word.

Non è necessario che possediate il programma, purché siate in grado con il vostro personale strumento di produrre un documento formalmente corretto in formato Word. Come ho già detto in precedenza, ci sono altri modi e altri formati che si possono usare, ma questo è quello che io ho trovato più semplice per raggiungere il mio scopo.

Se lavorate con Word inoltre, dovrete prestare attenzione a utilizzare le sue capacità di formattazione del testo nel modo giusto. Questo si sintetizza in una frase: utilizzate gli stili e non formattate niente in maniera manuale. Un romanzo "normale", che non contenga illustrazioni e non preveda l'uso di font o elementi grafici particolari, può essere formattato utilizzando una manciata di stili. Se lavorerete in maniera semplice e pulita potrete preparare direttamente il vostro documento formattato per la stampa su cartaceo, e utilizzare lo stesso, senza alcuna modifica, per alimentare KDP e generare il relativo e-book.

Molti pensano che sia necessario eliminare la numerazione delle pagine, le testate, le note e altri elementi, ma in realtà il programma di importazione del file Word di KDP è in grado di gestire tutto questo in autonomia, se il documento è formattato in maniera pulita.

Utilizzate gli stili dei paragrafi, sono sufficienti per tutto. Le impostazioni della pagina, i margini e le dimensioni, fatele in funzione della stampa su carta. KDP le ignorerà. I salti pagina legateli ai paragrafi, per esempio legandoli allo stile del paragrafo che è titolo di capitolo. Non inseritene se possibile manualmente nel testo. Usate le caratteristiche dello stile paragrafo per evitare che rimangano righe isolate o per forzare un paragrafo assieme al successivo. In questo modo la stampa avrà la forma che vorrete e lo stesso file potrà essere importato in maniera pulita da KDP.

Vedremo più avanti come si può verificare in maniera veloce se ci sono problemi di importazione. In questo caso vedrete che quasi sempre avrete fatto qualcosa di strano, che non è gradito a KDP. A me ormai non capita quasi più, una volta imparato a formattare il documento nel modo giusto questa attività diventa molto semplice.

Per ora vi basti sapere che:

potete usare qualsiasi strumento per scrivere, purché sia possibile poi trasformare il vostro libro in un documento Word;
dovete formattare il documento Word usando gli stili e mantenendo la struttura il più pulita possibile, con poche formattazioni particolari che esulino dagli stili utilizzati;
In generale io utilizzo uno strumento che mi renda libero nella creatività nella fase di scrittura (Scrivener), e passo a Word nella fase successiva alla prima bozza, quando per capirci si fanno revisioni ed editing. A questo punto formatto già il documento in funzione della stampa dello stesso e lo faccio in una maniera semplice e pulita in modo che lo stesso possa essere subito disponibile per KDP.

Vedremo più avanti che in realtà si potrebbe delegare a Createspace la creazione dell'e-book. Io non lo faccio, un po' per abitudine, un po' perché preferisco avere un controllo migliore sul risultato e infine perché, anche se di recente questo non avviene, a volte ho voluto variare i contenuti tra versione cartacea e digitale, cosa possibile modificando il Word per il cartaceo e creando da questo una versione modificata per KDP.

Poiché più di mille parole può rendere un esempio, ho creato un documento Word minimale con un frammento di racconto, formattato nella maniera che vi ho descritto, con stili già definiti (che potete cambiare) e formato pagina adatto alla pubblicazione con Createspace (5.25 x 8 pollici). Su misure e formati Createspace torneremo al momento giusto. Per ora il file di esempio può farvi capire quanto ho spiegato fin qui sull'utilizzo di Word per la preparazione del libro in funzione della pubblicazione Createspace + KDP. Potete scaricarlo seguendo questo link.

Con questo considero, almeno per ora, esaurito il tema strumento di scrittura.

C'è un altra serie di attività che è opportuno fare preventivamente. Sono attività una tantum, le potete fare in anticipo e una volta eseguite rendono possibile pubblicare in maniera estremamente veloce. Si tratta dell'iscrizione e della configurazione degli account Createspace e KDP. Sarà questo il tema delle prossime puntate.

domenica 10 aprile 2016

Indie Way - Un corso per tutti

Pubblicare un libro in autonomia è ormai operazione alla portata di tutti. Ciò nonostante sono sempre molte le persone che si rivolgono a case editrici a pagamento pur di avere la gioia di stringere tra le mani un bel volume con il loro nome in copertina. Qualche volta la spesa può essere giustificata, ci sono infatti servizi a pagamento trasparenti e di buona qualità, ma molto spesso non lo è, almeno se si considera ciò che si ottiene in cambio. Ecco dunque che esiste tutta una serie di situazioni in cui poter stampare un volume in autonomia può essere una scelta sensata.

Va chiarito comunque che, se la pubblicazione indipendente di un libro non fa di noi degli scrittori, pagare qualcuno che ci prenda in giro dicendo che lo siamo non migliora certo questo dato di fatto.

Questo corso sarà indirizzato a tutti coloro che vogliono trasformare un documento in un libro, senza entrare nel merito del perché lo si faccia. Tutto considerato le ragioni potrebbero essere molteplici e non mi interessa più di tanto elencarle tutte. Anche se l'orientamento generale sarà quello di mantenere il processo quanto più semplice sia possibile, questo non sarà fatto sacrificando la qualità del risultato finale. Di volta in volta, oltre alla metodologia alla portata di ognuno, potranno essere indicate vie alternative, magari più complesse, o magari solo più costose, per ottenere un risultato più vicino a quello che può ottenere una piccola realtà editoriale.

Il corso si svilupperà in una serie di articoli che affronteranno la pubblicazione secondo il mio personale approccio. Non so se si tratta della metodologia migliore, ma è la mia, ha una sua semplicità e funziona molto bene per le mie esigenze. Probabilmente andrà bene per molti di voi, mentre altri potranno fare variazioni in base alle loro specifiche necessità. Ecco di seguito, a grandi linee e con riserva di variare la scaletta, gli argomenti che andrò a toccare. Ogni tema potrà essere sviluppato in uno o più articoli.
  • Strumenti e preparazione
  • Pubblicare un eBook su Amazon KDP
  • Pubblicare un libro su Createspace
  • Stampare un libro con Lampidistampa
  • Pubblicare un eBook su Google Play
  • Pubblicare con Streetlib
Ci sono alcune scelte già fatte in questo mio piano. Decisioni che ho preso e che verificherò mano mano durante la stesura delle rispettive lezioni. Per queste scelte verrà data giustificazione, ma non sono di per sé in discussione, proprio in quanto personali. Come detto sopra, chi non le condividesse può sempre partire da quanto ho spiegato e esplorare le alternative che ho scartato, provandole personalmente. Sono comunque ben accetti suggerimenti, consigli, critiche e richieste.

