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venerdì 3 giugno 2016

venerdì 29 aprile 2016

Anteprima romanzo: cercasi blogger

La preparazione del mio romanzo è ormai quasi terminata. Nei prossimi giorni sarà impaginato, qualcuno molto più bravo di me disegnerà la copertina, verranno stampate delle copie per la correzione bozze e le letture in anteprima. Insomma siamo davvero nelle fasi finali.

Ecco intanto quello che potrebbe essere il contenuto della quarta di copertina. Sarebbe per me importante avere il vostro feedback sul testo. Fa venire voglia di leggere il libro? Che tipo di romanzo vi aspettate che sia sulla base di questa presentazione? Suggerimenti?


In un’Italia immaginaria, futuribile e alternativa alla nostra realtà, un gruppo di amici sulla soglia dei settanta, i Baby Boomers, si prepara a eseguire un’azione senza precedenti: sequestrare un gruppo di parlamentari all'interno dello stesso Palazzo del Parlamento, roccaforte considerata inviolabile e simbolo di un potere ormai profondamente corrotto.
A contrastare i Baby Boomers saranno gli uomini dello Stato, e tra loro Giuliano Marchetti, commissario piuttosto indipendente, coinvolto nel caso dal suo amico questore, a capo dell’Unità di Crisi. Nelle ore concitate che succedono al sequestro, Marchetti si troverà a indagare sui membri del gruppo, molto diversi tra loro per estrazione e cultura e senza evidenti collegamenti, cercando di prevenirne le mosse e indovinarne le intenzioni ultime.
Molte sono le domande cui dare risposta: Cosa hanno in comune i terroristi? Perché sono arrivati a tanto? Che cosa sperano di ottenere?

Stesso discorso per il titolo definitivo. Alla fine sono tornato al vecchio amore, ma lo accompagnerò con un sottotitolo più evocativo, ecco dunque la soluzione:

Baby Boomers
Siamo la goccia che diventa mare

Anche qui mi farebbe molto comodo avere le vostre impressioni.


Blogger letterari a me!

In attesa che tutto sia pronto ho pensato di coinvolgere qualche blogger per segnalare il romanzo o per fare una lettura in anteprima con eventuale recensione. L'intento è quello di far uscire segnalazioni e recensioni immediatamente dopo il lancio che è previsto per la prima metà di Giugno.

Se siete intenzionati a darmi una mano vi prego di contattarmi tramite i commenti su questo articolo o su qualsiasi dei social che utilizzo e i cui link potete trovare in alto a destra nella pagina (o in basso a sinistra, a seconda dei casi).

Tutti i blog selezionati riceveranno un archivio contenente i file digitali del libro in versione preview, immagine di copertina definitiva e altro materiale necessario allo scopo.

Tra i coraggiosi volontari per le letture/recensioni ne estrarrò almeno tre, ai quali invierò appena disponibile una copia cartacea del romanzo in versione "anteprima". In pratica una versione "brutta", con copertina fake (quella che vedete qui accanto), stampata in formato A5 e tiratura limitata, naturalmente firmata con particolare affetto dall'autore, me medesimo in persona. Un pezzo quasi unico insomma.


sabato 16 aprile 2016

Oggi "Il Papa Nuovo" si scarica gratis

Su Amazon l'e-book disponibile gratuitamente solo oggi e domani.

C'è agitazione tra i cardinali. Quella che doveva essere solo una votazione interlocutoria, la prima del Conclave, ha invece dato luogo a un risultato inaspettato. 

Spetterà a Suor Paola, un tempo missionaria e ora collaboratrice di uno dei più stimati tra i cardinali, cercare di portare al cospetto del Conclave l'unico uomo che forse è in grado di rispondere alle loro domande... 

Una storia che inizia da uno spunto surreale, si dipana leggera e tuttavia ci porterà a riflettere sul significato della fede. 


martedì 22 marzo 2016

Impressioni di lettura: Nessun dove di Neil Gaiman

Ancora un libro di Gaiman, ma sapete già perché in questo periodo ho saccheggiato la produzione di questo autore. 
Mi piace notare come il titolo di questo testo dimostri quanto sia difficile fare il traduttore quando si ha a che fare con autori ricchi di fantasia come Gaiman e Pratchett. Il titolo originale infatti era  Neverwhere, non proprio la stessa cosa eh?

Neverwhere nasce come serie televisiva, Gaiman ne fa poi un romanzo, che rivede e corregge un paio di volte, se non sbaglio. Quella che ho letto dovrebbe essere l'ultima revisione, la più completa. Almeno per ora.

