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martedì 2 febbraio 2016

Quattro chiacchiere su Sad Dog Project

Grazie a Leonardo Vannucci che ci ha voluto con sé, ecco un lungo ma spero interessante video dove io e tre amici autori parliamo del nostro progetto editoriale Sad Dog Project.

Purtroppo, o per fortuna, il mio chrome ha un'antipatia per youtube e così il mio video quasi mai viene attivato durante la diretta, potrete però godere della mia vocina.


mercoledì 21 ottobre 2015

Un manifesto per gli autori #Indie

Alcuni giorni fa sono stato coinvolto da un gruppetto di amici autori nel lancio di un manifesto degli autori indie e volentieri mi sono associato a loro poco prima della sua pubblicazione.

Questo articolo racconta le mie riflessioni su questo tema. Lo scrivo consapevole di avere una visione limitata di questo mondo, di essere un amatore della scrittura, non certo un professionista e con la convinzione che alcuni editori, piccoli e meno piccoli, facciano un gran lavoro, con passione e con dispendio di energie e denaro.

Prima di tutto inserisco di seguito il testo del manifesto, libera traduzione da quello di Orna Ross, fondatrice e direttrice dell'ALLI (Alliance of Indipendent authors) e il link alla pubblicazione originale dello stesso sul blog dell'amica Cetta De Luca. Quindi cercherò di spiegare come lo interpreto.

Io sottoscritto dichiaro:
Che mai rinuncerò alle migliori opportunità di pubblicazione per gli autori e non permetterò all'industria editoriale di rinnegare le proprie responsabilità verso scrittori e lettori.
Pubblico i migliori libri di cui sono capace. Prima di farlo, ho imparato a soddisfare gli standard della pubblicazione industriale nella progettazione, formattazione, produzione, marketing e promozione del mio libro, e in seguito ho pensato a come spingermi in modo creativo oltre questi limiti. Nel fare del mio meglio, mi do anche il permesso di commettere errori, fallire, riprovare e fallire meglio.
Pubblico in tutti i formati e scelgo le piattaforme in modo da poter diffondere il mio lavoro nel modo più ampio possibile.
Decido autonomamente la pubblicazione delle mie opere avvalendomi degli strumenti tecnologici necessari per realizzare i libri in formato digitale. Quando lo ritengo opportuno decido anche di pubblicare la mia opera in cartaceo, sempre con l’obiettivo di renderla fruibili al maggior numero di persone.
Riconosco di essere più flessibile e più vicino al lettore di ogni altro operatore del settore. Proprio per questo invito quelli che si sentono minacciati dal self-publishing a ripensarci e a rivedere il loro pensiero nei confronti degli autori indie.
Non chiedo a nessuno il permesso di pubblicare, né una pacca sulla spalla, né un contratto che offende le mie competenze e il pubblico dei lettori. Invece, pongo domande sul modo in cui i servizi editoriali a pagamento e gli editori commerciali potrebbero meglio sostenere gli autori e servire i lettori.
Sono consapevole della mia posizione privilegiata in quanto sono autore ed editore di me stesso e proprio per questo posso permettermi, di pensare e ripensare il “libro” fino a che non sarò soddisfatto del mio lavoro. Una consapevolezza che mi accompagna in tutti i miei rapporti con gli altri professionisti dell’editoria e che si traduce in un vantaggio per me, per gli altri autori e per i lettori.
Sono orgoglioso del mio status di autore auto-pubblicato.

La prima cosa da dire su questo manifesto è che si tratta di una dichiarazione di forte impegno, da parte di chi lo sottoscrive, a lavorare in modo corretto allo scopo di produrre il migliore risultato possibile. Un impegno che l'autore indie si prende in prima persona, senza la possibilità di delegarlo ad altri. Questo però non significa che un autore indie si precluda la possibilità di pubblicare con editori in cui ha fiducia. Molti di noi lo hanno fatto e lo faranno, quando questo consenta di diffondere al meglio il nostro lavoro.

La seconda cosa che voglio evidenziare è come questa dichiarazione, anche se seguita alla lettera, non garantisce che il prodotto di tanti sforzi piaccia al lettore. Che sia buono da un punto di vista artistico. Sul piano formale e tecnico ci prendiamo un impegno a fornire un prodotto confezionato in maniera professionale, che sia da questo punto di vista paragonabile a quello fornito dalle migliori case editrici. Sul contenuto invece promettiamo di fare il nostro meglio, di lavorare in maniera corretta, di comportarci insomma come dei piccoli editori di noi stessi. Ma non possiamo promettere che i nostri libri piaceranno al lettore. Credo che nessuno possa fare tale promessa in buona fede, neanche i più grandi editori e gli autori più rinomati. 

Anche così, non tutti gli autori potranno sinceramente sottoscrivere questo manifesto. Persino qualche editore potrebbe trovarsi in difficoltà, almeno a giudicare dalla qualità formale di certe cose che vengono pubblicate. Se devo essere sincero nel leggerlo mi è venuto qualche dubbio, mi sono dovuto fare qualche domanda, un esame di coscienza, per così dire. E il risultato non è stato del tutto soddisfacente. Sono di certo e da tempo su quella strada, ma non posso dire di essere arrivato alla fine di questo percorso. Tuttavia mi sento di poter prendere un impegno in tal senso.

Non è un impegno solo verso chi ci legge, ma anche nei confronti degli altri autori indie. Perché ogni volta che un lettore apre un nostro lavoro e dopo poche pagine gli viene voglia di buttarlo, e magari lo fa, tutti noi che crediamo in questo modo di pubblicare ne riceviamo un danno. Se un nostro libro non piace a tutti non è un problema, ma se nelle prime pagine ci sono errori grossolani, che non meritano la definizione di refuso, se la copertina trasmette la netta impressione di non essere professionale, se la storia non ha né capo né coda, allora dovremmo ammettere di non aver rispettato questo patto.

Nel tempo il problema di essere identificati come autori di qualità nonostante la nostra scelta di essere indie è stato sempre molto sentito. Si è tentato in vari modi di affrontare il problema, associandoci insieme in modo da garantire una sorta di filtro di qualità, raccogliendo consensi individualmente e in tanti altri modi ancora. Questo manifesto è un segnale di questo tipo, non risolve nulla di per sé, ma spinge noi stessi a impegnarci in maniera consapevole, perché alla fine quello che conta è lavorare bene e produrre un risultato che possa trovare il favore di chi ci legge. E questo si ottiene solo lavorando in maniera professionale, non improvvisata, determinata e costante, senza tuttavia pensare di essere migliori di altri, degli editori in particolare, solo per il fatto di essere indie.

