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mercoledì 6 aprile 2016

Impressioni di lettura: Nella Botte Piccola ci sta il Vino Cattivo di DIego Tonini

Diego è un amico, e collaboriamo sul progetto comune Sad Dog, quindi posso dire di conoscere almeno un poco il suo modo di scrivere. Eppure, o forse proprio per questo, non sapevo bene cosa aspettarmi quando ho iniziato a leggere questo breve romanzo, in questo caso pubblicato con Nativi Digitali Edizioni.

Quello che viene fuori alla fine della lettura è una storia che miscela un tipico giallo/noir con l'umorismo e il fantastico/fantasy, con uno strano effetto generale che io ho trovato molto gradevole. Lettori che si avvicinino al libro pensano di trovarsi di fronte a un noir o a un classico giallo potrebbero essere presi alla sprovvista, ma in fondo, se tralasciamo la natura di alcuni dei protagonisti, di questo si tratta, almeno per molti aspetti, trama, modalità di sviluppo, struttura del protagonista investigatore.

Ma il tono del racconto è decisamente orientato allo humor. Anche la definizione del personaggio principale, il nostro Vince Carpenter, investigatore sfigato, pieno di guai (e di debiti naturalmente), braccato dagli sgherri dello strozzino, in rapporto di odio/amore con le forze di polizia, con la bella assistente che lo ama (non riamata, ci mancherebbe). Tutto insomma mi sembra avere lo scopo di canzonare un po' il genere, anche se in un modo che, a mio parere, denota un certo amore dell'autore per i mostri sacri del noir.

Una prova divertente, un libro che si legge di getto, con gusto, e mi ha tenuto costantemente un mezzo sorriso sul viso. Mi viene da pensare che potrebbe essere solo il primo di una vera e propria serie, anche se mi chiedo dove andrà a parare il bravo Diego nel caso dovesse scrivere nuove avventure per il nostro Vince. Prenderà una piega più seria rientrando nei ranghi o manterrà il tono scanzonato, la commistione tra fantastico e noir? Sospetto che quest'ultima sarà la strada e rimango in finestra curioso di vedere se ho ragione o meno.

Nel frattempo vi consiglio di leggere questo racconto, se non disdegnate la miscela di generi e non vi scandalizzate per le invenzioni un po' ardite. E ora scusate, devo andare fuori a vedere, mi è sembrato che qualcosa si muovesse in giardino e, sapete com'è, meglio controllare, prima che la situazioni precipiti.

sabato 2 aprile 2016

Impressioni di lettura: Dagger 2 - Fratelli di sangue di Walt Popester

Avevo letto la prima parte di questa saga molto tempo addietro, credo che all'epoca non fosse neppure disponibile questa seconda, e mi era molto piaciuta. Nonostante avessi comprato il suo seguito non appena pubblicato, il momento di leggerlo è arrivato decisamente in ritardo. La cosa mi ha creato qualche difficoltà, durante la parte iniziale, per riagganciarmi alla storia precedente, non più troppo fresca nella mia memoria.

Disagio superato dopo qualche decina di pagine, mano mano che il romanzo prendeva sempre più forza. Consiglio intermedio: leggeteli di fila, se potete, la godibilità aumenta. Credo sia un fattore da considerare sempre quando si affronta una saga qualsiasi, non solo questa. Ora ho comprato il terzo e mi riprometto di non lasciar passare troppo tempo prima di affrontarlo.

Per quanto mi riguarda, nonostante alcuni degli altri personaggi siano piuttosto accattivanti, il maggiore motivo di godimento nel libro rimane proprio la figura di Dagger. La storia e l'ambientazione si complicano, rispetto alla prima puntata della serie, ma, come ho già detto, non ci vuole troppo per entrare appieno nel meccanismo narrativo e farsi trascinare nella lettura. Andando avanti, infatti, mi è diventato più difficile staccarmi dalle pagine così come più rapida è divenuta la lettura. Anche in questo caso, come per il precedente, il libro si conclude lasciandoci in sospeso. Questa è una saga in cui i vari libri, per quanto più o meno auto conclusivi, rimangono con forse troppi conti da saldare e molta carne già sul fuoco. Non amo particolarmente questo approccio, perché chiusa l'ultima pagina ho voglia di correre subito a iniziare il successivo capitolo, e questo a volte può essere frustrante (per esempio quando il libro seguente non è ancora stato pubblicato).

Capisco però quanto questo meccanismo sia prezioso sul fronte marketing, che un autore indie come Popester non può certo trascurare.