La trama ci porta in un mondo che vive sotto la Londra contemporanea, dove possiamo trovare creature molto particolari, dotate di poteri straordinari. Il protagonista  è un ragazzo del mondo "normale" che si trova per caso ad aiutare una fuggitiva del mondo di sotto e a causa di questo gesto rimane intrappolato nello stesso.

Anche questa volta vedremo i nostri personaggi principali evolvere, crescere, maturare e cambiare. Non mancano le sorprese, proprio nel comportamento di alcuni personaggi chiave. Inquietante quanto basta, spiazzante nella parte iniziale (questa signorina Porta è un'ingrata), originale come sempre. Gaiman ci mette a confronto con alcune delle nostre antiche paure, ma nonostante questo credo di poter dire che si tratta di una lettura adatta a tutte le età. Consigliato, come tutto quello che ho letto di questo autore.

martedì 15 marzo 2016

Minuti Contati - Romano De Marco edition

Ho scoperto Minuti Contati due o tre mesi fa, non ricordo bene come, forse su Facebook, ma se non ricordo male ne avevo sentito accennare da Flavia Imperi durante una giornata con Franco Forte a Ciampino, ospiti di Mondoscrittura.

Comunque sia, semplificando al massimo, si tratta di scrivere racconti brevissimi a tema in poco tempo. Chi mi conosce sa che è difficile per me resistere alla tentazione di partecipare. Ci si diverte a scrivere, ci si scambiano impressioni e critiche, molto probabilmente si impara qualcosa. E, a volte, con un po' di fortuna, si viene anche apprezzati, il che non fa mai male.

Se scrivete, per diletto o per passione, dovreste dare un'occhiata e magari provare a partecipare. Se invece siete lettori potete trovare dei racconti brevi di buona qualità (così dicono) e divertirvi a leggerli. Insomma se la lettura e la scrittura sono una parte importante della vostra vita questo è un circolo di persone con le quali troverete affinità.

Ma veniamo alla sorpresa che mi hanno fatto ieri sera. Stavo ascoltando la diretta sulla web radio online Impronta Digitale, avevano appena annunciato il terzo classificato quando mi muore la connessione internet. Non capita mai, il tempo di fare due prove, spegnere e riaccendere il router, lanciare un paio di improperi, rendermi conto che la connessione continuava a non funzionare e realizzare che mi ero perso il finale di trasmissione. Niente, rinuncio, torno al mio divano e mi finisco di vedere Montalbano.

Solo dopo controllo su youtube e vedo il video qui sotto. E insomma ci ho messo tutto il tempo del video per capire che in questa edizione, l'ospite speciale Romano De Marco ha scelto il mio racconto come migliore tra quelli in finale.

Grazie Romano!

giovedì 10 marzo 2016

Annuncio: disponibile da oggi la raccolta di racconti di fantascienza: "Fughe"

Dopo tanto annunciare e tentennare è arrivato il momento di pubblicare "Fughe". Il libro è già disponibile in digitale e ordinabile anche in cartaceo con spedizione in pochi giorni. Ricordo che il libro è scaricabile gratuitamente per i clienti Amazon Unlimited.

Ho raccolto in questo volume alcuni dei racconti scritti tra il 2014 e il 2015, in particolare gran parte di quelli che si potevano anche solo vagamente definire appartenenti al genere fantascientifico. Sono certo che molti lettori dissentiranno su questa mia attribuzione, ma non entrerò mai in polemica sulla definizione di genere letterario, mi accontenterò di ignorarla in allegria, c’è gente molto più brava di me per queste cose.

Ognuno di questi racconti, ognuna delle cose che scrivo, nasce sempre dal mio ragionare su un argomento preciso, spesso legato all'attualità. Quello che amo fare è cambiare le carte in tavola, porre domande. Non aspettatevi tuttavia che vi fornisca anche le risposte. In ogni caso spero di aver suscitato un pizzico di dubbio in qualcuno di voi.
Ecco di seguito qualche nota sui singoli racconti inclusi, da leggere se siete curiosi di sapere cosa mi ha spinto a scriverli.

Come ai vecchi tempi nasce dalla mia completa sfiducia nell'idea che Dio, ammesso che esista, abbia un qualsiasi connotato umano: ira, dispetto, compiacimento, riconoscenza. Niente di meglio quindi che fare ironia supponendo invece di avere di fronte un Dio che sia proprio così.
Il racconto è stato pubblicato da Historica Edizioni in un’antologia dedicata a racconti di autori dell’area romana, “Racconti Capitolini”.

Teutovirus prende per il naso l’idea che gli uomini si possano giudicare per categorie razziali, piuttosto che religiose o di altro tipo. Lo fa alla maniera dei matematici, assumendo che la genetica davvero determini senza fallo i comportamenti umani. Ho pubblicato questo racconto nella collana “Short Dogs” del Sad Dog Project.