I post saranno pubblicati sia su questa mia pagina personale, in una sezione dedicata del menu, sia nel mio blog. Vi consiglio di iscrivervi alla newsletter dove verranno annunciate le nuove puntate mano mano che saranno realizzate e messe a disposizione.

giovedì 31 marzo 2016

Impressioni di lettura: Anna di Cetta De Luca

Dopo aver letto "Quella volta che sono morta", non sapevo bene cosa aspettarmi da questo libro di Cetta De Luca. Ero dunque abbastanza preparato ad affrontare qualunque cosa. Nonostante questo, è riuscito a sorprendermi.

Anna, infatti, non assomiglia affatto al libro che ho citato sopra. Neanche nello stile di scrittura, meno che mai nel tipo di storia. Ma diciamolo, non ho di che lamentarmi.

Vi ho detto quello che non c'è. Era la parte più facile. Perché per parlare di quello che c'è, nonostante le dimensioni ridotte del libro, non certo un tomo da mal di testa, ci vorrebbero forse più pagine di quelle di cui lo stesso è composto. Perché è così, quando le parole fanno bene il loro lavoro, il compito di commentarle si fa complesso.

Ma provo a dare un'idea. Prima di tutto bisogna tornare indietro di quasi cento anni. Un'avventura, specialmente per chi è più giovane di me. E Cetta ci fa entrare nelle scarpe di una donna di allora, per la verità un po' speciale, ma in quel modo in cui lo dovevano essere in molte. E si inizia la danza. Che è fatta di una storia d'amore, incerta e sofferta all'inizio, poi improvvisamente felice. Fatta di vita quotidiana, di politica dell'uomo comune, di gesti antichi, di riti. Fatta di grandi e piccoli errori, e tragedie, e guerra.

Fatta soprattutto dell'attesa, della sospensione di una amore, dell'orgoglio di Anna, in un miscuglio incredibile che solo nella vita vera si può osservare, e più di rado nei romanzi.
Una storia che si fa leggere, scritta con un stile che già di suo ci riporta indietro nel tempo, per farci in qualche modo un po' rivivere certe passioni, certe sofferenze, certe situazioni che dobbiamo cercare di non ritrovarci ad affrontare in futuro. Ma in questo tuffo nel passato i personaggi assumono caratteristiche di assoluta modernità, perché in fondo, con schemi di comunicazione diversa, con modi e riti del tutto scomparsi, gli uomini e le donne di allora non provavano certo sentimenti di altra natura da quelli che oggi proviamo anche noi.

Lettura gradevole che mi piace associare a quella fatta di recente del libro di Marco Proietti Mancini, "Da parte di padre", un po' perché anch'esso ci riporta indietro nel tempo, un po' per lo stile narrativo che esplora con arte sentimenti e luoghi.

Su questa autrice "indie e non solo", finirò per tornare ancora. Nel frattempo leggetevi Anna.

martedì 2 febbraio 2016

Quattro chiacchiere su Sad Dog Project

Grazie a Leonardo Vannucci che ci ha voluto con sé, ecco un lungo ma spero interessante video dove io e tre amici autori parliamo del nostro progetto editoriale Sad Dog Project.

Purtroppo, o per fortuna, il mio chrome ha un'antipatia per youtube e così il mio video quasi mai viene attivato durante la diretta, potrete però godere della mia vocina.


mercoledì 21 ottobre 2015

Un manifesto per gli autori #Indie

Alcuni giorni fa sono stato coinvolto da un gruppetto di amici autori nel lancio di un manifesto degli autori indie e volentieri mi sono associato a loro poco prima della sua pubblicazione.

Questo articolo racconta le mie riflessioni su questo tema. Lo scrivo consapevole di avere una visione limitata di questo mondo, di essere un amatore della scrittura, non certo un professionista e con la convinzione che alcuni editori, piccoli e meno piccoli, facciano un gran lavoro, con passione e con dispendio di energie e denaro.

Prima di tutto inserisco di seguito il testo del manifesto, libera traduzione da quello di Orna Ross, fondatrice e direttrice dell'ALLI (Alliance of Indipendent authors) e il link alla pubblicazione originale dello stesso sul blog dell'amica Cetta De Luca. Quindi cercherò di spiegare come lo interpreto.

Io sottoscritto dichiaro:
Che mai rinuncerò alle migliori opportunità di pubblicazione per gli autori e non permetterò all'industria editoriale di rinnegare le proprie responsabilità verso scrittori e lettori.
Pubblico i migliori libri di cui sono capace. Prima di farlo, ho imparato a soddisfare gli standard della pubblicazione industriale nella progettazione, formattazione, produzione, marketing e promozione del mio libro, e in seguito ho pensato a come spingermi in modo creativo oltre questi limiti. Nel fare del mio meglio, mi do anche il permesso di commettere errori, fallire, riprovare e fallire meglio.
Pubblico in tutti i formati e scelgo le piattaforme in modo da poter diffondere il mio lavoro nel modo più ampio possibile.
Decido autonomamente la pubblicazione delle mie opere avvalendomi degli strumenti tecnologici necessari per realizzare i libri in formato digitale. Quando lo ritengo opportuno decido anche di pubblicare la mia opera in cartaceo, sempre con l’obiettivo di renderla fruibili al maggior numero di persone.
Riconosco di essere più flessibile e più vicino al lettore di ogni altro operatore del settore. Proprio per questo invito quelli che si sentono minacciati dal self-publishing a ripensarci e a rivedere il loro pensiero nei confronti degli autori indie.
Non chiedo a nessuno il permesso di pubblicare, né una pacca sulla spalla, né un contratto che offende le mie competenze e il pubblico dei lettori. Invece, pongo domande sul modo in cui i servizi editoriali a pagamento e gli editori commerciali potrebbero meglio sostenere gli autori e servire i lettori.
Sono consapevole della mia posizione privilegiata in quanto sono autore ed editore di me stesso e proprio per questo posso permettermi, di pensare e ripensare il “libro” fino a che non sarò soddisfatto del mio lavoro. Una consapevolezza che mi accompagna in tutti i miei rapporti con gli altri professionisti dell’editoria e che si traduce in un vantaggio per me, per gli altri autori e per i lettori.
Sono orgoglioso del mio status di autore auto-pubblicato.

La prima cosa da dire su questo manifesto è che si tratta di una dichiarazione di forte impegno, da parte di chi lo sottoscrive, a lavorare in modo corretto allo scopo di produrre il migliore risultato possibile. Un impegno che l'autore indie si prende in prima persona, senza la possibilità di delegarlo ad altri. Questo però non significa che un autore indie si precluda la possibilità di pubblicare con editori in cui ha fiducia. Molti di noi lo hanno fatto e lo faranno, quando questo consenta di diffondere al meglio il nostro lavoro.