La discussione è aperta, tutte le idee sono benvenute.





lunedì 9 febbraio 2015

BUK Modena 2015

Sabato 21 febbraio e domenica 22 si svolge a Modena il BUK - Festival della piccola e media editoria.

Tra le tante presentazioni di nuovi libri che si svolgeranno durante la manifestazione vi sarà anche quella dell'antologia "Occhi di Drago" contenente otto racconti di autori vari, uno dei quali scritto da me. Sarò presente il sabato pomeriggio e la domenica mattina, o nei pressi dello stand della Gainsworth Publishing (stand 13 sala 1) o in giro a curiosare per la fiera. Di sicuro sarò alla presentazione dell'e-book, il sabato alle 18.30 (Sala Tignous). Sarà possibile comprare l'e-book dell'antologia allo stand, grazie alla potenza delle nuove tecnologie (ma non so bene come lo hanno implementato e sono curioso di vedere).

Se siete di Modena o nella zona o vi capita di passare veniteci a trovare, sarà un piacere.

lunedì 14 luglio 2014

Impressioni di lettura: "Il prossimo best seller, quasi un giallo" di Antonella Sacco

Come forse avete notato ho deciso di cambiare il titolo di questi articoli sostituendo il termine recensione con quello di "Impressioni di lettura". 

Questo perché ritengo esprima con maggiore chiarezza quello che sono questi miei brevi articoli che riguardano i libri che man mano mi capita di leggere. Io non sono un critico letterario, non sono neanche un letterato, e neppure uno scrittore, sono piuttosto una persona che ama i libri, leggerli e si diverte a scrivere qualcosa di tanto in tanto. 

Non ho velleità di critico e mi limito a raccontarvi che cosa mi passa per la testa dopo che ho letto un libro, da semplice essere umano.

"Il prossimo best seller, quasi un giallo" è un racconto molto lungo, o un romanzo breve, insomma, sono una sessantina di pagine da leggere, e questo lo dico solo per far capire che è qualcosa che si legge velocemente. Non dirò molto della storia, perché non voglio rovinare a nessuno il gusto di scoprire dove vada a parare; leggetevi la sinossi e avrete un'idea dello spunto da cui parte l'autrice.

Dirò invece che è una lettura divertente, in particolare per chi, come me, abbia mai scritto qualcosa, o conosca anche di striscio il mondo dell'editoria, mondo che Antonella prende (non troppo) velatamente per i fondelli, insieme a una certa tipologia di autori. Se fosse un brano musicare questo racconto sarebbe il K522 di Mozart. Non manca comunque una vena di giallo e di satira politica.

Riassumendo, lettura veloce e divertente, con un pizzico di giallo, un po' di satira e un finale che è la tipica ciliegina sulla torta.

sabato 14 giugno 2014

Come ti aggiusto il file


Il nostro bel romanzo è pronto per la pubblicazione. Lo guardiamo per l’ultima volta, è preciso, editato e corretto. Presto lo vedremo brillare là, sugli scaffali virtuali della libreria online.

Nel mentre ci deliziamo, immaginando il libretto confezionato, ci rendiamo conto che manca un passaggio fondamentale. Aiuto!

Per poter pubblicare il testo è necessario formattarlo e convertirlo nel formato richiesto dalla piattaforma scelta per la pubblicazione.


Antonella Sacco, Roberto Bonfanti, Mario Pacchiarotti e Concetta D’Orazio illustrano il procedimento di formattazione e conversione del file.


Antonella Sacco

Roberto Bonfanti

Mario Pacchiarotti

Concetta D'Orazio



Per quanto lunga e minuziosa possa essere l'opera di revisione di un libro, prima o poi l'autore dovrà trovare il coraggio di considerare concluso il lavoro e passare alla pubblicazione.

Già, pubblicare, in fondo è questo il vero nodo che rende un autore indie diverso da chi passa per le case editrici. Che lo si faccia per scelta o per necessità (e di questo ho già parlato), l'autore indipendente si qualifica così proprio perché pubblica autonomamente.

Anche se pubblicare oggi è molto più facile di alcuni anni or sono, rimane sempre un'attività che richiede qualche competenza in più di quelle necessarie a scrivere. In questo caso parliamo di e-book, quindi l'operazione è resa più semplice rispetto al libro stampato, dove la formattazione del testo e la sua impaginazione diventano di estrema importanza per il risultato finale.

Nell'e-book invece, salvo qualche caso particolare, l'impaginazione e la formattazione sono problemi di importanza marginale. Nei lettori di e-book infatti il testo viene quasi sempre presentato in maniera flessibile: si deve adattare alle dimensioni dello strumento di lettura, che può andare dal piccolo cellulare al tablet, fino al computer. Per questo motivo la formattazione dovrà essere minimale, giusto la separazione in capitoli, i salti pagina in alcuni casi, ma solo dove sia davvero necessario. Tentativi di disegnare il testo in modo vincolante portano solitamente a peggioramenti nel risultato finale che si trova di fronte il lettore.

Così un e-book andrà pensato con la sua copertina, la pagina del copyright, forse una prefazione, e infine i capitoli, separati da semplici salti pagina e con le sole formattazioni necessarie: dimensioni del font per i titoli, grassetto, corsivo e poco altro per il testo.
Si può certamente fare altro, ma per un romanzo è raro ci sia bisogno di altri accorgimenti. Se si vogliono aggiungere illustrazioni al libro è importante ricordare che queste devono essere dinamicamente ridimensionabili e che molti lettori le convertiranno in scale di grigi.

Il passaggio dal testo semplice, magari contenuto in un documento elettronico word o open office, al formato e-book, avviene di solito utilizzando un tool specifico che effettua la conversione in maniera automatica, o quasi. Un'altra possibilità è quella di utilizzare un vero e proprio editor di e-book, come Calibre, per meglio padroneggiarne la composizione.

Molto dipende dal nostro target. Oggi sono due i formati principali di e-book sul mercato, uno distribuito da Amazon, il MOBI, e l'altro diffuso con più generalità presso un insieme eterogeneo di piattaforme, il formato EPUB. Il processo di trasformazione di un testo in formato word in MOBI è garantito dai tool Amazon e avviene in maniera trasparente per l'autore, salvo poi impazzire se qualcosa non viene gestita nella maniera che si vuole, andando a modificare il testo di partenza per renderlo digeribile al tool di conversione. La mia esperienza è che più si mantiene semplice la struttura e la formattazione del documento di partenza, più probabile sarà la corretta trasformazione in e-book da parte dei tool automatizzati.