Dente per dente ha avuto origine dal fastidio che provo ogni volta che, di fronte a certe situazioni, reati, violenze, sento le persone parlare di contrappasso. Qui creo la situazione perfetta per applicare questa legge e dimostro, spero, quanto sia in realtà difficile essere giusti anche avendo a disposizione un’arma così potente. Il racconto si è classificato secondo nell'edizione 35 del Premio Writers Magazine ed è stato pubblicato nel numero 43 di quella rivista.

Cena Vegana è uno dei tanti giochi sul cibo, un tema che mi affascina molto, in special modo nei suoi estremi, sia in eccesso che in difetto. La domanda riguarda più in generale le passioni assopite e il prezzo che si è disposti a pagare per rianimarle. Con un pizzico di follia e ironia, naturalmente.

La soluzione è una mia farneticazione sulla guerra e le sue armi. La tentazione di sfruttare la propria presunta superiorità e l’estremo distacco che la tecnologia ci può garantire mentre si uccidono altri esseri umani sono temi centrali e pongono domande difficili. La tecnologia che descrivo temo potrebbe diventare prima o poi fin troppo realistica.

La valigia color ciclamino e Acqua su Marte rientrano nella mia abitudine di prendere un po’ in giro la supponenza di certi potenti. L’idea molto diffusa in certi popoli di essere al centro di tutto. Scoprire che non lo siamo può essere piuttosto duro.

Macellai ha di nuovo a che fare con il cibo. Rimango basito quando le persone, per difendere una posizione non violenta, dimostrano odio nei confronti di altri esseri umani. C’è una evidente incoerenza che tuttavia costoro non sembrano percepire. Questa storia non fa che esasperare il problema e mostrarne le conseguenze finali. Rappresenta anche, come di certo avrete colto, un omaggio a un cantautore che amo molto.

La preda perfetta racconta la brutta fine di un predatore sessuale che qui rappresenta tutta la classe dei predatori, quelli che usano la forza, qualsiasi forza, come mezzo per ottenere quello che si vuole senza riguardo per gli altri. A loro si ricorda che, per quanto si possa essere forti, esiste sempre un predatore più grosso e cattivo di noi.

Lo stesso tema è ripreso nel racconto Il cacciatore, dove un diverso genere di predatore si trova di fronte qualcuno più feroce e spietato di lui. Anche qui i ruoli vengono scambiati, un po’ per gioco, un po’ per far riflettere sul modo in cui trattiamo questo nostro pianeta e le specie con cui coabitiamo.

Inshallah affronta un tema molto attuale, quello del grande esodo di profughi che investe l’Europa, ma lo fa ancora una volta ribaltando il tavolo. Una glaciazione abbraccia la Terra e stavolta sono gli europei, un tempo più ricchi e fortunati, a dover fuggire per salvare la propria vita. E su tutto spira forte il tema del karma.

Paleocoder è una storia dove, con toni spero divertenti, descrivo un possibile futuro remoto attraverso il quale raccontare un nostro probabile futuro prossimo. Qui il gioco assume un suo ruolo importante ma molti elementi che hanno una valenza comica rappresentano anche spunti di riflessione sul nostro mondo e le sue follie. È il più recente dei miei racconti e si coglie qualche sprazzo di quello che potrebbe arrivare in seguito.

Infine ho inserito nella raccolta Madre Terra e La Strada, due vecchi racconti già presenti nella mia prima pubblicazione indie. Mostrano il mio stile di scrittura degli anni novanta dello scorso secolo. Considerateli come un bonus aggiuntivo.

Che dire ancora? Correte a comprare il libro su Amazon e non dimenticate di farmi sapere le vostre impressioni.

sabato 27 febbraio 2016

Sondaggio sulla copertina di "Fughe"


"Fughe" è il titolo della mia raccolta di racconti brevi che, salvo opportunità o imprevisti, uscirà nel prossimo mese di Marzo. Un'antologia con dodici più due racconti di genere fantascientifico o quasi. Fughe dalla realtà, fughe nella realtà, o semplicemente modi diversi di vedere le cose, fuori dalla boccia.

Ecco allora la copertina, che potete vedere qui sopra in tre versioni leggermente diverse tra loro (cliccando l'immagine dovrebbe aprirsi in dimensioni più grandi). 
Di seguito invece il sondaggio per votare quella che per voi è la migliore. Se non visualizzate le box di scelta qui sotto potete cliccare questo link.


Quale copertina preferisci?

Quella a sinistra (1)
Quella al centro (2)
Quella a destra (3)
Quiz Maker

martedì 2 febbraio 2016

Quattro chiacchiere su Sad Dog Project

Grazie a Leonardo Vannucci che ci ha voluto con sé, ecco un lungo ma spero interessante video dove io e tre amici autori parliamo del nostro progetto editoriale Sad Dog Project.