La seconda cosa che voglio evidenziare è come questa dichiarazione, anche se seguita alla lettera, non garantisce che il prodotto di tanti sforzi piaccia al lettore. Che sia buono da un punto di vista artistico. Sul piano formale e tecnico ci prendiamo un impegno a fornire un prodotto confezionato in maniera professionale, che sia da questo punto di vista paragonabile a quello fornito dalle migliori case editrici. Sul contenuto invece promettiamo di fare il nostro meglio, di lavorare in maniera corretta, di comportarci insomma come dei piccoli editori di noi stessi. Ma non possiamo promettere che i nostri libri piaceranno al lettore. Credo che nessuno possa fare tale promessa in buona fede, neanche i più grandi editori e gli autori più rinomati. 

Anche così, non tutti gli autori potranno sinceramente sottoscrivere questo manifesto. Persino qualche editore potrebbe trovarsi in difficoltà, almeno a giudicare dalla qualità formale di certe cose che vengono pubblicate. Se devo essere sincero nel leggerlo mi è venuto qualche dubbio, mi sono dovuto fare qualche domanda, un esame di coscienza, per così dire. E il risultato non è stato del tutto soddisfacente. Sono di certo e da tempo su quella strada, ma non posso dire di essere arrivato alla fine di questo percorso. Tuttavia mi sento di poter prendere un impegno in tal senso.

Non è un impegno solo verso chi ci legge, ma anche nei confronti degli altri autori indie. Perché ogni volta che un lettore apre un nostro lavoro e dopo poche pagine gli viene voglia di buttarlo, e magari lo fa, tutti noi che crediamo in questo modo di pubblicare ne riceviamo un danno. Se un nostro libro non piace a tutti non è un problema, ma se nelle prime pagine ci sono errori grossolani, che non meritano la definizione di refuso, se la copertina trasmette la netta impressione di non essere professionale, se la storia non ha né capo né coda, allora dovremmo ammettere di non aver rispettato questo patto.

Nel tempo il problema di essere identificati come autori di qualità nonostante la nostra scelta di essere indie è stato sempre molto sentito. Si è tentato in vari modi di affrontare il problema, associandoci insieme in modo da garantire una sorta di filtro di qualità, raccogliendo consensi individualmente e in tanti altri modi ancora. Questo manifesto è un segnale di questo tipo, non risolve nulla di per sé, ma spinge noi stessi a impegnarci in maniera consapevole, perché alla fine quello che conta è lavorare bene e produrre un risultato che possa trovare il favore di chi ci legge. E questo si ottiene solo lavorando in maniera professionale, non improvvisata, determinata e costante, senza tuttavia pensare di essere migliori di altri, degli editori in particolare, solo per il fatto di essere indie.

La discussione è aperta, tutte le idee sono benvenute.





martedì 15 settembre 2015

Impressioni di lettura: "L'amore in sospeso" di Flaminia Mancinelli


Alcuni libri sono facili da leggere, scorrono via veloci e la lettura trascina con sé anche gli affanni quotidiani, ci portano in mondi fantastici coinvolgendoci in maniera tanto piena da farci dimenticare tutto il resto.

Altri invece aprono squarci su qualcosa che forse avremmo preferito non vedere. Ci afferrano e senza preavviso ci trascinano nella sofferenza, nel dolore. Quando ci si trova in questi mondi il cammino è di certo meno rilassante, più difficile, eppure non meno utile. A volte solo attraverso la rappresentazione del dolore altrui riusciamo a capire il nostro stesso disagio.

"L'amore in sospeso" è un libro che appartiene a quest'ultimo gruppo. Mi ha sorpreso, perché dopo "Omicidi all'ombra del Vaticano" non mi aspettavo niente del genere. Che contrasto! Una frazione delle pagine di quello, ma che differenza. Questi fogli me li immagino come intrisi di sangue, di lacrime e sì, anche di sudore. Parole che hanno aspettato così a lungo per farsi trovare e ora gridano finalmente libere. Urlano, non sussurrano, urlano anche quello che si vuole vada appena pronunciato, sommessamente. Ma sono urla salutari, è sangue e sudore che bruciano e vivono. Che alla fine trovano una strada per emergere e creare persino una speranza.

Questo libro parla di amore. Anzi, degli amori. 
Quello tra una figlia e una madre, che nonostante tutto, malgrado tutto è pur sempre amore. Sofferto, combattuto, contrastato e in qualche modo sfortunato, ma amore.
Parla dell'amore carnale, quello fatto solo di sesso. Egoista o fin troppo generoso. 
Pur sempre amore.
Parla dell'amore che brucia, che non accetta ragioni, che esige le sue vittime e i suoi riti.
Ed è comunque amore.
Parla infine, con tutto se stesso, dell'atto d'amore che è stato necessario per scriverlo.

Questo è un libro che se potessi tornare indietro leggerei di nuovo, ma che andando avanti mai più leggerò. Un libro che vale la pena di leggere, ma di certo non facile.
Se l'amore vi fa soffrire dovreste leggerlo, se non credete nell'amore, dovreste leggerlo, se non pensate che un indie possa scrivere qualcosa che valga la pena di leggere, dovreste leggerlo. Se vi fa un po' paura... dovete leggerlo.

martedì 17 febbraio 2015

Impressioni di lettura: La grande menzogna di Antonella Sacco

Quando un'amica pubblica un nuovo lavoro è inevitabile leggerlo, e grazie al cielo nella maggior parte dei casi è anche molto piacevole farlo.

Questo è uno di quei casi in cui ho provato davvero gusto nella lettura. Già la copertina ci introduce bene al racconto, un bel nero compatto che fa da sfondo e questa maschera che non si capisce bene chi sia. Colore che si addice alla narrazione. Potrei dire che è un giallo, visto che il morto (o morti) è presente. Sarebbe forse limitativo. Anche il mistero dell'identità della maschera riflette bene il mistero che attraverserà tutta la storia. Mistero che non solo riguarda il caso di cui si tratta, ma più in generale richiama una delle domande essenziali della nostra vita.

Come già mi era capitato con un altro libro di Antonella anche in questo caso si parla di scrittura. Stavolta però non c'è uno scrittore al centro della vicenda, ce ne sono almeno due. O tre. Forse. E c'è una bella rappresentanza del mondo che gira intorno alla scrittura, con tutti i suoi meccanismi perversi che si delineano.

Un racconto particolarmente interessante quindi per chi scrive, ma anche per chi si limita a leggere e godersi le storie che altri hanno voluto mettere nero su bianco.
Devo dire che me lo sono letto con gusto crescente man mano che andavo avanti, preso quasi nello stesso vortice che avvince il lettore raccontato. Buffo davvero descrivere se stessi leggere la storia di uno che legge la storia di uno che scrive la storia di uno che scrive. O qualcosa del genere. No, tranquilli, non c'è confusione, è tutto lineare e perfetto, la storia fila via liscia come l'olio trascinandovi con lei fino al suo epilogo.