Per l'EPUB invece molto dipende dalla piattaforma di distribuzione che si utilizza. In qualche caso infatti viene messo a disposizione qualcosa di equivalente ai tool Amazon, mentre altre volte ci sono disponibili servizi a pagamento che effettuano per voi la creazione dell'e-book.

Rimane sempre l'opzione di creare in casa il file EPUB e poi fornirlo direttamente alle piattaforme di distribuzione, o anche distribuirlo in proprio.

Strumenti come Calibre hanno reso questa operazione alla portata di tutti. I più tecnici potranno realizzare il proprio e-book senza problemi, mentre i meno avvezzi agli smanettamenti dovranno imparare ad utilizzare questo programma, o altri di questo genere. La presenza di numerose guide online, che spesso descrivono passo passo le operazioni necessarie, rendono meno oneroso questo percorso di apprendimento. Per i più pigri esiste anche l'opzione di creare per primo il formato MOBI, sfruttando le funzioni messe a disposizione da Amazon, per poi convertirlo tramite Calibre in formato EPUB, operazione che richiede davvero minimi interventi, ed ha buoni risultati per libri di tipo semplice, come romanzi, saggi e manuali senza illustrazioni.

Ho scritto due diversi articoli sul tema, uno che descrive la pubblicazione sulla piattaforma Amazon, in formato MOBI, l'altro invece copre l'utilizzo di una seconda piattaforma di pubblicazione, italiana, che fa riferimento a Narcissus.

Potrete trovare qualche particolare in più sugli aspetti tecnici della cosa.

In conclusione, oggi pubblicare un libro è un'operazione alla portata di tutti, sia dal punto di vista tecnico che economico, con molte opzioni a disposizione degli autori.
Ricordiamoci però che prima di farlo bisogna aver scritto qualcosa, ma questa è un'altra storia.

venerdì 9 maggio 2014

Gratis è bello? Il costo degli e-book e la loro qualità

Da lettore ho sempre pensato che i libri costassero troppo. Questo principalmente perché il volume di libri che consumo, pur non enorme, è sempre stato tale da rendere piuttosto costosa questa mia passione.

Poi sono arrivati i negozi online, di cui sono stato naturalmente uno dei primi clienti. Tra offerte, sconti e campagne, il costo medio dei libri da me acquistati è drasticamente sceso.  E quando dico sceso intendo più che dimezzato. L'ultimo anno in cui ho comprato libri di carta con una certa persistenza è stato probabilmente il 2011. Se ci penso mi sembra un secolo fa, eppure sono passati solo tre anni.

Nel 2011 il mio negozio preferito per acquistare libri, rigorosamente di carta, era IBS. Spulciando la posta ho trovato una specie di riepilogo di spesa dell'epoca. Vi è scritto come dal primo di gennaio al 19 settembre di quell'anno il totale dei miei acquisti sul sito IBS assommasse a circa 126 euro. Considerando il prezzo medio dei libri che compravo, intorno a 5-6 euro, posso ipotizzare che si trattasse di qualcosa intorno a 20 libri. Che non era neanche male come spesa media. Naturalmente non erano gli unici libri che compravo, molti altri arrivavano in regalo o li prendevo dalle librerie "fisiche", anche se raramente, per il prezzo non concorrenziale.

Quindi, a settembre 2011, sono entrato nel mondo degli e-book. Non è difficile indovinare che la cosa ha coinciso con l'acquisto del mio Kindle, che ancora uso con soddisfazione. L'impatto sul volume e sul costo dei miei acquisti è stato drammatico. Nel 2012 i miei acquisti su IBS hanno sommato zero. Al contrario quelli su Amazon sono decollati. Già solo nei tre mesi del 2011 in cui ho utilizzato il Kindle i libri comprati sono stati 11 e quelli scaricati gratuitamente tramite le offerte Amazon sono stati 21. La cifra spesa per gli 11 libri che ho pagato ha sommato 22.97 euro, per una media di circa 2.08 euro per ogni libro. Molti dei libri gratuiti erano classici, ma alcuni erano volumi che avrei comunque comprato pagandoli, quindi il prezzo medio reale da calcolare dovrebbe anche essere minore. A questo calo notevole della spesa media per libro non ha fatto però riscontro un calo altrettanto drastico della spesa totale per anno. In pratica ho semplicemente comprato (e letto) molti più libri, spendendo alla fine solo qualcosa in meno di quanto avevo speso negli anni precedenti.

Già in questi primi quattro mesi del 2014 ho acquistato quarantaquattro e-book, con un prezzo medio inferiore ai due euro. Più del doppio di quanti sia stato in grado di leggerne nel frattempo: una ventina. Va però considerato che i prezzi dei libri che compro sono più bassi di quelli che di solito svettano in testa alle classifiche, a causa della mia predilezione per gli autori indie. Non vi dico neanche quanti libri gratuiti ho scaricato: il meccanismo pensato da Amazon per gli autori fa in modo che la gran parte degli autori indipendenti prima o poi rendano disponibili i propri titoli gratuitamente, e se si presta attenzione nell'arco di un anno si possono accumulare centinaia di titoli.

E qui viene spontanea la domanda: non è che siamo arrivati a un punto in cui i libri costano troppo poco?

Per rispondere dobbiamo prima capire che nel mercato degli e-book al momento ci sono almeno tre diverse tipologie di prodotto:
  • libri venduti da case editrici con target di prezzo alto (superiore ai sei euro)
  • libri venduti da case editrici con target di prezzo medio (inferiore ai sei euro)
  • libri di autori indipendenti (prezzi molto variabili ma per lo più inferiori a tre euro, e promozioni gratuite periodiche)
Non voglio andare troppo a fondo sul discorso della qualità, ma mi limito a dire che nella tipologia di prodotto indie c'è sicuramente una grande variabilità nella qualità dei libri che vi sono inclusi. Troviamo cose inguardabili, ma anche sorprese positive. 

Abbiamo dunque un'offerta continua di libri gratis o quasi da parte degli autori indipendenti, di qualità poco prevedibile e un'offerta di qualità più omogenea, con fasce di prezzo più elevate, da parte degli editori più o meno tradizionali. Il mercato è più complesso e variegato, ma datemi licenza di limitarmi a questa suddivisione molto approssimativa.

Alla luce di questo dunque, i libri digitali, costano troppo poco o troppo?