Confermo la mia valutazione rispetto al primo romanzo. Fantasy molto diverso dalla massa dei classici, originale e divertente. Sicuramente da considerare se siete amanti del genere e magari non disprezzate un po' di senso dell'humor.

martedì 22 marzo 2016

Impressioni di lettura: Nessun dove di Neil Gaiman

Ancora un libro di Gaiman, ma sapete già perché in questo periodo ho saccheggiato la produzione di questo autore. 
Mi piace notare come il titolo di questo testo dimostri quanto sia difficile fare il traduttore quando si ha a che fare con autori ricchi di fantasia come Gaiman e Pratchett. Il titolo originale infatti era  Neverwhere, non proprio la stessa cosa eh?

Neverwhere nasce come serie televisiva, Gaiman ne fa poi un romanzo, che rivede e corregge un paio di volte, se non sbaglio. Quella che ho letto dovrebbe essere l'ultima revisione, la più completa. Almeno per ora.

La trama ci porta in un mondo che vive sotto la Londra contemporanea, dove possiamo trovare creature molto particolari, dotate di poteri straordinari. Il protagonista  è un ragazzo del mondo "normale" che si trova per caso ad aiutare una fuggitiva del mondo di sotto e a causa di questo gesto rimane intrappolato nello stesso.

Anche questa volta vedremo i nostri personaggi principali evolvere, crescere, maturare e cambiare. Non mancano le sorprese, proprio nel comportamento di alcuni personaggi chiave. Inquietante quanto basta, spiazzante nella parte iniziale (questa signorina Porta è un'ingrata), originale come sempre. Gaiman ci mette a confronto con alcune delle nostre antiche paure, ma nonostante questo credo di poter dire che si tratta di una lettura adatta a tutte le età. Consigliato, come tutto quello che ho letto di questo autore.

domenica 20 marzo 2016

Impressioni di lettura: La guerra della discarica di Luca Tarenzi

Voi non lo sapete, non tutti almeno, ma io vivo a circa tre chilometri da una discarica. Per mia fortuna i venti dominanti in questa zona fanno sì che questa si trovi sottovento rispetto a casa mia, ma quei rari giorni in cui tirano in senso contrario i miasmi mi ricordano la sua presenza a così breve distanza.

Più di una volta ho immaginato, nelle mie follie pre-sonno, mostri che si sviluppavano sotto la coltre di liquami e immondizia. Storie il cui epilogo era sempre simile e per niente felice per l'umanità. Che volete, la nostra la vedo come una grave colpa e il mio modo di immaginare una punizione è alquanto pittoresco. Purtroppo la natura in qualche modo ci somministra comunque un duro prezzo da pagare, ma lavora in modo meno eclatante.

Questo per farvi capire quanto mi possa aver colpito l'ambientazione di questo romanzo, una bella discarica di quelle puzzolenti e poco curate. Non ci sono i mostri che animavano le mie pensate notturne, ma c'è di meglio, un'intero mondo di tribù, folletti, forse normali animali trasformati dai veleni, forse antiche razze nascoste che hanno dovuto adattarsi a vivere delle nostre immondizie. Sono piccoli, sono (forse) magici, o forse hanno semplicemente poteri psichici, hanno un rapporto speciale con il veleno e, come tutti gli esseri viventi, lottano per sopravvivere.

Ecco, basterebbe questa ambientazione così originale per giustificarne la lettura.
Ma l'ambientazione, che è la prima cosa che mi ha colpito, ed è fantastica, non è la parte migliore. Non lo è neanche la trama, che pure mi ha tenuto incollato al libro e me lo ha fatto divorare (e mi ha fatto comprare la puntata successiva non appena finita l'ultima pagina).
No, la parte migliore di questo romanzo sono i personaggi. Non parlo solo di Cruna, troppo facile innamorarsi della ribelle, coraggiosa, incosciente, generosa (e andate avanti con gli aggettivi tipici dell'eroina). Ci sono Disgelo, Verderame, Livido, Albedo, Argiope, Bicorne...
Ognuno creato per offrirvi una bella caratterizzazione dell'umana natura. Abbiamo tutto, così non è difficile immedesimarsi nell'uno o nell'altro a seconda della propria inclinazione.
Personaggi con pregi e difetti, idee e dubbi, non perfetti, non banali. 

Dunque, riepilogando, abbiamo un'ambientazione originale e in qualche modo legata alla realtà, con richiami non banali a problematiche attuali. Abbiamo una storia avventurosa ed intrigante, che nel primo romanzo della serie lascia intuire sviluppi e sorprese in quelli successivi. Abbiamo personaggi vividi, ben strutturati, di cui è facile innamorarsi (oppure odiarli). Gli ingredienti ci sono tutti e l'insieme è davvero gradevole. Se proprio devo cercare qualcosa che non va, posso citare il Glamour. Ma si vede che chiamarlo fascino non rendeva bene. Va be', perdono Luca in anticipo, ancora prima che ci spieghi perché l'ha voluto chiamare così.