Purtroppo, o per fortuna, il mio chrome ha un'antipatia per youtube e così il mio video quasi mai viene attivato durante la diretta, potrete però godere della mia vocina.


martedì 15 dicembre 2015

Sad Dog Project: perché editori e autori indie non sono nemici


Da parte di alcuni editori si nota una certa avversione verso gli autori indie, in particolare vengono espresse forti critiche sulla qualità del prodotto. Se da una parte questa può sembrare una reazione normale verso un fenomeno che almeno in linea teorica può rappresentare una minaccia per il loro conto economico, dall'altra ho sempre pensato che si tratti di una posizione che deriva anche da una visione limitata e priva di spunti innovativi di una certa parte del mondo editoriale.

Prendendo atto con onestà che tra le moltissime pubblicazioni indipendenti si trova una certa abbondanza di materiale scadente, non dimentichiamo che lo stesso si potrebbe dire per una fetta non irrisoria di opere pubblicate da case editrici tradizionali. La verità è che per entrambi i mondi bisogna essere capaci di distinguere. Solo in apparenza questo è più facile per gli editori, dove la qualità parrebbe legata all'editore stesso con una certa omogeneità dei prodotti proposti. La realtà però si discosta spesso da questa assunzione, specialmente per alcuni tra gli editori mainstream che di questi tempi sembrano meno interessati che nel passato a curare l'aspetto qualitativo. 

Se vogliamo proprio andare a fare distinzioni, è possibile dire che sul mercato oggi la qualità media più alta la garantiscano alcuni editori indipendenti, che ne fanno la chiave della loro strategia di business.

Anche la distinzione tra autore pubblicato (da un editore) e autore indie tende a sfumare ogni giorno di più. Non sempre i contratti hanno clausole di esclusiva e questo permette una certa libertà di movimento agli autori, anche attraverso la pubblicazione indipendente.

Le due forme di pubblicazione, con editore e indipendente, possono dunque coesistere, ed è questo il caso dei quattro autori che si sono associati sotto il marchio editoriale "Sad Dog Project", gruppo al quale appartengo anche io.

Questo progetto ci consente di pubblicare in maniera indipendente quei racconti di genere che sono difficilmente "piazzabili" presso editori tradizionali. La flessibilità che abbiamo è tale da rendere possibili approcci originali. Il problema che abbiamo d'altra parte è lo stesso che ha un qualsiasi piccolo editore indipendente, la distribuzione e il marketing del nostro prodotto. Nella peggiore delle ipotesi la nostra rimane un'esperienza utile, nella migliore può darci della visibilità. Non credo di essere troppo ottimista se dico che con il tempo questa linea ci darà qualche soddisfazione.

Uno degli scopi che ci siamo prefissi è proprio quello di costruire un marchio che in qualche modo venga riconosciuto dal lettore, all'interno del quale radunare le nostre opere e quelle di autori che vogliano partecipare con serietà, come ospiti della collana, accettando che il loro lavoro venga passato al vaglio di una selezione e di una critica costruttiva, come dovrebbe accadere e accade nelle migliori case editrici.

Se faremo bene questo lavoro i lettori di certo cominceranno ad apprezzare quello che produciamo, e impareranno a riconoscere al progetto quella dote di omogeneizzazione e garanzia della qualità. Un libro, un racconto, può piacere o meno, ma deve essere riconosciuto come prodotto reale, confezionato con professionalità. Non è un articolo su un blog o un social, dove il linguaggio colloquiale e l'estemporaneità dell'atto di scrivere può far considerare accettabile una forma non impeccabile. Nei libri si deve garantire un livello minimo di stile, leggibilità, forma e una sostanza che magari sia discutibile in base ai gusti ma sia comunque presente, sia appunto sostanza.

Per ora vi dico solo, teneteci d'occhio, abbiamo parecchie idee e non abbiamo paura di usarle. Come i racconti disponibili anche in mini-libri cartacei o la nostra raccolta temporanea, disponibile solo per il periodo festivo, da collezionare, conveniente e ricca.




lunedì 16 marzo 2015

Impressioni di lettura: Occhi di drago di AA.VV.

Ecco, questa è una cosa che non pensavo di fare, ma come al solito non avevo tenuto conto di tutte le possibilità.

Di che parlo? Semplice, ero convinto che non avrei mai fatto la recensione a un libro di cui fossi io stesso autore. Non avevo pensato però alle antologie, le raccolte di racconti. Ecco quindi il caso: una raccolta di racconti di cui io sono solo uno degli autori, e che quindi mi vede coinvolto nel duplice ruolo di lettore e scrittore.