Per quanto mi riguarda tendo a considerare quelli del primo gruppo un po' troppo cari, al punto da non comprarne se non per eccezione, e molto raramente. Sinceramente non ho voglia di spendere dieci euro per un e-book, qualsiasi sia. Su quelli del secondo gruppo sono comunque molto selettivo, scegliendo con cura cosa comprare e dando sempre un'occhio al prezzo. Spesso approfitto delle offerte di Amazon, che raramente superano i tre euro e molto spesso si attestano intorno a due.

Il terzo gruppo infine, quello degli indie, forse costa troppo poco.

Sono in particolare le campagne gratuite a farmelo dire, nonché l'abitudine di molti autori di utilizzare il prezzo di 99 centesimi come base anche per volumi di centinaia di pagine. Ci sono due effetti deleteri a mio avviso che vengono generati con questa pratica.

Il primo è l'enorme accumulo di libri che non verranno mai letti. Mi rendo conto che è gratificante per un autore vedere dei bei numeroni nelle statistiche dei download o delle vendite, e lo dico essendoci passato, tuttavia dobbiamo essere consapevoli che la grande parte di quei download e persino molti di quegli acquisti non si convertiranno mai in una lettura. E se non vi leggono, è tutto inutile.

Io stesso ho nella mia libreria virtuale centinaia di volumi scaricati gratuitamente o comprati per meno di un euro, e ne ho letta una minima parte. La percentuale dei libri acquistati a prezzi superiori che ho già letto è invece molto superiore, e tende ad aumentare sempre.
I motivi per cui questo accade mi sembrano talmente chiari da non richiedere spiegazioni.
Dico solo che per molte persone la risorsa più preziosa, parlando di lettura, è il tempo. Dunque il prezzo, pur essendo un elemento di valutazione per l'acquisto, è sempre in secondo piano rispetto all'esigenza di evitare l'acquisto e la lettura di qualcosa che non ci piace.

Il secondo effetto deleterio creato dal prezzo basso o nullo è legato alla percezione. I lettori ormai hanno imparato la lezione: un titolo è in top 10 con un prezzo irrisorio non viene considerato alla stessa stregua di uno che magari arranca qualche posizione più indietro ma con un prezzo pieno. Giusta o sbagliata che sia, la percezione dei lettori è tale da associare il prezzo basso alla scarsa qualità. Il passaggio di questa etichetta dal libro all'autore è purtroppo molto breve e più o meno inevitabile.

Questo naturalmente non significa che i libri indie non debbano essere venduti a 99 centesimi o dati via persino gratis. Ma questo deve essere fatto con intenzione, per supportare un'attività di marketing, una campagna temporanea, per far conoscere un brano, magari su un solo titolo dell'autore che funga da assaggio, da ambasciatore dello stesso presso i lettori.

Non credo di essere in errore pensandola così. Immagino un futuro prossimo in cui la fascia di prezzo più alta si abbasserà un po', quella intermedia rimarrà più o meno dove sta, e quella inferiore, dove sono collocati principalmente indie e classici, vedrà molti autori ricollocare il proprio prezzo andando quasi a toccare la fascia mediana.

Tra un anno o due ci torniamo per vedere se ci sono andato vicino.




giovedì 3 aprile 2014

Indie: per scelta o per forza?

Tanto per sgomberare il campo da dubbi, e versare il giusto tributo agli amanti della lingua italiana, dirò che per indie si intende chi pubblica i propri scritti in maniera indipendente, senza passare per una casa editrice. In italiano dovrei dire autore auto pubblicato, oppure autore indipendente, ma sono pigro e indie mi piace. 

E, sì, lo so che non parliamo di indiani d'America e che il tepee non c'entra nulla, però è carino e ce lo metto.

La domanda che mi sono fatto in questi giorni è la seguente: in Italia si diventa indie per scelta, oppure lo si è perché non abbiamo alternativa? 

La risposta non è così semplice come potrebbe sembrare. Da una parte verrebbe da dire che non si tratta di una scelta. È molto raro che un autore venga pubblicato da una casa editrice senza prima fare una certa trafila, quindi sono tanti quelli che decidono di intraprendere la strada  della pubblicazione indipendente. Per una buona fetta di queste persone tuttavia, il vero sogno, il vero obiettivo, è quello di essere scelti da un editore. L'esperienza indie è quindi un passaggio fatto nella speranza di essere notati e poter entrare nel vero mondo dell'editoria.

Questi sono gli indie per forza, quelli per i quali l'essere indie è un po' un ripiego, o al massimo un passo verso la vera meta. Sia chiaro non c'è niente di male in questo.

Tuttavia, i veri indie sono quelli che non vogliono pubblicare con una casa editrice, ma hanno fatto la scelta di essere editori di se stessi in maniera consapevole. I veri indie inoltre dovrebbero essere caratterizzati da una qualità editoriale di livello molto simile a quella fornita dalle migliori case editrici. Sottolineo che parlo di qualità editoriale, non di sostanza dello scritto, che è un discorso diverso: posso avere un libro ben confezionato ma orribile a livello di contenuto. Questo perché l'obiettivo di un vero indie non è farsi notare da una casa editrice, per la quale dover fare l'editing di un nuovo autore è un fatto scontato, ma ottenere successo come autore-editore. Con la consapevolezza quindi di dover fare anche il lavoro che normalmente è compito dell'editore: editing, copertina, formattazione etc.

Ma il vero indie quindi non passa mai con una casa editrice? È un duro e puro che non cambia mai idea? Come dicevo all'inizio la risposta non è così netta. Si può partire volendo essere veramente autori indipendenti, e poi cambiare idea di fronte a un'offerta davvero allettante, magari non cercata e inaspettata. Direi che in generale è lo stato mentale di chi intraprende questa strada che conta, e i confini non sono per niente netti.

Se si ha come obiettivo ultimo quello di sfondare con una casa editrice allora si è indie di passaggio, almeno nel cuore, anche se magari si finisce per rimanerlo per sempre. Se invece si ha come obiettivo quello di avere successo come autore indipendente e non si cerca una casa editrice che ci accolga, allora si è indie puri, anche se poi, magari, qualcuno finisce per pubblicare con una grande casa editrice, se l'occasione è abbastanza ghiotta.

Semplice no? Per niente, perché perfino io non sono sicuro di potermi inserire nell'una o nell'altra categoria. Così, alla fine, forse faremmo bene a considerarci tutti indie di passaggio, andando poi a contare sulle dita della mano quanti sono quelli che dentro di loro sono davvero convinti di volerlo rimanere a dispetto delle possibili offerte delle case editrici.

