Our social:

Latest Post

Visualizzazione post con etichetta shopping. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta shopping. Mostra tutti i post

venerdì 20 giugno 2014

Amazon Prime: opzione indispensabile

Era un po' di tempo che volevo scrivere una serie di articoli su Amazon, e finalmente mi sono deciso a iniziare. Quale argomento poteva aprire la serie? La decisione non era difficile, senz'altro l'opzione Prime è molto conveniente, in particolare per noi lettori accaniti, e ancora di più se oltre ad essere lettori siamo anche compratori compulsivi di tecnologia varia. Considerando che io appartengo a entrambe le categorie mi è sembrato giusto partire da qui.

Cos'è Amazon Prime? 

In Italia la cosa è fin troppo semplice: Prime è l'opzione che in cambio di un abbonamento annuale (attualmente 9.99 euro) ci consente di non pagare alcuna spesa di spedizione per qualsiasi articolo compreremo su Amazon. Il tipo di spedizione gratuita sarà quello in 2-3 giorni, sempre con corriere, mentre per la spedizione in un giorno avremo la tariffa molto conveniente di 3.98 euro (sempre prezzi correnti).

Non credo ci voglia molto a capire che bastano due tre acquisti per recuperare i soldi dell'abbonamento annuale, e come da quel punto in poi diventi tutto guadagno. Ma non è solo la convenienza a rendere questa opzione molto simpatica, c'è anche l'innegabile fatto di liberarci dalla preoccupazione di fare conti e conticini quando valutiamo di comprare qualcosa. Se senza Prime avremmo delle remore a comprare un libro da 13 euro su Amazon, per via delle spese di spedizione aggiuntive che renderebbero il prezzo meno competitivo, con Prime questo non accadrà più, e ci si apre la strada per approfittare di qualsiasi offerta dovessimo trovare. Ricordo che su Amazon si vende di tutto, e non esagero se vi dico che non passa mese che io non acquisti almeno un paio di libri o altri oggetti, proprio perché non più frenato dal costo della spedizione.

Consiglio a tutti di investire questi dieci euro annui, vi apriranno un mondo davvero conveniente, il mondo di Amazon. Ma su questo tornerò...

venerdì 9 maggio 2014

Gratis è bello? Il costo degli e-book e la loro qualità

Da lettore ho sempre pensato che i libri costassero troppo. Questo principalmente perché il volume di libri che consumo, pur non enorme, è sempre stato tale da rendere piuttosto costosa questa mia passione.

Poi sono arrivati i negozi online, di cui sono stato naturalmente uno dei primi clienti. Tra offerte, sconti e campagne, il costo medio dei libri da me acquistati è drasticamente sceso.  E quando dico sceso intendo più che dimezzato. L'ultimo anno in cui ho comprato libri di carta con una certa persistenza è stato probabilmente il 2011. Se ci penso mi sembra un secolo fa, eppure sono passati solo tre anni.

Nel 2011 il mio negozio preferito per acquistare libri, rigorosamente di carta, era IBS. Spulciando la posta ho trovato una specie di riepilogo di spesa dell'epoca. Vi è scritto come dal primo di gennaio al 19 settembre di quell'anno il totale dei miei acquisti sul sito IBS assommasse a circa 126 euro. Considerando il prezzo medio dei libri che compravo, intorno a 5-6 euro, posso ipotizzare che si trattasse di qualcosa intorno a 20 libri. Che non era neanche male come spesa media. Naturalmente non erano gli unici libri che compravo, molti altri arrivavano in regalo o li prendevo dalle librerie "fisiche", anche se raramente, per il prezzo non concorrenziale.

Quindi, a settembre 2011, sono entrato nel mondo degli e-book. Non è difficile indovinare che la cosa ha coinciso con l'acquisto del mio Kindle, che ancora uso con soddisfazione. L'impatto sul volume e sul costo dei miei acquisti è stato drammatico. Nel 2012 i miei acquisti su IBS hanno sommato zero. Al contrario quelli su Amazon sono decollati. Già solo nei tre mesi del 2011 in cui ho utilizzato il Kindle i libri comprati sono stati 11 e quelli scaricati gratuitamente tramite le offerte Amazon sono stati 21. La cifra spesa per gli 11 libri che ho pagato ha sommato 22.97 euro, per una media di circa 2.08 euro per ogni libro. Molti dei libri gratuiti erano classici, ma alcuni erano volumi che avrei comunque comprato pagandoli, quindi il prezzo medio reale da calcolare dovrebbe anche essere minore. A questo calo notevole della spesa media per libro non ha fatto però riscontro un calo altrettanto drastico della spesa totale per anno. In pratica ho semplicemente comprato (e letto) molti più libri, spendendo alla fine solo qualcosa in meno di quanto avevo speso negli anni precedenti.

Già in questi primi quattro mesi del 2014 ho acquistato quarantaquattro e-book, con un prezzo medio inferiore ai due euro. Più del doppio di quanti sia stato in grado di leggerne nel frattempo: una ventina. Va però considerato che i prezzi dei libri che compro sono più bassi di quelli che di solito svettano in testa alle classifiche, a causa della mia predilezione per gli autori indie. Non vi dico neanche quanti libri gratuiti ho scaricato: il meccanismo pensato da Amazon per gli autori fa in modo che la gran parte degli autori indipendenti prima o poi rendano disponibili i propri titoli gratuitamente, e se si presta attenzione nell'arco di un anno si possono accumulare centinaia di titoli.