Non vi parlerò quindi di Occhi di Drago (mio racconto), ma di Occhi di Drago raccolta. E farò una mini recensione per ogni racconto ivi contenuto, tranne il mio.

Saranno brevi come coltellate, ma spero meno dolorose.

I mostri giunti dal cielo di Stefano Cariddi
Se avrete l'occasione di incontrare Stefano potrete sicuramente associare alla sua persona una serie di aggettivi. Dovendone scegliere uno rimango indeciso tra vulcanico ed entusiasta. Poiché qui faccio quello che mi pare ve li ho detti entrambi. Il racconto utilizza un meccanismo vecchio come la scrittura in maniera magistrale. A voi decidere poi con chi provare empatia. Genere, direi fantascienza.

Le rovine di Federica Soprani
Per Federica invece voglio riservare gli aggettivi elegante e interessante. Probabilmente è la scrittrice con più esperienza del gruppo e direi che si percepisce anche leggendo. Già in questo secondo racconto della raccolta si nota un filo rosso che lega tutto: l'empatia. Fantasy in questo caso, mi viene da dire, ma non ha alcuna importanza, questo racconto potrebbe essere collocato ovunque e funzionerebbe alla perfezione.

Drago da taschino di Ilaria Pasqua
Il racconto di Ilaria è commovente. Giuro che non saprei definirlo diversamente. Parla di un drago, sembra, in maniera certo un po' particolare. Ma io non vedo un drago, vedo tante cose, tante persone, tante situazioni, e non posso che sentirmi toccato nel profondo. Leggetelo e ditemi se non capita anche a voi.

La sognatrice di Lorenzo Franchi
Quando penso all'amore, a tutte le forme d'amore, mi rendo conto che tutte hanno pari dignità, eppure una di queste forme è in grado di dimostrare con chiarezza, nelle maniere più eclatanti, la sua potenza. È l'amore di una madre per i propri figli. Molto bello vedere che sia stato un uomo a scrivere un racconto che porge omaggio a questa potenza.

Il giudizio di Cinzia Ferrara
Confesso che letta l'ultima parola di questo racconto ho pensato: "Magari fosse così facile". C'è ottimismo e speranza in questo racconto, c'è un sogno, il sogno di noi tutti, che si avvera. Credo che sia giusto così, che sia giusto sognare e sperare, e magari lavorare concretamente per fare sì che certi sogni si avverino.

Occhi di drago di Mario Pacchiarotti
Questo racconto ve lo dovrete recensire da soli :-)

Il colore della guerra di Ester Trasforini
Ester è una bella ragazzona alta e simpatica. L'ho incontrata al BUK e mi ha fatto il solito effetto che mi fanno sempre le brave ragazze di quell'età: mi scaldano il cuore. Il suo aggettivo credo sia passione. Ne ha tanta e spero davvero che gliene possa venire del bene. L'empatia scorre forte anche nel suo racconto. Anche qui un tema visto molte volte ma ben sfruttato. Anche qui la speranza viene coltivata e il finale per quanto aperto è fortemente positivo.

La domanda di Frey di Martina Scagnolari
Questo è forse il racconto più cupo del gruppo, quello che mette un po' più alla prova il lettore. Ci verrà posta una domanda, quale sia non importa, quello che conta è la classe di domande cui appartiene, una classe ben nutrita e sempre attuale, una di quelle domande che non hanno una risposta giusta e una sbagliata. Quelle domande a cui dare una risposta è sempre un peso. Sono le domande più importanti e forse è per questo che di questo tipo la vita ce ne procura tante.

Concludendo, un libro di un centinaio di pagine scarse, otto racconti diversi ma legati dall'empatia, dal senso del diverso, dal mostro che tale non è mai del tutto. Sono stati una lettura interessante e sono fiero di farne parte. Disponibile solo in e-book, in tutti i formati nello shop della Gainsworth Publishing.

giovedì 2 ottobre 2014

FUORI DAL LIBRO Capitolo II – Le storie

Questo articolo esce contemporaneamente su quattro blog:








FUORI DAL LIBRO

Capitolo II - Le storie

(Martin) Chiamatemi Martin, Martin Juppiter. Non è il mio vero nome, ma tanto, qui, di vero cosa c'è?

(Iolanda) Martin Juppiter, temo non ci sia nulla di vero qui, hai ragione, noi siamo menzogne calate in questo parco immaginario.
Tu da dove vieni? Come era la tua vita prima di arrivare qui?

(Martin) La mia vita era normale. Cioè non proprio. Stavo bene, la gente comprava i miei libri, c’era Juliette… Accidenti, ma perché sto usando il passato? Questa specie di incubo mi sta facendo impazzire. La mia vita c’è ancora, basta che mi svegli, basta che questa cosa finisca. Lo sentite anche voi, no? Che è solo una sorta di sogno.