Indie di passaggio, ma lavorando come se fossimo indie puri, perché quello che conta alla fine è essere letti, e dare emozioni a chi ci sceglie e, se possibile, qualcosa su cui riflettere.



mercoledì 19 febbraio 2014

Autopubblicare: Stampare un libro con Createspace

Una volta reso disponibile il nostro libro con Amazon, Narcissus o altri distributori, ci verrà senza meno la voglia di averne tra le mani una copia vera, fatta di carta.

Non so spiegare perché, ma quando ho aperto il pacco e preso in mano il mio piccolo libricino, con la sua bella copertina e le pagine fresche di stampa, mi ha fatto un grande effetto emotivo. In fondo noi che amiamo leggere possiamo anche esserci convertiti agli e-book, ma il fascino della carta fa ancora presa sui nostri cuori.

Ci sono varie alternative per pubblicare la versione cartacea del nostro libro, alcune italiane, altre, come Createspace, americane. La logica vorrebbe che stampare in Italia e farsi recapitare una cinquantina di copie costasse molto meno dell'alternativa statunitense, se non altro per i costi di spedizione. Eppure, fatti i dovuti conti, ho dovuto arrendermi all'evidenza che, seppure di poco, Createspace era più conveniente.

Questo guardando solo il puro discorso economico. Restano da valutare altri aspetti, come la possibilità di distribuire il libro in Italia, cosa che con Createspace resta limitata allo store Amazon e pochi altri, mentre con alcuni dei servizi alternativi può allargare di molto la distribuzione. 

Nel mio caso non prevedevo di avere chissà che successo di vendite, mi interessava più che altro esplorare le modalità di pubblicazione e fare tutti i passi che normalmente un autore indie deve compiere da solo per arrivare sul mercato. Per questo motivo Createspace era ideale per cominciare, permettendomi in maniera molto rapida di arrivare a distribuire la versione cartacea del libro.

Per chi non ha dimestichezza con l'inglese sarà necessario faticare un pochino di più, ma credo sia possibile arrivare comunque al risultato finale. L'iscrizione non è diversa da molte altre, dovrete fornire i vostri dati anagrafici e le informazioni necessarie a potervi pagare (per ora purtroppo per noi è disponibile essenzialmente il pagamento tramite assegno), e tassare.
C'è tutto un discorso da fare per la tassazione americana, per ora vi basti sapere che se non si fanno le necessarie azioni si verrà tassati direttamente da Amazon con un'aliquota standard del 30% (mi pare). È possibile comunque svolgere la trafila burocratica necessaria per ottenere un codice identificativo statunitense che vi permette di non essere tassati.

Superato lo scoglio dell'iscrizione ci si può dedicare al caricamento del proprio libro.
Il processo è costituito da una sequenza di step abbastanza semplici, che possono essere svolti individualmente, e che culmineranno con un passo di review da parte dei tecnici di Createspace, per concludersi con il nostro assenso alla pubblicazione.

I passi in questione al momento in cui scrivo l'articolo sono:

  • Title Information: comprendono il titolo, il sottotitolo (attenzione che sia uguale a quello usato su KDP se avete già pubblicato l'e-book, in modo che i due vengano associati automaticamente), autore, edizione, data, lingua;
  • ISBN: qui potete fornire voi un ISBN, oppure utilizzare quello offerto gratuitamente da Createspace. Io ho optato per questa seconda ipotesi, la differenza principale sarà che l'editore risulterà essere Createspace, e non avrete obbligo di deposito;
  • Interior: la parte più complicata di tutto il processo, insieme con la copertina. Qui dovrete in pratica caricare un pdf contenente il vostro libro. Prima di farlo però si dovranno definire le caratteristiche fisiche del libro, in particolare le dimensioni. Attenzione: una volta scelto un formato e pubblicato una prima volta il libro, questa sarà una delle cose che non potrete più cambiare. Si potranno fare variazioni al contenuto, ma non al formato fisico, in quanto questo sarà stato associato al numero ISBN. Vengono forniti dei template di documenti word per ogni formato supportato. Consiglio di utilizzarli. Una volta creato il vostro PDF, caricatelo e verificate online il risultato ottenuto, oppure scaricate il file per verifica. Potete reiterare questo step quante volte volete, fino a che non sarete pronti;
  • Cover: la copertina. Createspace mette a disposizione una serie di stili di copertina precostruiti. È abbastanza probabile che uno dei tanti vi piacerà. Da notare che dopo aver selezionato uno stile è possibile al suo interno cambiare sia gli elementi testuali e le immagini, sia scegliere uno dei "sotto stili" disponibili. Non vi sto a dare spiegazioni sull'uso del wizard per la creazione della copertina, l'uso infatti è molto intuitivo. Unica accortezza che vi consiglio di avere è verificare che il testo che inserirete nell'ultima di copertina venga gestito bene dal programmo automatico, poiché questo ha qualche problema con le regole della lingua italiana per gli accapo. Io ne ho uno errato e ho rinunciato a sistemarlo, ma probabilmente si può trovare un modo di impostare la frase in maniera tale da farlo funzionare.
  • Complete Setup: quando avrete assolto tutti i passi precedenti con successo (saranno marcati con un visto verde a fianco), potrete sottoporre il vostro lavoro al review del team Createspace. Occorreranno 24 ore circa;
  • File Review: questo step è a carico di Createspace dopo che avrete chiuso il precedente;
  • Proof Your Book: una volta completato il review, se tutto va bene, avrete questa opzione attiva. Qui avrete modo di verificare il libro nel suo stato definitivo. Potrete farlo online, con una modalità visiva, oppure scaricare il PDF finale del libro e analizzarlo con un lettore qualsiasi, o anche stamparlo a casa. Infine c'è la possibilità di ordinare una o più copie di prova. Queste avranno lo stesso costo riservato alle stampe dedicate agli autori, più quello di spedizione, non proprio economico. Una volta svolta la verifica potrete approvare il libro, che così potrà andare immediatamente in distribuzione;
  • Channels: mentre attendete che il team di Createspace approvi il vostro file, potete cominciare a configurare i parametri per la distribuzione. Qui potete selezionare quali, tra i canali disponibili, volete utilizzare. Io ho deciso di utilizzarli tutti, non vedendo motivo per escluderne qualcuno;
  • Pricing: permette l'impostazione dei prezzi di vendita del vostro libro. Il prezzo in dollari va sempre impostato, ed è possibile ricavare automaticamente il prezzo in sterline ed Euro. Vi consiglio di sganciare questo automatismo e alzare leggermente il prezzo in Sterline, in quanto al momento mi sembra che gli acquisti sullo store italiano vengano venduti al prezzo in euro, ma le provvigioni che ricevete sono quelle in sterline;
  • Cover Finish: potete semplicemente scegliere se utilizzare una copertina opaca (matte) o lucida (glossy). Io ho optato per quella opaca che è molto gradevole anche al tatto;
  • Description: ulteriori campi dove inserire la sinossi, la biografia dell'autore (che potrà comparire su Amazon o altri store), il codice BISAC del genere cui appartiene il vostro libro (googlate per trovarli) e qualche altro parametro;
  • Publish on Kindle: permette di pubblicare la versione e-book su KDP a partire da quella stampata. Io ho preferito gestire manualmente KDP e non ho utilizzato questa funzione;
Una volta che il vostro libro sarà stato approvato dal team e da voi, la pubblicazione sarà immediata sullo store Createspace Direct, molto veloce (credo il giorno seguente) su Amazon.com e appena più lenta sugli altri store locali Amazon.