Recensione sintetica: compratelo e leggetevelo. 
Raccomandazione per l'autore: fuori il terzo che intanto mi leggo il secondo.

sabato 19 marzo 2016

Impressioni di lettura: Il figlio del cimitero di Neil Gaiman

Un altro romanzo di Gaiman, non vi dovete stupire, forse ricorderete che seguo un gruppo di lettura e una classe delle medie inferiori, e uno degli autori di cui abbiamo parlato è proprio il nostro Neil.

Come avete letto nella precedente recensione andando avanti con le letture questo autore continua a crescere nelle mie preferenze. Questo romanzo non fa eccezione, anzi consolida l'impressione positiva già costruita con le letture precedenti.

Si ripetono alcune delle caratteristiche di Gaiman: anche in questa storia il protagonista viene seguito nella sua evoluzione come persona, fino alla maturità. Molto originale come al solito la trama, bellissimi e divertenti i personaggi, interessanti gli spunti di riflessione.

Di questo libro ho anche una versione illustrata, molto bella, edita in Italia da Edizioni NPE, una piccola casa editrice specializzata in questo tipo di pubblicazioni. L'ho comprato online e ricevuto direttamente a casa, una cosa molto bella da toccare con mano per gli amanti del libro fisico, profumato e in particolare per chi adora le illustrazioni. La sceneggiatura di questa versione è leggermente diversa da quella del libro, e anche questo è un particolare intrigante.

Per incuriosirvi posso dirvi lo spunto iniziale della storia: un killer professionista stermina una famiglia, ma il più piccolo dei figli sfugge casualmente allo sterminio, perché si sveglia e trovata la porta aperta se ne va a spasso per la città finendo in un vecchio cimitero ora adibito a parco cittadino.
Gli eterei abitanti del cimitero adotteranno il bimbo e lo cresceranno con amore, proteggendolo da chi gli sta dando la caccia. E poi... e poi dovrete leggervelo :-)

Anche in questo caso libro assolutamente consigliato, sia per ragazzi che per adulti.



giovedì 17 marzo 2016

Impressioni di lettura: Stardust di Neil Gaiman

C'è poco da fare, Gaiman mi piace. E più lo leggo, più mi piace. Anche questo romanzo è volato via velocissimo e, chiusa l'ultima pagina, mi è rimasta la sensazione di voler ricominciare da capo. Perché secondo me certi scritti meritano una seconda lettura, per andare a raccogliere tutto quello che non si è colto nel primo giro, presi dall'ansia di arrivare alla conclusione.

Molti avranno forse visto il film, io ancora no, ma ho visto che si trova su Netflix e quindi sarà inevitabile che lo vada a vedere. Sperando non mi deluda.

Il libro in ogni caso è davvero divertente, credo lo consiglino per i ragazzi, ma io me lo sono goduto, forse perché sono un po' bambino.

Insomma, la storia di questo ragazzo un po' ingenuo, un po' speciale, che parte per raccogliere una stella da portare in pegno d'amore alla sua bella mi ha affascinato. Ancora una volta si può dire che siamo di fronte a un romanzo di formazione, per certi versi, ma comincio a pensare che questa sia un po' l'impronta digitale di Gaiman, i suoi personaggi, che la storia duri pochi giorni o molti anni, subiscono sempre le trasformazioni di una vita. Questi non fanno eccezione, sia l'avventuroso protagonista che la sua stella attraverseranno questo processo di maturazione e crescita.

Insomma, raccomandato, buona lettura.

giovedì 18 febbraio 2016

Impressioni di lettura: "Buona Apocalisse a tutti" di Neil Gaiman e Terry Pratchett

Quando ho chiuso questo libro, dopo aver letto l'ultima pagina, il primo pensiero che mi ha colto è stato più o meno questo: ma quanto si sono divertiti quei due a scriverlo?

Credo che la risposta sia: "parecchissimo assai di più", come direbbe uno che di risate ne ha bazzicate assaissimo. E questo lo si percepisce in ogni pagina, specialmente se si prova a rileggere, in quella fase dove l'ansia di srotolare la trama non è più padrona dei nostri sensi e la mente può dedicarsi all'esame delle delizie che sono disseminate sul cammino.

Mi piace questo libro, è divertente, pieno di ironia, e quindi di Pratchett, ma anche intessuto di miti e fantasia, e quindi di Gaiman. E i personaggi, oh maledizione come fare a non amarli? Come non trovare Crowley irresistibile, simpatico, come non immedesimarsi nei suoi panni di impiegato a suo modo brillante, in fondo fedele, ma che segue le sue strade per arrivare ai risultati, per soddisfare i suoi superiori e nonostante loro? Un impiegato infernale si intende.