Quale sia dovrete naturalmente scoprirlo da soli, il libro come sempre disponibile in e-book ha un costo irrisorio e vale la pena assaporarlo al posto di un caffè, o se siete ricchi, insieme. Ancora a chiedermi il finale? Inevitabile direi, e anche giusto. 




giovedì 5 febbraio 2015

Cosa bolle in pentola (Gennaio 2015)

Inizio ringraziando la mia amica Elisa, raffigurata qui accanto in una bella foto. Non appena l'ho vista ho pensato che una ragazza che legge un libro è davvero bella da vedere, e ancora di più da frequentare. C'è qualcosa di intimo e familiare nella lettura, ma c'è anche passione e questa foto rende bene l'idea. Grazie Elisa per avermi consentito di utilizzare la tua immagine qui, un bacio e un abbraccio.

Procediamo quindi con il solito elenco delle attività dell'ultimo mese. Avrete notato che ho deciso di cambiare la nomenclatura, da adesso in poi il mese citato nel titolo sarà quello appena trascorso. In questo caso quindi, Gennaio.

Baby Boomers (titolo da rivedere)

Se ne sta lì buono buono ad aspettare che io riprenda a lavorarci. Forse Febbraio sarà il mese giusto per rimetterci mano.

Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Procede la preparazione del plot, lentamente.

Racconti Rifiutati (anche no)

Come temevo i racconti che ho prodotto nell'ultimo anno non hanno caratteristiche comuni e quindi è impossibile caratterizzare la raccolta con un genere o un tema. Devo ancora decidere se me ne frego e pubblico lo stesso, oppure se scegliere un tema o un genere che già accomuna almeno qualcuno dei racconti e aggiungere altro materiale da scrivere nei prossimi mesi.

In pratica un mese estremamente pigro con davvero poco lavoro fatto nel campo della scrittura. Siamo al blocco? Non direi, in realtà continuo a macinare mezze storie, idee, paragrafi e capitoli sulle cose già iniziate. Mi manca un po' la voglia di finalizzare qualcosa. Forse è semplicemente il bisogno di finire Baby Boomers (o come deciderò di chiamarlo) prima di affrontare davvero un'altra storia. Vedremo nelle prossime settimane e mesi cosa succederà.

Intanto c'è da dire che al BUK di Modena sarà presente la Gainsworth Publishing che il 21 febbraio presenterà tra le altre cose anche l'antologia "Occhi di drago" nella quale sarà presente un mio racconto dallo stesso titolo.

Letture

Veniamo alle letture di Gennaio:

La fragranza dell'assenza - Concetta D'Orazio (impressioni di lettura)
Anno XIII - Uriel Fanelli (impressioni di lettura)
SteamLily - Michael Tangherlini (impressioni di lettura)
Le apparenze manipolate - Dominique Valton (impressioni di lettura)

Un po' sotto la media per raggiungere il mio target di letture annue, ma c'è da considerare che posso recuperare terreno durante le ferie :-)

lunedì 2 febbraio 2015

Impressioni di lettura: Le apparenze manipolate di Dominique Valton

Mi piacciono molte cose in questo libro. La prima è il suo non appartenere a un genere preciso. Mi fa simpatia perché neanche io quando scrivo riesco a stare sempre in un genere. Potrei dire che è un thriller, o un giallo, o un noir, ma poi dico chissenefrega, appartiene di certo al genere "libri belli".

L'altra cosa che mi piace è che è breve, eppure per leggerlo ho impiegato più tempo di tanti libri più lunghi. E questo nel mio caso è un bene, qualche volta. Perché se è vero che quando un libro mi piace lo leggo di un fiato, il più rapidamente possibile, è altrettanto vero che quando un libro mi piace ma al tempo stesso ha spessore, ha elementi da digerire, mi colpisce, la lettura si fa lenta, o meglio, si infarcisce di pause in cui riflettere e ragionare.

E così è stato per questa storia. Tante cose su cui ragionare, tanti pensieri da fare, tante riflessioni, tanti paralleli con le mie esperienze dirette e indirette. Si può anche leggere di un fiato, ma poi tocca rileggerlo, almeno un'altra volta, se basta. Anche leggendolo lentamente come ho fatto, mi viene già voglia di riprenderlo in mano e fare un secondo giro.

Mi piace anche come finisce, ma per evitare spoiler non vi dirò altro. Anche qui, molte tristi considerazioni seguono il momento in cui chiudi il libro ormai finito.

Insomma ve lo consiglio caldamente e spero davvero che Dominique abbia nel cassetto altre cose da farci leggere, o almeno stia pensando di scriverne ancora. Chiudo ringraziando la mia amica Flaminia che me lo ha fatto scoprire e a cui auguro ogni bene.

venerdì 30 gennaio 2015

Impressioni di lettura: Steamlily di Michael Tangherlini

Di Michael Tangherlini avevo già letto Venus at the mirror e potete consultare le mie impressioni su quel testo nelle pagine di questo blog. È stato quindi con piacere che ho letto questo secondo libro, sia in anteprima direttamente dall'autore, sia ora nella sua versione definitiva.

Anche se in apparenza la protagonista può sembrare la stessa del libro già citato (stesso nome, stessa morfa, carattere volitivo e ribelle) credo che dovremmo pensare a una Lily diversa, quanto meno a una Lily parallela.

L'ambientazione in questo caso è steampunk, il tempo un ottocento ucronico dove si sviluppa tutta l'avventura e in cui i personaggi sono morfi, ovvero animali antropomorfi. I destini di personaggi del tutto immaginari si intrecceranno con quelli di personaggi storici, ma ovviamente con sviluppi diversi da quelli che conosciamo. Prendiamo per buono questo particolare universo, senza farci ulteriori domande (per il momento) e godiamoci la storia, un'avventura con caratteristiche tali da renderla a mio avviso una lettura adatta anche ai ragazzi, sia per la trama, sia per la delicatezza con cui la narrazione si sviluppa.

La cosa che mi affascina in questo caso è proprio l'ambientazione. Un po' per lo sfondo steampunk che ha sempre un certo fascino, un po' per l'utilizzo dei morfi che si presta a giocare molto con la fantasia. Se fossi un disegnatore difficilmente resisterei alla tentazione di ispirarmi a questa ambientazione. La trovo insomma assai intrigante.

Se in Venus at the mirror attorno all'essere morfi si sviluppava un interessante intreccio che ci faceva riflettere sulla diversità, in SteamLily essere morfi è invece assolutamente normale, tutti lo sono e quindi questo non rappresenta più un elemento di conflitto. Tuttavia Lily è comunque una diversa, per il rifiuto di adeguarsi ai suoi bigotti contemporanei sia nell'abbigliamento, sia, tanto meno, nel pensiero.

Forse più leggero questo racconto rispetto al primo, ma comunque piacevole da leggere e con qualche finezza e ricercatezza che non è sempre immediato cogliere. In definitiva una bella lettura, molto curata anche negli aspetti puramente editoriali.

Ho contattato Michael e gli ho fatto alcune domande a cui ha voluto gentilmente rispondere, ecco di seguito il risultato.