Nel pannello di controllo (Member Dashboard) avrete una riga con il vostro libro dove compariranno le vendite (abbastanza aggiornate, un giorno massimo due di ritardo). Avrete anche un link per ordinare copie personali che verranno stampate e spedite a casa vostra e con le quali potrete fare ciò che volete (per esempio regalarle a parenti e amici, usarle per una presentazione in libreria, distribuirle a club e biblioteche etc).

Per avere un'idea dei costi, il mio libro di 88 pagine in formato 5x8 pollici, stampato in 50 copie e spedito con corriere in Italia ha un costo di circa 190 dollari (140 euro), ovvero circa 2.80 euro a copia. Non ho idea se c'è qualche problema alla dogana, ma penso di no, vedremo alla prima spedizione. Un libro più corposo, diciamo 300 pagine 6x9 pollici arriva a circa 300 dollari (220 euro) ovvero 4.40 euro a copia.

Spero che questo articolo possa essere una prima base per chi volesse intraprendere questa piccola avventura, e colgo l'occasione per segnalare un e-book sul tema scritto da Simone MorettiCreiamo un libro cartaceo con CreateSpace.

Come sempre commenti e domande sono graditi.

NB in corso di pubblicazione una serie di articoli aggiornati sulla pubblicazione indipendente, nella mia pagina personale sotto il nome "Indie Way", seguitela per informazioni attualizzate e semplificate.





mercoledì 12 febbraio 2014

Storie d'amore tra carta e digitale

Ho sempre sostenuto la necessità di modificare le modalità di marketing dei libri sul mercato Italiano, in particolare per quanto riguarda gli e-book.

Sono molte le cose che si potrebbero fare, ma tra tutte quella che ritengo più efficace è l'associare in qualche modo la vendita della versione cartacea a quella della versione elettronica.

Negli ultimi mesi qualcosa ha cominciato a muoversi. 

Durante il periodo natalizio abbiamo avuto Mondadori che ha lanciato un'offerta su 101 libri, grazie alla quale chi comprava il libro aveva poi in omaggio l'e-book.

Nello stesso periodo RCS aveva fatto qualcosa di simile su Amazon, dando la possibilità di acquistare l'e-book per €1.99 a chi avesse comprato il libro.

Ora IBS ha una simpatica offerta grazie alla quale si possono comprare a prezzo ridotto le versioni e-book di una parte dei libri che abbiamo comprato sullo store.

Su Amazon versione USA c'è la possibilità per gli autori di impostare un prezzo ridotto per i propri e-book quando un cliente abbia già comprato la versione cartacea (Kindle MatchBook). Purtroppo questo modello non è ancora disponibile nello store italiano.

Insomma, qualcosa sta cambiando, ma non è ancora abbastanza. Rimane sempre il problema di avere piattaforme diverse tra i vari editori, e soprattutto la presenza del DRM è uno spiacevole ostacolo che infastidisce più il compratore che il pirata.

Vedremo se nei prossimi mesi e anni i nostri editori sapranno trasformarsi.

lunedì 3 febbraio 2014

Autopubblicare: Narcissus.me - Simplicissimus Book Farm

Seconda puntata del mio percorso all'auto-pubblicazione.

Una volta ottenuto lo scopo primario di rendere disponibile online il mio piccolo e-book, grazie alla pubblicazione sul circuito Amazon, mi è sembrato importante raggiungere anche quelle persone che non utilizzano il Kindle, ma altri lettori e piattaforme di distribuzione.

In Italia parliamo di circuiti come Kobo (associato a Mondadori), IBS (era il mio negozio online di riferimento prima dell'arrivo in Italia di Amazon), Cubolibri, Apple iBook Store e molti altri. Per quanto sia possibile per alcuni di questi arrivare alla pubblicazione in maniera autonoma, una breve ricerca di mercato mi ha fatto individuare una soluzione semplice e veloce per raggiungere questi mercati.

Si tratta di narcissus.me, la piattaforma di auto-pubblicazione di Simplicissimus.
Premetto che non è mia intenzione dare una valutazione qualitativa della piattaforma e dei suoi gestori in questo momento. Il tempo del rapporto con loro è troppo breve per poter dare un giudizio obiettivo. Mi limiterò quindi a descrivere la mia esperienza fino a questo momento, che si basa sulla pubblicazione di due e-book, uno mio e uno di mio zio.

La scelta è ricaduta su di loro per questi motivi:

  • Il processo di pubblicazione è semplice e alla portata di tutti, in particolare per chi ha già realizzato l'e-book Amazon, o un e-book in formato EPUB;
  • Con un solo passo si coprono la maggior parte delle librerie online, iBook compresa (e volendo anche Amazon, che però ho preferito gestire in maniera diretta);
  • Non richiede l'esclusiva. È quindi possibile distribuire l'e-book anche con altri circuiti, come Amazon (in maniera diretta), Google e via dicendo;
  • Provvigione assegnata all'autore tutto sommato competitiva (60% del prezzo di copertina.

Non c'è molto da dire riguardo alle modalità di iscrizione, completamente online e molto semplici. Avendo a disposizione l'e-book in formato EPUB si può completare tutto il processo di iscrizione e pubblicazione nello stesso giorno. Sarà poi necessario un tempo piuttosto variabile (e spesso maggiore di quello dichiarato), affinché il vostro e-book compaia in tutti i negozi dei vari circuiti collegati.