A suo modo anche Azraphel fa il suo lavoro, e con qualche fatica a volte cerca di farlo nonostante non sia affatto convinto, o di non farlo se anche quel briciolo di convinzione viene meno. Il suo affetto per il povero Adamo e la sua discendenza è commovente, poco angelico forse, ma commovente. Il suo impaccio, è quello di noi tutti quando ci facciamo un scrupolo e rischiando di fare la figura degli stupidi continuiamo a rispettare le regole.

Ma sono tutti un po' speciali, tutti particolari, tutti dipinti a colori feroci. Persino l'anticristo, persino il suo cane. Un po' lontano soltanto il principale, un Dio che sembra assente, passivo, lasco, raggirabile. Salvo poi arrivare in fondo e trovarsi a pensare che magari era tutto già deciso e non poteva andare diversamente. Perché si sa, le pedine non si rendono certo conto di esserlo.

O forse no, forse non ci sono pedine.  In fondo lui ama il libero arbitrio.

Un libro speciale che unisce due anime diversamente divertenti, da leggere e far leggere.

mercoledì 23 dicembre 2015

Impressioni di lettura: "L'ultimo elfo" di Silvana De Mari

È difficile spiegare quanto mi sia piaciuto questo libro, ma ci proverò, farò del mio meglio perché quello che ho dentro venga fuori.

Si può dire che questo sia un libro di genere fantasy, perché ci sono gli elfi e i draghi, anzi per essere precisi, UN elfo e UN drago, gli ultimi delle loro rispettive specie, e in qualche misura c'è qualcosa che assomiglia alla magia. Ma il velo di genere è talmente sottile che quasi non ci si rende conto della sua presenza. 

Quello che conta invece sono i personaggi, Yorsh per primo (anzi Yorshkrunsquarkljolnerstrink, sempre per essere proprio precisi), Monser e Sajra suoi salvatori, il drago, la piccola meravigliosa Robi.

Quello che conta è l'equilibrio squisito tra drammaticità, dolcezza e ironia che riesce a tenere il lettore incollato alle pagine, in ansia per le vicissitudini dei suoi amati personaggi e allo stesso tempo gli strappa spesso risate e sorrisi. Contano i messaggi che permeano il libro, semplici e complessi insieme. No, non è solo un romanzo fantasy, credo sarebbe più giusto chiamarlo romanzo di formazione, la storia di Yorsh è quella del passaggio dal mondo dei "nati da poco", pieno di terrore e gioia, così ricco di ingenuità e stupore, denso di emozioni, a quello degli adulti, difficile, complicato, fonte di grattacapi e che richiede decisioni, scelte, travagli interiori e fisici.

E il miracolo è che tutto questo viene reso dall'autrice in una maniera tale da essere alla portata di qualsiasi lettore, anche dei più giovani. Le situazioni più melanconiche e tristi, drammatiche perfino, vengono diluite dalla dolcezza di Yorsh, stemperate dal suo involontario umorismo. Anche i pericoli diventano divertenti e svaniscono quando l'amore e la gioia di Yorsh da dentro vanno fuori, e poi di nuovo, entrano dentro gli altri.

Se volete addormentarvi con il sorriso sulle labbra, questo è il libro da portare a letto, andatelo a cercare, lo trovate ancora sia nuovo che usato, persino nelle biblioteche, trovatelo e portatevelo a casa, o magari scaricate l'e-book, però sappiatelo, vi innamorerete di Yorsh, di Robi, di Silvana, e non potrete fare a meno di averne una copia da tenere in mano. Io l'ho letto e poi regalato, per questo mi è toccato ricomprarlo. Se avete dei figli leggetelo ad alta voce, con loro, fatelo e mi ringrazierete.

Infine, chiudo questo breve articolo con un atto doveroso, qualcosa che tenta di uscire da dentro e andare fuori. Grazie Silvana, grazie con tutto il mio cuore.

lunedì 21 dicembre 2015

Impressioni di lettura: "L'antro del drago" e "Murder, She Baked" di Diego Tonini

Diego Tonini è uno degli autori insieme ai quali sto portando avanti l'esperienza del "Sad Dog Project", un amico insomma. Mi sono chiesto per un milionesimo di secondo se fosse il caso di non pubblicare articoli quando leggo qualcosa scritto da persone che conosco, ma ho archiviato il caso senza troppi mal di pancia. Mantengo la regola, di quello che leggo vi parlo, fine.

Questo racconto, edito dalla Gainsworth Publishing, lo si trova solo in digitale, quindi a un costo contenuto. Si tratta peraltro del seguito di un precedente lavoro, "L'ultimo Eroe", sempre pubblicato con la stessa casa editrice e sempre disponibile solo in versione e-book.