D. Ciao Michael, parto subito con una domanda difficile, ma come ti è saltato in testa di scrivere? Raccontaci un po' di te.
R: Ciao Mario! E' una domanda strana e potrei rigirartela contro.  Scrivo, in un modo o nell'altro, da quando ho circa 8 anni. Ho iniziato sviluppando con mio padre una storiella inventata in occasione di un tema scolastico, ho scribacchiato qualche fetenzia in adolescenza e ora sto cercando di farlo in modo più concreto e oggettivo. Non so dirti il perché lo faccia: ho solo delle idee in testa che voglio mettere per iscritto e condividere.

D. I morfi non sono una novità assoluta ma mi ha colpito molto in Venus at the mirror il modo in cui l'hai sfruttata per mettere in risalto i problemi legati alla diversità. Potevi usare altre modalità per affrontare lo stesso tema, come mai proprio i morfi e perché un tasso?
R: "Perché mi piacciono" può contare come risposta? Sono dei personaggi che disegno molto frequentemente (per usare un eufemismo), e nel farlo ho pensato che avrebbero potuto funzionare bene anche per parlare della diversità nel mondo. In effetti possono agire come una sorta di "amplificatore" della diversità: invece di avere molti gruppi etnici umani diversi, si può attingere alla diversità animale che è sicuramente più ampia.
Per quanto riguarda la seconda domanda... perché sì. Ho sviluppato per motivi del tutto diversi da quelli trattati nel romanzo il personaggio di Lillian anni fa, e quando si è trattato di sceglierne la specie ho semplicemente preso il primo animale che mi passava per la testa. Attorno a casa dei miei, a proposito, di tanto in tanto se ne vedono girare, quindi penso sia stata una scelta abbastanza azzeccata. 

D. In SteamLily immergi i morfi in un mondo steampunk, con un risultato a mio avviso eccellente, si integrano molto bene. Come ti è venuta l'idea, ti sei ispirato a qualcosa in particolare?
R: Grazie mille.  In linea generale, per "SteamLily" l'ispirazione principale  è venuta dal film "Steamboy." Ho voluto tentare di scrivere qualcosa di steampunk, ma senza esagerare: è la prima volta che mi cimento col tema e con il setting e non mi piaceva l'idea di strafare. Preferivo concentrarmi su altri fattori, come lo scontro fra le due tipologie di tecnologie in uso ai due gruppi di personaggi in gioco (entrambe reali, fra parentesi, anche se una molto meno palese). Il metterci gli stessi personaggi del mio primo romanzo era solo un gioco. Mi sono chiesto cosa avrebbero fatto in contesto diverso et voilà.

D. Un'altra Lily, o meglio, forse la stessa Lily in un altro mondo. Sei molto affezionato a questo personaggio, la ritroveremo ancora?
R: Sto scrivendo il seguito di "Venus at the Mirror," quindi sì, la si rivedrà. Ma non credo la userò ancora, a meno di non farmi avere altre idee forti riguardo lei e la sua vita: ho altra gente di cui parlare.

D. Come ti sei trovato nel pubblicare in maniera indipendente? Che ci puoi dire di questa esperienza?
R: L'ho trovata per certi versi assai frustrante, e per altri invece molto stimolante. Frustrante perché non posso permettermi un editor, prima di pubblicare, e quindi devo spendere molto tempo a rifinire e rifinire e rifinire prima di rilasciare tutto sul serio perché non mi piace l'idea di mettere in giro qualcosa di meno che perfetto (almeno per me). Un errore che con "Venus at the Mirror" ho commesso e da cui ho imparato più di quel che pensassi. Ma è comunque stimolante perché non solo ti rende totalmente responsabile (nel bene e nel male) di ciò che fai, ma perché ti consente anche un maggior confronto anche con altri autori e con il pubblico, cosa sempre positiva.

D. Ti va di consigliarci un libro che hai letto di recente e ti ha colpito?
R: Attualmente sto leggendo "New York" di Edward Rutherfurd. E' piuttosto anomalo per me, che in genere non amo la fiction storica e preferisco cose più immaginifiche, ma lo sto apprezzando moltissimo per gli insegnamenti e le nozioni che riesce a impartire con una certa leggerezza, semplicemente passando attraverso le vite dei tanti personaggi in gioco. Lo consiglio, davvero.

D. Per chiudere una domanda tradizionale per noi indie. Vuoi rispondere a una domanda che non ti ho fatto?
R: Be', ammetto di non essermi mai "posto una domanda" da solo, quindi... direi di no, le tue sono state domande molto stimolanti, e ti ringrazio del tempo e della tua considerazione. 


martedì 20 gennaio 2015

Impressioni di lettura: Anno XIII di Uriel Fanelli

Uriel Fanelli è forse più conosciuto per il suo blog che per i libri che ha pubblicato, o almeno il percorso con cui sono arrivato a leggere questo suo testo mi ha visto passare proprio attraverso l'esperienza di follower del suo blog.

Per chi lo conosce dirò che il libro riflette molto il suo autore, almeno a mio avviso, perciò se non vi piacesse il suo stile e il modo diretto con cui porta avanti i suoi discorsi, sarà probabile che troverete da ridire anche su alcuni passi di questo libro.

Se invece prenderete il libro per quello che è, un romanzo di fantascienza, ve lo godrete appieno come ho fatto io.
Perché diciamolo subito, è una lettura molto piacevole per un amante del genere, specialmente se apprezza ucronie e fantascienza hard. Specialmente se vi accingete a leggerlo con lo spirito giusto, che è appunto quello di passare un po' di tempo piacevolmente.

Decisamente non è un libro del quale si può raccontare molto senza rischiare lo spoiler, vi invito quindi a leggere su Amazon la sinossi e aggiungo solo che sia la trama che i personaggi sono ben costruiti e nell'evolversi della storia troverete anche qualche spunto di riflessione sui metodi con i quali le società civili gestiscono i loro problemi (e su quelli che non utilizziamo).

Una lettura forse non proprio politicamente corretta ma comunque divertente, veloce, che mi sento di consigliare agli amanti del genere.

Un autore di cui cercherò di leggere ancora, se non altro per vedere cosa è stato capace di inventarsi e mettere su carta negli altri suoi libri.

domenica 18 gennaio 2015

Impressioni di lettura: La fragranza dell'assenza di Concetta D'Orazio

Parlare del libro di un'amica è sempre difficile. Non è facile capire quanto siamo influenzati dai sentimenti e quanto invece riusciamo a rimanere razionali. 

D'altra parte non parlarne affatto non sarebbe giusto. Senza contare che io non sono un critico letterario, ma un semplice lettore che vi racconta ciò che prova quando legge, condividendo con gli altri una passione.

Per chi ha letto altre cose di Concetta questo libro non sarà una sorpresa. Per me non lo è stato. Non mi ha stupito che la storia fosse centrata su una donna, così come non mi ha sorpreso scoprire i dolori, le paure, le sofferenze e le speranze di questa donna.

E poi? Amore naturalmente, e anche questa non è una cosa inaspettata. Amore, abbandono, ritorno e un lieto fine che lascia un po' sconcertati, che spinge a fare domande a cui forse dobbiamo darci da soli delle risposte.