È possibile monitorare le vendite dal pannello di controllo dell'autore, ma bisogna tenere conto che la caratteristica di meta-publisher di Narcissus rende spesso i tempi di consolidamento delle informazioni sulle vendite molto lunghi. Tra gli autori selfie ho sentito qualcuno lamentarsi per questo motivo, anche sollevando qualche dubbio sulla correttezza della contabilità vendite, mentre altri sono soddisfatti. Io non ho ancora indicazioni per dare un giudizio, ma nel mio caso non mi aspetto vendite significative, quindi l'interesse principale era raggiungere gli store, sperimentare e valutare.

Dal punto di vista tecnico l'unico problema che ho dovuto affrontare è stata la conversione del mio e-book dal formato .mobi di Amazon, in quello EPUB. Avrei potuto creare un PDF direttamente dal documento base dell'e-book, ma non considero il PDF un formato adatto alla lettura degli e-book, perché troppo rigido riguardo alle dimensioni degli schermi utilizzati.

Si è trattato però di un problema non difficile da risolvere, grazie all'utilizzo di uno dei programmi gratuiti più diffusi per la manipolazione di e-book: Calibre.
Non sto a spiegare come si utilizzi il programma, ma vi dico che è possibile importare un .mobi e convertirlo con un semplice passaggio in EPUB. Nel mio caso, un e-book di solo testo, il risultato della conversione era utilizzabile (quasi) senza modifiche per la pubblicazione su Narcissus. Oltre a fornire i meta-dati del libro e la sua immagine di copertina a Calibre, l'unico intervento che ho fatto è stato rendere fisse le proporzioni dell'immagine di copertina presente nella prima pagina interna dell'e-book (operazione comunque non strettamente necessaria).

Con un minimo di abilità tecnica e poche ore mi è stato quindi possibile passare della pubblicazione sul solo circuito Amazon alla copertura della gran parte dei circuiti significativi per il mercato italiano. Da notare che, volendo, sarebbe stato possibile saltare del tutto il passaggio diretto della pubblicazione con Amazon, utilizzando Narcissus anche per quel circuito (io invece, avendolo già fatto, ho escluso Amazon dalla lista di librerie sulle quali Narcissus permette di pubblicare in maniera automatica).

Mi rendo conto che potreste avere molte domande: sarò felice di rispondere, se sarò in grado.

Il prossimo passo riguarderà la pubblicazione del cartaceo.







mercoledì 22 gennaio 2014

Autopubblicare: Amazon KDP - Kindle Direct Publishing

Pubblicare autonomamente un e-book, rendendolo disponibile in tutto il mondo, è ormai una cosa davvero alla portata di tutti. Questo è vero in particolare se il vostro libro è un semplice testo, senza illustrazioni, formule o altre caratteristiche complesse.

Vi racconto la mia esperienza sulla piattaforma KDP - Kindle Direct Publishing.

Come prima cosa è necessario effettuare la registrazione sul sito dedicato. Non ci sono particolari difficoltà, le pagine sono disponibili anche in lingua italiana, e non mi sembra di ricordare alcun passo particolare nella procedura. Forse la parte più complessa riguarda la tassazione per gli e-book eventualmente venduti su alcuni degli store Amazon (US,CA,MX,JP,IN), ma nella configurazione minima, non facendo trafile particolari, si viene sottoposti a una ritenuta fissa del 30% sulle vendite effettuate in quei mercati. Se il vostro target di mercato è quello italiano, quindi, non sarà necessario approfondire il tema.

Dovrete fornire una serie di dati personali, tra i quali gli estremi di un conto per poter ricevere i pagamenti. Come detto precedentemente solo le vendite su alcuni mercati europei porteranno a un pagamento diretto sul vostro conto, mentre per altri riceverete assegni in valuta estera.

Una volta completata la parte formale, non appena il vostro account Amazon KDP sarà operativo, potrete pubblicare il vostro primo libro. C'è una pagina dedicata alla gestione dei vostri libri, chiamata appunto Libreria. Inserire un libro non è un'operazione complessa: si tratta di completare un paio di pagine di informazioni.

Nella prima dovrete fornire il titolo, l'autore e gli eventuali collaboratori, descrizione, data, numero dell'edizione, lingua, editore (voi), un eventuale numero ISBN, categorie da associare. Dovrete inoltre fornire un'immagine di copertina, ma Amazon mette a disposizione uno strumento molto potente per creare un'efficace copertina senza troppi sforzi.

Sempre nella prima pagina dovrete fare il caricamento del file con il contenuto del libro. Questo si può fare fornendo un file .mobi già pronto, oppure, in maniera più semplice, con un normale file word. Alla fine è possibile salvare e passare alla pagina successiva.
Qui vengono inserite le vostre preferenze riguardo ai paesi dove si vuole distribuire il libro - scegliere "a livello mondiale" è quello che ho fatto io - e dove si stabilisce il prezzo dello stesso.

Il prezzo determina anche la percentuale di royalties che vi verranno pagate. Al momento per un prezzo in euro inferiore a €2.60 viene pagato il 35%, mentre da quella cifra in su la percentuale raddoppia arrivando al 70%.
Per i prezzi in dollari la soglia è diversa, ma il principio rimane lo stesso.
Nel formare il prezzo va tenuto conto che al vostro prezzo in euro specificato, o calcolato a partire da quello in dollari, verrà caricata un'IVA del 3%. Quindi se si vuole ottenere un prezzo finale di X centesimi per calcolare il prezzo Y da impostare la formula sarà: 

Y = X*103/100

Ci sono altre opzioni che riguardano particolari promozioni o il prestito, verificatele, ma al momento non dovrebbero essere interessanti.

Da notare che è possibile salvare il libro senza pubblicarlo. Questo rende possibile fare tutte le verifiche che volete prima di attivare la vera e propria pubblicazione del libro.
In particolare è possibile tornare sulla prima delle due pagine di pubblicazione e visionare un'anteprima del libro in un simulatore di lettore e-book, o anche scaricare il file mobi per poterlo visionare sul vostro computer con il lettore Kindle.

Una volta raggiunto il risultato voluto si può utilizzare il bottone "Salva e Pubblica" per rendere operativo il vostro libro sul circuito Amazon. I tempi di pubblicazione possono variare da poche ore a uno due giorni, ma in genere sono molto rapidi.