Se dovessi sintetizzare potrei dire che sono "fantasy classico ironico". Il nostro eroe è un nano cornuto (non nel senso che la moglie intreccia i suoi peli con quelli di altri maschi ingrifati, ma nel senso che tiene proprio fisicamente le corna, anzi IL corno, visto che uno se l'è perso da qualche parte). Un nano che non ricalca molto bene lo schema dell'eroe classico senza macchia e senza paura. Di difetti il nostro ne ha parecchi e il mondo dove vive non è certo rose e fiori.

In questa seconda puntato dovrà affrontare un drago. E anche qui...
Ma non voglio svelare troppo, tanto avete capito che siamo fuori dagli schemi ordinari.
Un racconto che io ho trovato divertente, piacevole, intelligente. So che una terza puntata è già in arrivo e spero che magari quando ci sarà anche quella si possa pensare a una versione in carta, che fa sempre un certo effetto :-)

Visto che sono qui vi citerò un altro racconto che ho letto di recente, sempre di Diego, e che abbiamo pubblicato nella collana Sad Dog. Si tratta di "Murder, she baked", una storia di genere completamente diverso... o forse no. Be' è ambientato nella nostra epoca e potrei definirlo un piccolo thriller a sfondo horror, ma l'ironia è la stessa. Vi raccomando anche questo, lo potete trovare su Amazon sia in e-book che cartaceo, o anche nella raccolta "Frozen Dogs", ma in quest'ultima solo per questo periodo festivo, quindi approfittatene, ci sono anche racconti miei e degli altri autori Sad Dog.

Per quanto riguarda le mie ultime letture di racconti scritti da Diego per ora ho finito, ma capiteranno ancora, visto che Sad Dog non ha certo completato il suo corso.


giovedì 29 ottobre 2015

Impressioni di lettura: "Il Cimitero senza lapidi e altre storie nere" di Neil Gaiman

Nelle prossime settimane dovrò leggere anche qualche altro libro di Gaiman. Si tratta infatti di uno degli autori che intendo presentare nel gruppo di lettura che sto per avviare nel mio Comune. Ma di questo e di altre iniziative vi parlerò anche più avanti.

Credo che molti conosceranno Gaiman attraverso il film o il libro "Coraline". Il suo è un genere di fantasy ironico e irriverente che per certi versi mi ricorda Pratchett (con cui credo vi fosse un rapporto di amicizia) ma con una netta propensione per ambientazioni più fosche, quasi horror anche se horror per questi libri sarebbe una definizione di certo inappropriata. 

La delicatezza infatti regna sovrana in questi racconti che pur trattando spesso di temi cimiteriali, di demoni, di aldilà o comunque di presenze inquietanti, rimangono sempre abbastanza leggeri per l'anima e portatori di serenità più che di angoscia.

Già dall'introduzione dell'autore trovo il modo di elogiarlo. Dichiara infatti di aver sempre amato i racconti, fin da giovane, e in questo mi somiglia. Inoltre è un autore che dichiara apertamente e senza paura che la sua intenzione è quella di divertire, come non prenderlo in simpatia?

Come in tutte le raccolte di racconti ognuno potrà trovare qualcosa che piace di più e qualche altra cosa che non si riesce ad apprezzare. In questo caso devo ammettere che non c'è nessun racconto che non valga la pena di leggere, ma ovviamente ho anche io un paio di preferenze. La prima, su cui forse non concorderebbero in molti, riguarda il racconto "Il prezzo" che da una visione dei gatti che ho amato molto e a cui non viene troppo difficile finire per credere davvero. Basta vederli quando si fissano su qualche fantasma a noi invisibile. La seconda invece che forse è più comune, nel racconto "Il cimitero senza lapidi" che da il nome alla raccolta. Bella storia e bel personaggio, leggerò di sicuro anche il piccolo romanzo che la estende.

Tra gli altri voglio menzionare "Il ponte dei troll", pieno di simboli e delicatissimo; "Cavalleria", paradossale e divertente; "Avis Soleus", sul tema del cibo che mi affascina sempre. Insomma una bella raccolta che è valsa la pena di leggere e mi ha confermato il gradimento di questo autore davvero importante.

sabato 23 maggio 2015

Impressioni di lettura: Con l'ultimo respiro di Lorenzo Sartori


Se vi piacciono i meccanismi ben oliati, che funzionano alla perfezione, allora questa storia non potrà dispiacervi.

Una trama tutto sommato semplice che, senza cercare iperboli o forzature eccessive, ci fa vivere una bella favola a lieto fine, secondo una consolidata tradizione. 
Il racconto si legge tutto di un fiato, sia per le dimensioni ragionevoli (meno di settanta pagine), sia per la capacità di coinvolgere.

Pulito lo stile, qualche volta attraversato da una vena ironica, specialmente nella parte finale, che non mi è affatto dispiaciuta. Belli i personaggi e le relazioni tra di loro. Come dicevo, il lettore più esperto difficilmente sarà sorpreso dall'evolversi della storia, ma questo non ne rende meno godibile la lettura.