Di diverso questa volta c'è un filo misterioso attraverso il quale Concetta ha infilzato come tanti fiori gli episodi di questa storia. Una storia in cui tante persone potrebbero almeno in parte ritrovarsi.

Una bella lettura, nel registro tipico di questa autrice, un po' melanconico, interiore, che affronta problemi tipici della natura umana e tuttavia mantiene sempre e comunque una vena ben viva di speranza e di senso positivo della vita. Il tutto a un prezzo tipicamente indie.

venerdì 9 gennaio 2015

Impressioni di lettura: L'erede della luce di Luca Rossi

Questo è il secondo capitolo di una x-logia, direi come minimo sindacale trilogia, visto che anche questa volta il finale è aperto e presuppone un proseguimento delle avventure che ci hanno accompagnato nel primo e secondo volume. Ma non escludo che saranno di più.

Come sempre Luca dosa con intelligenza gli ingredienti che compongono una formula di successo: avventura, fantasia, sessualità e suspance. Il risultato è apprezzabile e la lettura scorre fin troppo veloce.

Se il primo romanzo della serie poteva essere classificato essenzialmente un fantasy, questa seconda puntata punta più decisamente verso la fantascienza, pur mantenendo una connotazione avventurosa e un'ambientazione che mantengono radici fantastiche. In ogni caso, al di là della collocazione di genere, la lettura è gradevole e la storia ben architettata.

Questa volta ho potuto leggere in anteprima il libro, partecipando al gruppo di beta reader e anche questo è stato divertente. Ringrazio Luca per avermene dato l'occasione e spero di poter partecipare anche al prossimo :-)

Il libro è disponibile gratuitamente per gli iscritti a Kindle Unlimited.

venerdì 26 dicembre 2014

Impressioni di lettura: Io sono morto di Vera Q.

Dopo un rosa ci vuole un nero. Diciamolo!

E quando penso nero penso vera, anzi Vera.

Eccomi qui a commentare un altro racconto di Vera Q. autrice con cui forse condivido non solo le iniziali ma anche una certa affinità per la stessa vena umoristica. Be' la mia prende altre pieghe, ma solo perché sono troppo buono per farvi del male.

Questo è un racconto che mi ha molto divertito e che mi ha ricordato un pochino un autore che adoro, Terry Pratchett, sia per questo giocare con morte e divinità, sia per l'umorismo. Lo so, sto bestemmiando, ma che vi devo dire, questo mi è venuto in mente e questo vi dico, sinceramente.

Niente da dire per il resto, per ora la ragazza non mi ha mai deluso, qualsiasi sia il genere che affronta, sempre che si possa attribuire un genere a certi racconti.

Concludo dicendo che "Io sono morto" mi è piaciuto più di 2017, e che spero vivamente di non essere deluso dal prossimo, visto che l'ho già preso :-)




venerdì 19 dicembre 2014

Arrivano gli ISBN per gli autori indie

Mi è appena arrivata una news da ISBN.it, eccovi il testo:

NASCE UN NUOVO PREFISSO PER L'ITALIA  
Da gennaio 2015 il nuovo prefisso nazionale 979-12 si affiancherà al prefisso 978-88 attualmente utilizzato per identificare l’area di lingua italiana all'interno dello standard ISBN. 
Il nuovo prefisso identificativo potrà essere utilizzato da gennaio ESCLUSIVAMENTE per il nuovo servizio di assegnazione riservato all'authorpublishing, cioè agli autori che pubblicano autonomamente le proprie opere.
Solo quando le numerazioni di codici ISBN con il prefisso 978-88 saranno esaurite, il prefisso 979-12 verrà rilasciato anche per tutti gli altri servizi. Si prevede che questo passaggio possa avvenire nel giro di un paio di anni. 
NUOVO SERVIZIO DEDICATO ALL'AUTHORPUBLISHING   
Da gennaio 2015 l’Agenzia ISBN per l’area di lingua italiana sarà abilitata al rilascio di singoli codici ISBN agli autori che intenderanno auto pubblicare e codificare con lo standard ISBN i propri titoli. 
Il nuovo servizio rilascerà un codice ISBN con struttura 979-12-200-XXXX-X, che permetterà all'autore che si vuole autopubblicare di identificare la propria opera come pubblicata da se stesso. 
Fonte: www.isbn.it

Leggere digitale, tiriamo le somme del 2014

Visto che la fine dell'anno si avvicinava, con l'offerta Amazon Unlimited in ballo, mi è venuta voglia di analizzare le mie abitudini di acquisto per capire se valesse o meno la pena di aderire.

Mi sono quindi spulciato tutti gli ordini di e-book fatti quest'anno su Amazon, li ho inseriti in un foglio elettronico molto semplice e ho fatto qualche somma. Il risultato mi è parso interessante e ho deciso di condividerlo con voi. Da sottolineare in partenza che nella lista non sono compresi tutti i libri (e sono moltissimi) che ho acquistato a prezzo zero in occasione delle offerte gratuite KDP degli indie su Amazon.

Bene, passiamo subito ai dati.

Nel 2014 ho comprato ben 103 e-book, per un totale di spesa di 150.94 euro. Già questo è un dato su cui ragionare. Sono tanti, più di quanti ne abbia letti in realtà, diciamo il doppio, visto che per il 2014 mi attesterò su una media di un libro letto a settimana. Invece come spesa è più o meno quella che ho sempre fatto, solo che ora mi procura un numero enorme di titoli rispetto al cartaceo.

Il secondo dato è strettamente correlato: il prezzo medio è molto basso: 1.47€ per ogni ebook, con ben 70 titoli su 103 che sono costati meno di un euro. C'è da dire che io ho sempre prestato molta attenzione a sfruttare le offerte e i ribassi. Ma significa anche che molti sono stati gli acquisti d'impulso, guidati dal prezzo insignificante (davvero riflettete prima di prendere un caffè al bar? perché quindi dovrei starci tanto a pensare prima di comprare un libro dello stesso prezzo?).

Dunque molti acquisti d'impulso, a prezzi stracciati. Volendo distinguere: 70 sotto un euro, 14 sotto a due, 19 sopra a due euro.

Dati anche interessanti sul fronte self-publishing. Ben 70 su 103 titoli comprati sono in qualche maniera ricollegabili ad autori indie. Questo naturalmente ha molto a che vedere con le mie scelte personali.

Ho quindi analizzato quanti di questi libri ho poi letto durante l'anno. Il totale è 45, non male come lettore direi, ma rappresenta meno della metà dei libri comprati. Da considerare comunque che alcuni titoli li ho comprati avendoli già letti, in particolare molti classici, per il gusto di averli a disposizione sul lettore Kindle e poterli rileggere se volessi. Il collezionista che è in me ha un forte desiderio di avere in digitale tutto quello che ho in carta: missione impossibile, ma quando capita qualcosa lo prendo.