(Iolanda) Martin Juppiter, non credo che questo sia un sogno. Ci troviamo in una realtà diversa, certo, ma è pur sempre una realtà. Non ti angosciare, fatti coraggio.

(Antonio) Neanche io penso che sia solo un sogno, anche se tutto è molto strano. Per dire, voi per caso avete appetito?

(Martin) Come potete pensare a una cosa del genere adesso?

(Antonio) Be’, io comincio a sentire un filino di fame. E questo non sembra deporre a favore dell’ipotesi del sogno. Succede solo a me?

(Iolanda) Ora che mi avete liberato dalle catene che mi opprimevano, sento di essere tornata di nuovo alla vita. Antonio, anch'io ho fame, ma cosa potremmo mangiare qui?

(Martin, allargando le braccia) Non vi capisco. siamo in un sogno, o, peggio, in un incubo, se non addirittura in una realtà diversa dalla nostra e voi avete fame? A me si è chiuso lo stomaco.

(Iolanda) Martin, non conosco la tua realtà, così come non capisco quella di ognuno di voi. Il vostro abbigliamento è strano, anche il modo di esprimervi. Il vostro linguaggio è diverso dal mio. Eppure lo comprendo. Cosa ci sta succedendo? E tu, Martin, vuoi provare a spiegarmi a quale realtà appartieni? Cosa fai nella vita? Anche a te piace andare nel bosco a raccogliere bacche per ricavarne tisane? Oppure fai un altro mestiere?

(Martin) Senta signorina, cioè, senti Iolanda, cosa intendi con questi discorsi? Mi sembra che se qui c’è qualcuno di strano quella sei tu, e non tanto per i vestiti.

(Iolanda) Non lo so cosa vuoi dirmi, Martin, mi sento così confusa. Tra voi sono io la persona diversa ma non riesco a rendermi conto di niente. A te non piace andare in giro per i campi a raccogliere le erbe? Fai qualche altro lavoro? Modelli il legno?

(Martin) A raccogliere le erbe? Quando ero bambino mi ha portato mio nonno, una volta. Ma sono caduto in mezzo all’ortica e non ci sono andato più. (Sbuffa) E certo che faccio un altro lavoro. Scrivo. Libri. Perché mi guardi così? (Si volta verso il prof e Antonio a cercare comprensione, poi torna a guardare Iolanda). Libri: sai cosa sono, no?

(Professore) Aspetta Martin, la signorina Iolanda è turbata, credo che i nostri discorsi le siano poco chiari.

(Voce narrante) La giovane rimane immobile. Lo sguardo perso, come se fosse alla ricerca di qualcosa di indefinito.

(Martin, rivolgendosi al prof e accennando con il capo a Iolanda) Non si sarà mica… insomma non sarà sotto l’effetto di qualche roba?

(Antonio) A me pare solo molto confusa. D’altra parte, se questo non è un sogno, o un’allucinazione, se voi siete reali, allora qualcosa di molto strano ci è accaduto. Io sono molto razionale, devo trovare sempre una ragione e un motivo per tutto, vogliamo provare a capire insieme? 
Per cominciare potremmo confrontare le nostre esperienze, da dove veniamo, come è il mondo che conosciamo, così tanto per capire se condividiamo almeno le stesse esperienze generali…

(Professore) Hai ragione, Antonio. Vuoi cominciare tu, Martin?

(Martin) Vengo dalla città di ***, dove sono nato e ho sempre vissuto. Ero nel mio studio, ve l’ho detto, e all’improvviso è sparito tutto, mi sono trovato in un parco, ma non il solito parco con a fianco la solita strada: intorno a me non c’erano che erba e alberi. Mi sono inoltrato lì, del resto ERO lì, che altro potevo fare? Subito dopo ho incontrato il professore e insieme siamo arrivati qui. Per quanto riguarda le mie esperienze ecco: dopo la laurea ho iniziato a pubblicare dei racconti e anche dei romanzi, ma intanto lavoravo, prima come postino e poi come responsabile del reparto romanzi di avventura della libreria Oltrebook; quando un mio libro ha avuto un discreto successo e mi ha fatto guadagnare abbastanza da lasciare l’impiego ho iniziato a dedicarmi solo alla scrittura. Tutto qui. Non c’è mai stato niente di strano nella mia vita, fino ad oggi.

(Professore) Quindi anche tu sei uno scrittore… E cosa scrivi, Martin?

(Martin) Romanzi di avventure, mistery. A volte sono in mostra nelle vetrine delle librerie. Almeno lo erano fino a qualche tempo fa.