Se dovessi cercare di descrivere in breve la sensazione che mi ha dato il racconto potrei dire che mi ha ricordato la tipica trama di un film Disney e a pensarci bene sarebbe proprio perfetto per essere trasformato in un bel cartone.

Decisamente un buon libro e un autore che si spera produca presto qualcosa di più ampio respiro. 

lunedì 16 marzo 2015

Impressioni di lettura: Occhi di drago di AA.VV.

Ecco, questa è una cosa che non pensavo di fare, ma come al solito non avevo tenuto conto di tutte le possibilità.

Di che parlo? Semplice, ero convinto che non avrei mai fatto la recensione a un libro di cui fossi io stesso autore. Non avevo pensato però alle antologie, le raccolte di racconti. Ecco quindi il caso: una raccolta di racconti di cui io sono solo uno degli autori, e che quindi mi vede coinvolto nel duplice ruolo di lettore e scrittore.

Non vi parlerò quindi di Occhi di Drago (mio racconto), ma di Occhi di Drago raccolta. E farò una mini recensione per ogni racconto ivi contenuto, tranne il mio.

Saranno brevi come coltellate, ma spero meno dolorose.

I mostri giunti dal cielo di Stefano Cariddi
Se avrete l'occasione di incontrare Stefano potrete sicuramente associare alla sua persona una serie di aggettivi. Dovendone scegliere uno rimango indeciso tra vulcanico ed entusiasta. Poiché qui faccio quello che mi pare ve li ho detti entrambi. Il racconto utilizza un meccanismo vecchio come la scrittura in maniera magistrale. A voi decidere poi con chi provare empatia. Genere, direi fantascienza.

Le rovine di Federica Soprani
Per Federica invece voglio riservare gli aggettivi elegante e interessante. Probabilmente è la scrittrice con più esperienza del gruppo e direi che si percepisce anche leggendo. Già in questo secondo racconto della raccolta si nota un filo rosso che lega tutto: l'empatia. Fantasy in questo caso, mi viene da dire, ma non ha alcuna importanza, questo racconto potrebbe essere collocato ovunque e funzionerebbe alla perfezione.

Drago da taschino di Ilaria Pasqua
Il racconto di Ilaria è commovente. Giuro che non saprei definirlo diversamente. Parla di un drago, sembra, in maniera certo un po' particolare. Ma io non vedo un drago, vedo tante cose, tante persone, tante situazioni, e non posso che sentirmi toccato nel profondo. Leggetelo e ditemi se non capita anche a voi.

La sognatrice di Lorenzo Franchi
Quando penso all'amore, a tutte le forme d'amore, mi rendo conto che tutte hanno pari dignità, eppure una di queste forme è in grado di dimostrare con chiarezza, nelle maniere più eclatanti, la sua potenza. È l'amore di una madre per i propri figli. Molto bello vedere che sia stato un uomo a scrivere un racconto che porge omaggio a questa potenza.

Il giudizio di Cinzia Ferrara
Confesso che letta l'ultima parola di questo racconto ho pensato: "Magari fosse così facile". C'è ottimismo e speranza in questo racconto, c'è un sogno, il sogno di noi tutti, che si avvera. Credo che sia giusto così, che sia giusto sognare e sperare, e magari lavorare concretamente per fare sì che certi sogni si avverino.

Occhi di drago di Mario Pacchiarotti
Questo racconto ve lo dovrete recensire da soli :-)

Il colore della guerra di Ester Trasforini
Ester è una bella ragazzona alta e simpatica. L'ho incontrata al BUK e mi ha fatto il solito effetto che mi fanno sempre le brave ragazze di quell'età: mi scaldano il cuore. Il suo aggettivo credo sia passione. Ne ha tanta e spero davvero che gliene possa venire del bene. L'empatia scorre forte anche nel suo racconto. Anche qui un tema visto molte volte ma ben sfruttato. Anche qui la speranza viene coltivata e il finale per quanto aperto è fortemente positivo.

La domanda di Frey di Martina Scagnolari
Questo è forse il racconto più cupo del gruppo, quello che mette un po' più alla prova il lettore. Ci verrà posta una domanda, quale sia non importa, quello che conta è la classe di domande cui appartiene, una classe ben nutrita e sempre attuale, una di quelle domande che non hanno una risposta giusta e una sbagliata. Quelle domande a cui dare una risposta è sempre un peso. Sono le domande più importanti e forse è per questo che di questo tipo la vita ce ne procura tante.

Concludendo, un libro di un centinaio di pagine scarse, otto racconti diversi ma legati dall'empatia, dal senso del diverso, dal mostro che tale non è mai del tutto. Sono stati una lettura interessante e sono fiero di farne parte. Disponibile solo in e-book, in tutti i formati nello shop della Gainsworth Publishing.

lunedì 2 marzo 2015

Il lettore di fantasia


Quando si comincia a provare nostalgia per il passato è segno che si sta invecchiando.