Il passo successivo è cercare di capire se mi convenga attivare l'opzione Unlimited di Amazon. Guardando la spesa totale, 150 euro, si potrebbe pensare che valga la pena, visto che si parla di 120 euro annuali. Tuttavia era necessario indagare oltre.
Ho preso quindi la lista e sono andato a vedere quali di questi 103 titoli hanno l'opzione Unlimited attiva. Risultato? Solo 40 libri ricadevano in questa categoria, per un totale di 46.83 euro. Dunque a ben vedere se avessi avuto questa opzione difficilmente avrei risparmiato, a meno di non volermi limitare fortemente nella scelta delle cose da leggere.

Riassumendo:

Comprati: 103 libri
Spesa totale: 150.94€
Prezzo medio: 1.47€
Libri di autori indie italiani: 70
Libri sotto un euro: 70
Libri sopra due euro: 19
Libri letti: 45
Libri letti autori indie: 38
Libri con opzione Unlimited: 40 per 46.84€

Chi volesse divertisi a curiosare tra i titoli acquistati e letti può andarsi a vedere lo spreadsheet online. Ricordate però che nella mia libreria digitare ci sono moltissimi altri titoli (almeno un altro centinaio scaricati quest'anno) che non ho inserito perché presi quando erano in offerta gratuita.

Spero di aver dato qualche spunto di riflessione a chi ha avuto la pazienza di leggere questo articolo. Alla prossima.




mercoledì 17 dicembre 2014

Cosa bolle in pentola (dicembre 2014)

Eccomi a commentare ancora una volta il mese appena trascorso. Ci sono parecchie novità e allo stesso tempo si prospetta davanti a me un periodo laborioso e rilassante insieme.

Baby Boomers

Finalmente ho deciso di rilasciare la prima stesura ai lettori beta, per lo più amici, e qualcuno comincia già a darmi dei feedback, per fortuna prevalentemente positivi e incoraggianti. Sono consapevole che c'è ancora da lavorare prima di arrivare alla pubblicazione, ma ormai si vede all'orizzonte il traguardo.
Mentre loro leggono io mi prendo una pausa da questo testo in modo da poterci tornare sopra con i loro feedback e la mente più pulita.

Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Approfittando della pausa ho cominciato a scaldare i motori per questo secondo romanzo. Totalmente diverso, netto anche nel genere questa volta: fantascienza dura e pura. Forse dunque qualcosa di più leggero di Baby Boomers, ma non è detto, perché anche qui ci sono dei temi a cui tengo molto, in particolare quello del rapporto tra i sessi, dell'handicap (anche se visto in un modo un po' diverso dal solito e forse impercettibile ai più), del futuro del genere umano (che novità eh?). Non ho ancora preso la penna in mano, per ora sogno.

Racconti Rifiutati (anche no)

"Faccia d'Angela" è in pausa, devo soprattutto decidere se questa storia potrebbe diventare qualcosa di più di un racconto breve. I presupposti ci sarebbero. Per ora lo lasciamo lì a maturare in fondo alla mia mente.
"Amore differito" sempre fermo, per lo stesso motivo. "Il miracolo", di cui vi accennavo lo scorso mese, rimane anche lui in fase onirica. Stessa cosa per "Evelin 2", anche lui in pausa.

Insomma, direte, ma che stai facendo allora?
Be', ho lavorato più che altro per arrivare a rilasciare Baby Boomers, ho iniziato un altro racconto, anche lui in pausa (mi piace questa parola, vedete quanto la uso?), molto duro e che mi richiederà lo giusto umore per arrivare alla fine: "Occhio per occhio".

Nel frattempo è arrivata la selezione di Cena Vegana per l'antologia Marvellous Hotel. Non mi sono piazzato uno e neppure due e tre, ma sono comunque stato incluso nella raccolta che verrà pubblicata in ebook. Vi farò sapere quando sarà disponibile.

Anche Occhi di drago sarà pubblicato in una raccolta della Gainsworth Publishing e a breve inizierà l'editing. Anche in questo caso sarà mia premura farvi avere notizie sulla sua disponibilità, credo dovrebbe uscire in occasione del BUK di Modena del 2015.

Letture

Veniamo alle letture di Novembre:

Cambio gomme - May S.M. (un romance man to man, impressioni di lettura a breve)
Io sono morto - Vera Q. (impressioni di lettura a breve)
Cuore di tenebra - Joseph Conrad (impressioni di lettura)

Tre libri soltanto, sotto la mia media, che rimane comunque vicina a un libro settimanale per tutto il 2014.

Arrivederci al prossimo mese, anzi, al prossimo anno!

domenica 14 dicembre 2014

Impressioni di lettura: "I rami del tempo" di Luca Rossi

Luca Rossi è un autore italiano con la simpatica caratteristica di lavorare come se fosse un americano. Credo di poterlo usare come esempio di indie: è autore, partecipa a tutto il processo creativo, ma non disdegna di avvalersi di professionisti per alcuni aspetti, né si limita nelle opzioni di marketing. Ha un approccio verso i suoi lettori molto simile a quello che adottavo io quando vendevo shareware (prevalentemente in nord america). In sintesi: tenetelo d'occhio e lo vedrete crescere costantemente in termini di vendite e di successo.

Va bene, dopo questo augurio/profezia passiamo al libro.

Partiamo dal suo difetto maggiore? Ma sì dai così ce lo leviamo e non se ne parla più. Molto semplice, è uno di quei libri che non finiscono, perché parte di una storia molto più lunga che probabilmente si dipanerà in un minimo di tre puntate. Questo significa che arrivati alla parola fine rimarrete con la curiosità di sapere come va a finire. Terribile no? 

Per fortuna il secondo capitolo sta per arrivare e non dubito che gli altri o l'altro, seguiranno a ruota. Questo approccio con il rilascio di capitoli successivi è sempre più diffuso tra gli autori perché ha un grande vantaggio di marketing, consente a chi scrive di aggiustare il tiro in corsa e in certi casi (ma non in questo) permette di minimizzare gli sforzi se il romanzo non dovesse essere accolto bene dai lettori.

Ma veniamo davvero a parlare del libro. Come dice il sottotitolo si tratta di un romanzo fantasy, anche se volendo si potrebbe trasformarlo in fantascienza semplicemente sostituendo il sistema di viaggio nel tempo con rituali e arti magiche con quello a base tecnologica. L'incipit conquista, ci getta direttamente del vivo dell'azione e da lì in avanti è difficile abbandonare la lettura. C'è ritmo, c'è romance, c'è avventura ed eros, ci sono forti contrasti, cattivi che più cattivi non si può, buoni che non si sa quanto sono buoni, una vena di umorismo che non guasta e, insomma, c'è tutto quello che serve per fare un buon prodotto commerciale e un libro piacevole da leggere.