(Professore) Romanzi, capisco… Una volta che questa storia sarà finita, avrai un buono spunto per un nuovo libro.

(Voce narrante) La giovane Iolanda è rimasta in silenzio, gli occhi fermi sul viso dei suoi compagni che continuano a parlare. Li ascolta, ma quei discorsi sono incomprensibili per lei. Quella realtà le è ancora più ostile di quanto non lo sia per gli altri tre.

(Iolanda) Perché parlate così? Che significato hanno le vostre parole? Mistery, romanzi, postino? Questo mio sogno mi sta diventando intollerante davvero. 
Perché io sto sognando, non ci sono dubbi.

(Martin, sospirando) Abbiamo stabilito che non è un sogno. (Borbotta fra sé) Forse. O forse no.

(Antonio) Raccontaci di te Iolanda, da dove vieni, cosa fai nella vita, quanti anni hai, forse capiremo il motivo per cui ti sembriamo tanto strani.

(Iolanda) Cosa potrei dirvi di me? Sono una ragazza semplice, mi piace correre nei campi, attraversare i boschi. Lì trovo sempre le mie erbe, quelle che la vecchia mi ha insegnato a separare dalle altre, per preparare i medicamenti. La mia vita era felice. Poi, all'improvviso, sono venuti da me. Non li conoscevo. Mi hanno legata e portata lontano. Mi hanno spinto dentro. Non riesco a ricordare tutto ciò che ho subìto a causa di quelli di cui neppure io conosco il nome. So soltanto che sono stati crudeli con me. I miei capelli... Vedete? Me li hanno tagliati.

(Voce narrante) La giovane si piega sulle ginocchia, inizia a singhiozzare. Con le mani si strofina la testa, come se volesse ritrovare i capelli lunghi di un tempo.

(Professore) Povera ragazza… Visto? Che vi dicevo? Mi sembra evidente che la nostra Iolanda non appartenga al nostro tempo. Ci troviamo in questa strana situazione, noi tre fuori dal nostro contesto, lei addirittura fuori dal suo tempo. Per quanto bizzarro ci possa sembrare, lo dobbiamo accettare, prima lo faremo e prima saremo in grado di capire come uscire da qui, o almeno come comportarci. Forza, Iolanda, calmati adesso, nessuno di noi ti farà del male, e i tuoi capelli ricresceranno. Anzi (parlando fra se), forse c’è un modo per capire da dove, o meglio, da “quando” vieni. (Rivolto a Iolanda) Ti ricordi chi è il pontefice? Sai il nome del Papa che vive a Roma?

(Iolanda) Brunilde mi parlò del pontefice, Bonifazio VIII. La vecchia parlava poco, mi dava solo notizie vere ed importanti. Mi disse del papa, lo ricordo bene.

(Professore) Bonifazio, o Bonifacio VIII… Se non ricordo male è stato uno dei Papi più influenti del medioevo, del 1200 o 1300, credo… quindi, come sospettavo, la nostra signorina Iolanda è un po’ più lontana da casa di tutti noi. Ora capisco meglio anche le sue allusioni alle erbe curative e agli uomini che le volevano fare del male. (rivolgendosi sottovoce agli altri) Mi sa che la ragazza è stata sospettata di stregoneria…

(Martin) Medioevo! La situazione è davvero preoccupante, ancora più di quello che sembrava. Si sono confusi anche i tempi, oltre che i luoghi...

(Iolanda) Io non lo so chi siete, vi prego lasciatemi capire. (sospira e piange)
(Professore) Su, su, Iolanda, non abbatterti! Non ti preoccupare, ci capiamo poco noi in questa situazione, figurati tu. Antonio, tu che ci racconti di te? Mi sembri un uomo dei nostri tempi, vero?

(Antonio) Be’, guardando come siamo vestiti direi di sì, anche se la presenza di Iolanda che sembra provenire da tutt'altra epoca ci potrebbe far supporre che anche noi, per quanto più vicini, potremmo non essere del tutto contemporanei. Basterebbe però che ognuno di noi dicesse che giorno ritenga sia quello di oggi per poterci confrontare con precisione. Tuttavia c’è un piccolo problema, per quanto mi sforzi, io non riesco assolutamente a ricordarlo.

(Iolanda) Io non so dirlo, mi dispiace, ma che importanza ha? L’epoca in cui siamo finiti è senza tempo, senza risposta, né significato. Prima ero confusa ma ora sto cercando di riprendere le forze e la lucidità. Tutto sommato, io adesso sto meglio, sono finalmente libera dalle catene e non vedo più quelle fiamme che fino a poco tempo fa sembravano così vicine. Voi avete idea di cosa possa significare sentire l’aria intorno che si fa via via più calda? L’atmosfera che diventa asfissiante?