Alcuni consigli per chi volesse provare:

  • Se decidete di utilizzare il formato word considerate che nella conversione Amazon cercherà di conservare alcune delle formattazioni che avrete fatto. Più il testo sarà semplice e poco formattato, più facile che nella conversione otteniate un risultato simile a quello che volevate. Ricordate che i lettori e-book non gestiscono molto bene le pagine fisse, considerando il testo come un flusso continuo da spezzettare a piacimento.
  • Se invece siete più smanettoni, o dovete fare qualcosa di particolare, o se magari avete già il libro in formato EPUB, considerate l'utilizzo di Kindlegen, oppure di Calibre.
  • Vi verrà proposta l'iscrizione al programma KDP Select. Questa opzione vi fornisce la possibilità di impostare ogni tre mesi, cinque giorni di promozione gratuita del vostro libro (il prezzo viene azzerato e non guadagnate provvigioni). Può essere utile attivarla per i primi tre mesi di vita del libro in modo da usare la gratuità per far conoscere il libro. L'opzione si rinnova automaticamente, ma potete rimuoverla e alla scadenza trimestrale si spegnerà. Da notare che durante tutto il tempo in cui siete iscritti a KDP Select non potrete vendere il libro attraverso altri circuiti.
  • Il prezzo del libro può essere facilmente variato ogni volta che vorrete andandolo a modificare tramite KDP. Questo può essere utile per fare delle promozioni non gratuite. Ricordate che se distribuite il libro anche con altri circuiti, dovrete mantenere i prezzi su tutti i circuiti allineati (Amazon ha una clausola che impone che il suo prezzo non sia superiore a quelli praticati altrove, e lo stesso hanno la maggior parte dei distributori).
Credo di aver detto in maniera semplificata un po' tutto quello che serve. Se avete dubbi o domande, basta chiedere usando i commenti.


martedì 10 dicembre 2013

Writers Magazine Italia

Chi scrive, legge. Sono come facce di una medaglia, non si possono separare.

Ecco perché, segnalo con piacere una rivista fatta per noi che amiamo scrivere, bene o male che sia, e che, ancora di più, amiamo leggere.

Delos, l'editore, è un vecchio amico che mi ha tenuto compagnia fin da ragazzo, e che con il tempo ha allargato il suo campo d'azione. Per me rappresenta la fantascienza, ma ormai non tratta solo quel tema.


Writers Magazine Italia, così si chiama la rivista, è disponibile sia in cartaceo che in digitale, e ci si può abbonare online senza troppe complicazioni, anche pagando con Paypal. Con l'abbonamento avrete anche l'iscrizione all'associazione Delos Books, e sconti sul catalogo Delos.

Ho trovato i contenuti della rivista interessanti, ma ovviamente questo dipende molto dall'esperienza e la preparazione di ognuno.

Vi consiglio, se non lo avete già fatto, di visitare il sito della rivista e quelli dell'editore Delos. Ci sono molte cose interessanti per noi mangiatori e insozzatori di carta.

Segnalatemi, se ne conoscente, altre riviste sul tema della scrittura, che valga la pena seguire.

lunedì 2 dicembre 2013

Concorsi letterari: Qualcuno costretto a leggerti

Sì, il titolo è una provocazione, ma in fondo è vero.

Perché partecipare ai concorsi letterari?
Tralasciando i grandi eventi, dove la partecipazione per scribacchini sporca fogli come me sarebbe del tutto fuori luogo, rimangono disponibili una grande quantità di concorsi e concorsini.
Vale la pena partecipare? Cosa ci si aspetta partecipando?

Nel mio caso la risposta è abbastanza semplice. La partecipazione è utile, a prescindere dal risultato.
Utile perché i concorsi sono spesso a tema, e, di conseguenza, sono costretto a esplorare territori nei quali probabilmente non avrei messo piede.
Utile perché ci sono sempre delle scadenze, e questo mi costringe a chiudere, piuttosto che rifinire e rifinire.
Utile perché, male che vada, alla fine ho un racconto nuovo da aggiungere agli altri.

E' un esercizio, un allenamento, un banco di prova.
Ottimo poi se arrivasse un risultato positivo: una menzione, una lettera di apprezzamento, una vittoria.

Sabato ho spedito un racconto per un concorso (per posta elettronica: i tempi cambiano).
Mi sono divertito a scriverlo, e lo inserirò sicuramente in una raccolta, più avanti.
Ne sto scrivendo un altro, per una seconda competizione.
E mi sto divertendo anche di più.

Il che, in fondo, è tutto quello che voglio.

mercoledì 27 novembre 2013

Autopubblicare: Lo scoglio della copertina

Pubblicare autonomamente un libro non è una cosa così difficile come si pensa.

Questo non toglie che ci siano alcuni aspetti abbastanza complessi.
Uno di questi è senz'altro la realizzazione della copertina.

Specialmente per i libri digitali (e-book), la copertina rappresenta una delle forme più potenti di marketing del libro stesso. E' la copertina che viene immediatamente valutata quando il possibile acquirente e lettore si imbatte nel vostro libro, magari scorrendo una lunga lista.

Una copertina mal realizzata, che trasmetta un senso di dilettantismo o di approssimazione, probabilmente allontanerà un certo numero di potenziali lettori. Anche una copertina tecnicamente perfetta potrebbe non essere ideale, quando non riesca a trasmettere correttamente un'idea sul contenuto del vostro testo.

Ci sono essenzialmente due modi di approcciare il problema: ingaggiare qualcuno che faccia la copertina per voi, oppure tentare di realizzarla in proprio.

Quando mi sono trovato di fronte a questa necessità per il mio piccolo libro di racconti - ho deciso di percorrere la seconda strada. Più che altro per il divertimento di farlo autonomamente.
A voi giudicare il risultato.

Non sono in grado di disegnare. Anche oggi, se dovessi provare a tirare giù lo schizzo di un volto, otterrei un risultato simile a quello che potrebbe ottenere una bambina di 4 anni. Per la grafica della copertina, quindi, ho pensato di utilizzare un'immagine stock. Dopo una breve ricerca ho deciso di avvalermi del sito ShutterStock.

Qui ho trovato l'immagine base utilizzata nella copertina che vedete a fianco, perfettamente in tema con il titolo dell'e-book che volevo pubblicare: Madre Terra.

Devo dire che questa è stata la parte più complessa: ricercare un'immagine che contemporaneamente fosse in tema con il libro, e piacevole graficamente.

Il passo successivo è stato realizzato con lo strumento di Amazon per la creazione di copertine. Ci sono molti stili e formati a disposizione degli autori, e c'è la possibilità di fornire un'immagine.

Un paio d'ore di lavoro sono state sufficienti, dovute ai reiterati tentativi di trovare la combinazione di testo e colori che mi soddisfacesse totalmente.

Sia chiaro: non penso di aver ottenuto un risultato eccelso. Però la considero una buona copertina, in particolare se si considera che è stata realizzata da un assoluto imbranato della grafica come me.

Come sempre, commenti e racconti sulla propria esperienza, sono i benvenuti.