Frase molto vera. È quindi con gratitudine che ho accolto la nascita di questa iniziativa letteraria, perché così posso fare a meno di provare rimpianto per i vecchi tempi in cui le fanzine erano molto diffuse e (non solo da me) estremamente apprezzate.

Perché "Il lettore di fantasia" voglio proprio chiamarla fanzine, anche se forse non è esattamente questo. Lo faccio con affetto, non per sminuirla.

Per apprezzarla vi basta cliccare sul link dell'immagine qui accanto, visitare il loro sito, semplicissimo e perfettamente funzionale allo scopo (e li amo anche per questo), e scaricare i primi numeri della rivista.

Di questa fanzine apprezzo molte cose. Dello stile minimalista del sito ho già detto. Tuttavia ci sono altre cose da dire. La prima caratteristica che salta agli occhi, specialmente a quelli di un autore potenziale, è la scelta di pagare per il materiale pubblicato. In un mondo dove si tende a non voler pagare nemmeno i servizi che si vanno a rivendere ecco arrivare una pubblicazione che non fa pagare i lettori ma che paga invece i suoi autori. Magari non cifre impressionanti (ma secondo me oneste) ma li paga. Figuratevi, non crederete alle vostre orecchie, paga persino gli illustratori. Roba da matti. Questo da solo me li fa amare, e non perché pensi al denaro, ma perché questo atteggiamento è il sintomo di una predisposizione mentale corretta e che di sicuro sta portando frutti in termini di qualità del prodotto. Leggendo la rivista vi sarà subito evidente.

Una seconda caratteristica interessante è quella di pubblicare fianco a fianco racconti integrali e racconti a puntate. Questa della pubblicazione di racconti a puntate è una vecchissima tradizione delle fanzine e l'averla rispolverata è sicuramente un merito. Grandi scrittori del passato sono nati proprio scrivendo per fanzine di questo tipo. Chissà che un domani qualche bello scrittore italiano non possa raccontare di aver arrotondato la paghetta pubblicando a puntate sul "lettore di fantasia"? Sarebbe una bella soddisfazione.

La natura gratuita del "lettore" è poi sempre apprezzata. La sua distribuzione in PDF, forse un piccolo punto debole iniziale, è stata ora affiancata da quella in e-book. Dal numero cinque sono disponibili infatti anche i formati EPUB e MOBI (grazie, vi voglio bene). Rimane sempre il PDF per chi vuole stamparselo e godersi anche la parte grafica. La fanzine evolve e ascolta i suoi lettori e autori. Non è cosa da poco.

Ho mandato un racconto in visione e penso di mandarne altri in futuro. Probabilmente la concorrenza è troppo agguerrita perché riesca a farmi spazio, visto che molti autori che conosco (migliori di me) sono entusiasti della rivista e hanno fatto lo stesso. Ma non importa, il mio supporto per iniziative del genere sarà sempre forte, che io riesca a farne parte o meno.

Vi consiglio di mettere nei preferiti il loro link, fare mi piace alla loro pagina Facebook e cominciare a leggerli. Certe belle iniziative vanno premiate e in questo caso farlo non vi costerà niente, ma anzi vi farà trascorrere qualche ora in relax.

venerdì 9 gennaio 2015

Impressioni di lettura: L'erede della luce di Luca Rossi

Questo è il secondo capitolo di una x-logia, direi come minimo sindacale trilogia, visto che anche questa volta il finale è aperto e presuppone un proseguimento delle avventure che ci hanno accompagnato nel primo e secondo volume. Ma non escludo che saranno di più.

Come sempre Luca dosa con intelligenza gli ingredienti che compongono una formula di successo: avventura, fantasia, sessualità e suspance. Il risultato è apprezzabile e la lettura scorre fin troppo veloce.

Se il primo romanzo della serie poteva essere classificato essenzialmente un fantasy, questa seconda puntata punta più decisamente verso la fantascienza, pur mantenendo una connotazione avventurosa e un'ambientazione che mantengono radici fantastiche. In ogni caso, al di là della collocazione di genere, la lettura è gradevole e la storia ben architettata.

Questa volta ho potuto leggere in anteprima il libro, partecipando al gruppo di beta reader e anche questo è stato divertente. Ringrazio Luca per avermene dato l'occasione e spero di poter partecipare anche al prossimo :-)

Il libro è disponibile gratuitamente per gli iscritti a Kindle Unlimited.

domenica 7 settembre 2014

Cosa bolle in pentola? (Settembre 2014)

Questa strana estate volge ormai al suo termine e ci rimane ormai solo la speranza che l'autunno voglia sorprenderci almeno altrettanto, stavolta in maniera positiva. Nel frattempo eccomi ancora una volta a tirare le somme sulle mie attività di lettura e scrittura.