(Antonio) Forse Iolanda ha ragione quando dice che questo è un luogo senza tempo, tuttavia io non penso che quanto ci accade sia senza significato. Ho la sensazione di essere qui per un motivo, eppure più mi sforzo di svelare questo mistero, più sembro allontanarmi dalla soluzione…

(Professore) Magari sarebbe meglio accettare questa situazione senza farsi troppe domande sulla natura di questo posto, almeno per il momento. Se c’è un motivo importante per il quale noi, e proprio noi, ci siamo ritrovati qui, forse dipende dalla nostra natura… Iolanda è una ragazza di un altro tempo, esperta di erbe e di pozioni curative, Martin è uno scrittore, come me in fondo. Sono anch’io un letterato, ho pubblicato saggi e romanzi e tengo conferenze sulla scrittura e sull’arte. Che cosa ci accomuna? Tu, Antonio, sei un falegname, giusto? C’è qualcos’altro che ci vuoi raccontare di te? Tanto per capire i legami che ci uniscono...

(Antonio) Oh be’ proprio un falegname forse è troppo, lo faccio per divertimento, non come un vero lavoro, da quando sono andato in pensione. Mi piace lavorare il legno, è una materia viva, quasi ti parla, non puoi semplicemente piegarla alla tua volontà, devi studiarlo, capirlo e solo dopo puoi cominciare a tagliare, piallare, dipingere. Forse hai ragione credo di essere diventato un falegname…

(Iolanda) Antonio, come sei arrivato qui? Mi sembra di conoscerti ma non riesco a ricordare dove e quando ti ho incontrato. Forse, in realtà, non ci siamo mai visti ma ci sentiamo vicini per altri motivi? Che strano destino il nostro.

(Antonio) Per me è tutto confuso. Anche io sono certo di averti già incontrato, appena ti ho visto mi è venuto alla mente un ricordo di noi due persi in questa nebbia. E infatti l’ho detto, è la seconda volta che ti incontro, e conoscevo anche il nome. Ma ora in questo parco la nebbia si è almeno un po’ diradata, mentre quella nella mia mente sembra infittirsi. Anche i ricordi, anche i ricordi si intrecciano. Sono un falegname, lo so, ricordo gli strumenti e il profumo del legno, ma altri ricordi confusi vengono a galla, che non so neanche se siano i miei.

(Iolanda) In questo momento non credo abbia importanza riuscire a capire dove ci siamo già conosciuti, Antonio. Ora abbiamo bisogno tutti di trovare il modo di uscire da qui. Non lo pensate anche voi, Martin e Professore?

(Martin) Uscire di qui? Certo, la sola cosa che conta è tornare. Tornare… perché mi suona strano usare questa parola? Forse perché io non sono andato da nessuna parte. Mi sono trovato qui e non so cos’è questo qui e perciò che significato assume la parola “tornare” in questo contesto?

(Professore) Ma rimpiangete tutti così tanto la vita, la situazione in cui vi trovavate? Iolanda, per esempio, non credo, mi sa che sia più tranquilla e sicura qui, o sbaglio? E tu, Martin, a quali impegni inderogabili sei costretto a rinunciare rimanendo qui? Io penso che dovremmo vivere questo evento come un’esperienza nuova e insolita, forse un’occasione per vivere un’avventura inaspettata e, tutto sommato, non proprio sgradevole. Intanto ci siamo incontrati, e questo mi sembra già una cosa positiva. Conoscere persone nuove ed estranee al nostro solito ambito io lo considero importante.

(Iolanda) Io sono tranquilla adesso. Mi sento fra persone che non vogliono farmi del male, che non mi accusano, non mi legano e non accendono fuochi intorno a me.

(Antonio) Professore non avevo pensato alla cosa da questo punto di vista. Abbiamo la possibilità di vivere una situazione eccezionale in un mondo di cui non sappiamo nulla. E se invece di preoccuparci di tornare lo esplorassimo? Magari troviamo anche qualcosa da mettere sotto i denti...

(Professore) Hai ragione, Antonio, siamo stati qui fermi anche troppo a lungo. Ci sono molti sentieri in questo parco, scegliamone uno e incamminiamoci, ovunque ci porterà sarà sempre meglio che rimanere ad aspettare chissà che cosa. E, devo confessare, che anch'io inizio a sentire un certo languorino...

(Martin, rassegnato ma nello stesso tempo determinato, più di quanto non lo sia stato fino a quel momento) D’accordo. Anche perché mi sto convincendo che “tornare” sia impossibile: non è per nostra volontà che ci troviamo qui e non sarà per nostra volontà che potremo andarcene. Perciò anch’io credo con non ci resti altro da fare che cercare di conoscere meglio questo luogo.



(continua nel capitolo III)