Non posso raccontare molto della trama, trovate materiale in abbondanza un po' ovunque sulla rete, come dicevo Luca è secondo me un buon esempio di come dovrebbe lavorare un indie, ha capacità che vanno oltre la scrittura e si sta muovendo bene. In particolare sa usare molto bene gli strumenti social e quell'approccio americano di cui parlavo, fatto di rispetto per i suoi clienti, gentilezza e umiltà, ma anche di consapevolezza e fede nei propri mezzi, sono convinto possa dare frutti nel tempo. La sua scrittura può piacere o meno, ma noto che tende a migliorare e già ora mi sento di consigliare senza remore la sua lettura, sia di questo libro, seguiti compresi, sia dei precedenti lavori già usciti, come Energie delle Galassia. 
L'unica cosa che forse cambierei è un filino di eccessiva insistenza sugli aspetti sessuali, ma si vede che il mio ormone, data l'età, è un po' più spento del suo, e dai commenti dei lettori non mi sembra ci siano grandi lamentele in tal senso :-)

Un buon posto dove curiosare per conoscerlo meglio è di certo il suo sito autore.






giovedì 11 dicembre 2014

Impressioni di lettura: "Paride Passacantando" di Sergio Bertoni

Ha proprio ragione Sergio Bertoni, a volte anche l'impossibile avviene. Per fortuna, aggiungo io, visto che spesso tutto ciò che ci rimane al mondo è la speranza che avvenga un miracolo.


Questa volta ho attinto ai suggerimenti della rubrica Pianeta Self Publishing di Flaminia Mancinelli per assaggiare un autore nuovo, almeno per me. Ho voluto iniziare da qualcosa di divertente e non sono stato deluso. Il libro ci fa affacciare in maniera scanzonata e provocatoria nel mondo della Grande Azienda, quella con le maiuscole e i direttori megastellari. 
Non fatevi ingannare però, qui non abbiamo Fantozzi, semmai l'ironia del racconto e le ambientazioni mi ricordano più un altro autore campano, Luciano De Crescenzo. Nel dirlo mi viene un pensiero fugace, ma bisogna essere informatici, ingegneri o comunque tecnici per scrivere libri da quelle parti?

Una carrellata di personaggi che verrebbe da definire improbabili, se non fosse che sono fin troppo reali, ci racconta le storie più o meno personali o aziendali, le piccole guerre, le grandi vendette, le trasformazioni, a volte positive, regalandoci alla fine anche un bel lieto fine. Eh sì, perché l'impossibile a volte si realizza, e perché non sperarci allora?

Un autore che inserisco nella mia personalissima lista e sul quale ritornerò di certo in futuro. Libro consigliato, divertente, leggero, ma non troppo, filosofico quanto basta, da leggere anche in compagnia, volendo.

mercoledì 19 novembre 2014

Cosa bolle in pentola (Novembre 2014)

Novembre è arrivato e ormai anche quasi concluso. Questo per dire che sono tremendamente in ritardo con questo appuntamento mensile. Ero tentato di saltarlo ma poi ho pensato che rifiutare anche questa misera parvenza di autodisciplina mi sarebbe stato alla lunga deleterio.

Così eccomi qui a commentare un mese che, almeno meteorologicamente, è stato senz'altro funesto.

Baby Boomers

Ho già fatto tre riletture, cambiato parzialmente il finale, inserito un bel po' di testo che spero aiuti a colorare meglio il tutto. Nell'ultimo giro c'è uscito anche un po' di editing e il risultato comincia a convincermi anche se ci sono ancora molte cose che dovrò rivedere. 
A questo punto mi resta da fare un'ultima rilettura dedicata all'analisi di congruità di personaggi, tempi ed eventi, con relative modifiche. La buona notizia è che dopo questa passata manderò il testo ai lettori amici, un testo non ancora editato e quindi suscettibile di cambiamenti anche nella sostanza, sulla base dei riscontri di questo piccolo gruppo di lettura. Arriverà nel frattempo Natale e quindi direi che considerando editing, preparazione delle copertine (digitale e cartacea), impicci correlati al processo editoriale, si arriverà alla pubblicazione nei primi mesi del 2015. Se qualcuno che mi legge volesse far parte del gruppo di lettori amici mi contatti, ho bisogno di feedback non professionale.

Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Niente da riportare. Per ora.

Racconti Rifiutati (anche no)

"La valigia color ciclamino" è pronto per la lettura amica, anche in questo caso se qualcuno ha voglia mi faccia un fischio, devo capire soprattutto se il finale è convincente. 
"God Old Way" ha ricevuto anche lui la parola fine, ora devo editarlo e meditarlo qualche giorno, so già che è un racconto che disturberà qualcuno, ma ho deciso di cominciare ad andare per la mia strada e scrivere quello che mi viene come mi viene, senza pensare troppo ai giudizi degli amici.
"Faccia d'Angela" zampetta piano piano, è una storia che mi piace troppo per poterla buttare lì senza cura, ci vorrà il suo tempo, ma prima o poi arriverà. 
"Amore differito" è invece fermo. Devo decidere se farne un racconto o qualcosa di più ampio respiro.

Nel frattempo ho scritto la sinossi di un'idea nuova, un racconto che si intitolerà probabilmente "Il miracolo", che è per certi versi parente di "Faccia d'Angela" e "God Old Way". Anche in questo caso disturberà forse qualcuno, ma va bene così.
Buttata giù anche la sinossi e una bozza del plot di una storia ambientata nel mondo delle porte che per ora chiamerò "Evelin 2". Sarà un seguito a Madre Terra e non sono sicuro ora se il respiro della trama mi porterà a scrivere un racconto o un breve romanzo. Vedremo.

Senza una specifica intenzione i miei racconti si indirizzano su vari filoni: uno ironico, come Teutovirus, La valigia color ciclamino, God Old Way, Cena Vegana; un secondo in cui l'ironia, pur presente, lascia il posto a qualche riflessione più profonda e combattuta, come spero di riuscire a fare con Faccia d'Angela e Il Miracolo; uno tipicamente fantascientifico come Strade Verdi, Madre Terra e i suoi eventuali seguiti; infine uno più intimo, con racconti come Domani, Nessun dolore, Lama e pietra. Spesso comunque i temi si incrociano e la morale è che non riesco a rimanere nell'ambito di un genere specifico e in fondo non mi interessa farlo.

Entro l'anno farò un po' di conti e se ci sarà abbastanza materiale da farne una raccolta pubblicabile potrebbe venire alla luce "Racconti Rifiutati 2014"

Letture

Veniamo alle letture di Ottobre:

Le nuvole non si fermano mai - Flaminia P. Mancinelli (impressioni di lettura)
Wormhole - Serena Barbacetto (impressioni di lettura)

Due soli testi in questo ottobre, ma a mia discolpa parziale va tenuto conto della lunghezza notevole di Wormhole che, diciamo, vale almeno per due o tre libri :-)
Anche novembre non sarà troppo ricco, ma in questo caso potrei dire che è un bene, visto che le sere le dedico più a Baby Boomers che a leggere.

Arrivederci al prossimo mese, magari più puntuale :-)