Baby Boomers

Sono in dirittura d'arrivo e posso dire che sicuramente entro il mese di settembre sarà completata la prima stesura, anche se preferisco chiamarla versione zero. 
Il lavoro di revisione si preannuncia corposo e richiederà tempo, ma già arrivare a questo punto è una bella soddisfazione.

Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Niente da riportare. Sarà il lavoro successivo una volta chiuso Baby Boomers. Fantascienza in questo caso, il mio vecchio amore, o almeno così spero venga considerato il genere di appartenenza.

Racconti Rifiutati (anche no)

Alla fine, proprio sul filo di lana, sono riuscito a completare ed inviare il racconto per il concorso La Quara. Non nutro particolari speranze ma sono contento del risultato finale anche se ho sofferto un po' per arrivarci. Ogni volta che finisco un racconto mi dico sempre che la cosa importante è tentare di trasmettere qualcosa, spero di esserci riuscito. 
In questo caso almeno teoricamente i risultati dovrebbero essere noti già a metà settembre.

Sempre in attesa di novità invece per gli altri due racconti iscritti a piccoli contest: "Cena Vegana" e "Occhi di Drago". Per quest'ultimo dovremmo essere vicini a conoscere l'esito.

Ho inviato un racconto ad un altro premio, uno di quelli che hanno un posticino speciale nel mio cuore, ma non sono sicuro di poterlo dire fino alla chiusura del concorso, quindi per ora sappiate solo che il racconto mi piace molto e anche se la concorrenza sarà agguerrita coltivo un filo di speranza. Vincere temo sarà impossibile, ma almeno ci si prova con passione.

Letture

Agosto è andato decisamente meglio del mese precedente sotto il profilo della lettura. Sette volumi al mio attivo, alcuni dei quali anche piuttosto corposi.

Oltre alla solita indigestione di indipendenti italiani c'è anche un classico (La collina dei conigli) letto nell'ambito di un gruppo di lettura Goodreads.

Al prossimo mese...

mercoledì 3 settembre 2014

Impressioni di lettura: "La leggenda del drago d'argento" di Paolo Massimo Neri

Anche se la fantascienza è il mio filone preferito, il fantasy segue da vicino. Senza contare che molto spesso il confine tra i due non è così chiaro. Non è questo il caso, qui siamo di fronte a un fantasy di stampo piuttosto classico, con nani, elfi, draghi e tutto il contorno. Ma proviamo ad andare con ordine.


Partiamo dall'ambientazione di base. Siamo in un mondo di tipo tolkeniano, ci sono infatti almeno alcune delle tipiche razze che ormai caratterizzano questo genere di fantasy: nani, elfi, draghi, umani, nonché rappresentati delle forze oscure e demoniache di vario tipo.
Tuttavia, anche se ritroviamo la struttura principale (elfi e nani non vanno molto d'accordo ad esempio), ci sono differenze non insignificanti tra i due mondi. Mi è piaciuto molto ad esempio il modo in cui sono descritti gli elfi nel secondo episodio, molto più realistico e interessante rispetto a quello che generalmente siamo abituati a incontrare nei libri fantasy di stampo classico come questo. Differenze a volte sottili ma che cambiano totalmente il punto di vista. 

Sono presenti richiami già familiari a chi di fantasy ne legge a mucchi, compresa la magia, anche se in una forma che ha origini un po' diverse dal solito. Abbiamo una sorta di confederazione, una scuola dove i giovani più valorosi vengono addestrati in previsione del prossimo scontro con il nemico. Un'ambientazione insomma che attinge a piene mani dal fantasy tradizionale e non, miscelando elementi in maniera a mio avviso convincente e combinandoli in un mondo originale.

Anche la trama non si allontana dalla tradizione: una vera e propria "cerca", una quest insomma, o forse potremmo dire l'intreccio di varie quest, che portano un gruppo di giovani eroi verso l'avventura. I nemici, almeno nei primi due episodi, non sono solo quelli che ci si potrebbe aspettare, ma si annidano anche tra le file di quelli che dovrebbero essere gli alleati dei ragazzi. Anche questo tutto sommato è un elemento classico per il genere. Non mancano gli aspetti "rosa" e questo è un elemento di diversità con il filone tradizionale.

Al di là di ambientazione e trama, i due libri si leggono con gusto, sono scritti con un'attenzione e una professionalità superiore alla media e mi hanno avvinto abbastanza da sentire l'immediato bisogno di leggere il secondo non appena finito il primo.

Attendo con piacere il terzo episodio, e ve ne consiglio la lettura se il fantasy è un genere che siete capaci di apprezzare.