E qui viene spontanea la domanda: non è che siamo arrivati a un punto in cui i libri costano troppo poco?

Per rispondere dobbiamo prima capire che nel mercato degli e-book al momento ci sono almeno tre diverse tipologie di prodotto:
  • libri venduti da case editrici con target di prezzo alto (superiore ai sei euro)
  • libri venduti da case editrici con target di prezzo medio (inferiore ai sei euro)
  • libri di autori indipendenti (prezzi molto variabili ma per lo più inferiori a tre euro, e promozioni gratuite periodiche)
Non voglio andare troppo a fondo sul discorso della qualità, ma mi limito a dire che nella tipologia di prodotto indie c'è sicuramente una grande variabilità nella qualità dei libri che vi sono inclusi. Troviamo cose inguardabili, ma anche sorprese positive. 

Abbiamo dunque un'offerta continua di libri gratis o quasi da parte degli autori indipendenti, di qualità poco prevedibile e un'offerta di qualità più omogenea, con fasce di prezzo più elevate, da parte degli editori più o meno tradizionali. Il mercato è più complesso e variegato, ma datemi licenza di limitarmi a questa suddivisione molto approssimativa.

Alla luce di questo dunque, i libri digitali, costano troppo poco o troppo?

Per quanto mi riguarda tendo a considerare quelli del primo gruppo un po' troppo cari, al punto da non comprarne se non per eccezione, e molto raramente. Sinceramente non ho voglia di spendere dieci euro per un e-book, qualsiasi sia. Su quelli del secondo gruppo sono comunque molto selettivo, scegliendo con cura cosa comprare e dando sempre un'occhio al prezzo. Spesso approfitto delle offerte di Amazon, che raramente superano i tre euro e molto spesso si attestano intorno a due.

Il terzo gruppo infine, quello degli indie, forse costa troppo poco.

Sono in particolare le campagne gratuite a farmelo dire, nonché l'abitudine di molti autori di utilizzare il prezzo di 99 centesimi come base anche per volumi di centinaia di pagine. Ci sono due effetti deleteri a mio avviso che vengono generati con questa pratica.

Il primo è l'enorme accumulo di libri che non verranno mai letti. Mi rendo conto che è gratificante per un autore vedere dei bei numeroni nelle statistiche dei download o delle vendite, e lo dico essendoci passato, tuttavia dobbiamo essere consapevoli che la grande parte di quei download e persino molti di quegli acquisti non si convertiranno mai in una lettura. E se non vi leggono, è tutto inutile.

Io stesso ho nella mia libreria virtuale centinaia di volumi scaricati gratuitamente o comprati per meno di un euro, e ne ho letta una minima parte. La percentuale dei libri acquistati a prezzi superiori che ho già letto è invece molto superiore, e tende ad aumentare sempre.
I motivi per cui questo accade mi sembrano talmente chiari da non richiedere spiegazioni.
Dico solo che per molte persone la risorsa più preziosa, parlando di lettura, è il tempo. Dunque il prezzo, pur essendo un elemento di valutazione per l'acquisto, è sempre in secondo piano rispetto all'esigenza di evitare l'acquisto e la lettura di qualcosa che non ci piace.

Il secondo effetto deleterio creato dal prezzo basso o nullo è legato alla percezione. I lettori ormai hanno imparato la lezione: un titolo è in top 10 con un prezzo irrisorio non viene considerato alla stessa stregua di uno che magari arranca qualche posizione più indietro ma con un prezzo pieno. Giusta o sbagliata che sia, la percezione dei lettori è tale da associare il prezzo basso alla scarsa qualità. Il passaggio di questa etichetta dal libro all'autore è purtroppo molto breve e più o meno inevitabile.

Questo naturalmente non significa che i libri indie non debbano essere venduti a 99 centesimi o dati via persino gratis. Ma questo deve essere fatto con intenzione, per supportare un'attività di marketing, una campagna temporanea, per far conoscere un brano, magari su un solo titolo dell'autore che funga da assaggio, da ambasciatore dello stesso presso i lettori.

Non credo di essere in errore pensandola così. Immagino un futuro prossimo in cui la fascia di prezzo più alta si abbasserà un po', quella intermedia rimarrà più o meno dove sta, e quella inferiore, dove sono collocati principalmente indie e classici, vedrà molti autori ricollocare il proprio prezzo andando quasi a toccare la fascia mediana.

Tra un anno o due ci torniamo per vedere se ci sono andato vicino.




lunedì 24 febbraio 2014

Kindle: non solo online

Se è vero che l'acquisto online è la maniera più naturale di comprare un Kindle, è anche vero che molte persone, in particolare quelle che non hanno mai avuto tra le mani questo oggetto, hanno il desiderio di poter toccare con mano e sperimentare le caratteristiche del lettore prima di procedere all'acquisto.
Proprio ieri ricevo in casella postale un annuncio di Amazon dove si rimanda a una pagina nella quale sono elencati i negozi tradizionali dove poter provare il Kindle.
Eccovi il rimando alla pagina suddetta, magari potrebbe venirvi voglia di andare a dare un'occhiata.