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lunedì 2 maggio 2016

Impressioni di lettura: Amandoti: L'amore in bilico di Flaminia Mancinelli

Leggere e parlare dei libri di Flaminia è per me sempre molto difficile. Anche se non ci siamo mai incontrati, nel tempo si è instaurato tra noi un rapporto di amicizia. Così, dietro ogni frase e ogni parola io vedo lei. Non perché la identifichi nei protagonisti dei suoi romanzi. Qualche pezzettino dell'autore si trova sempre, ma non è tanto questo. Il problema è che Flaminia scrive con tutta la forza del suo cuore, con tutta la debolezza del suo cuore, con tutto il tormento.

Perdonatemi quindi se non scenderò troppo nel dettaglio, mi parrebbe quasi di mostrare l'anima di un'altra persona, che percepisco attraverso quello che scrive.

Anche questa volta è una storia d'amore. Naturalmente non è una storia senza problemi, al contrario, è un problema che costruisce una storia e la cosa è talmente imprevista, talmente sorprendente, da rendere impossibile credere nella possibilità che quella gioia sia duratura. È la paura di essere amati, la paura di perdere quello che non si è mai avuto, di illudersi di averlo avuto.

Sentivo la voce di una bambina mentre leggevo, il ricordo di una voce che alla domanda vuoi questo, ti piace quello, rispondeva immancabilmente: "Posso anche non averlo, posso anche non farlo." La stessa paura di perdere che si trasformava nella decisione di non mettersi in gioco. Il voler soffrire subito, di una sofferenza pianificata, attesa, inevitabile, piuttosto che rischiare di essere felici e dover poi, forse, soccombere all'enorme disastro di perdere quella gioia, quell'attimo di felicità. Meglio non amare, che aver amato e perso.

Ma questa storia, la storia di un'amante e di un amore, scivola dalla parte giusta della lama, ci lascia sperare per il nostro personaggio e mi lascia sperare per la mia cara amica.

E la mia personale riflessione su questo libro e sull'amore è un augurio a tutti quelli che cercano il vento più impetuoso e non riescono a godere delle dolcezze di un porto. Che l'ozio della terraferma vi sia amico, perché se forse la rinuncia alle tempeste può sembrare a prima vista una gran perdita, va messo sull'altro piatto la possibilità di scalare le montagne, impresa che richiede piedi fermi e corde solide. Vi auguro entrambe e un prezioso compagno di avventura.

martedì 15 settembre 2015

Impressioni di lettura: "L'amore in sospeso" di Flaminia Mancinelli


Alcuni libri sono facili da leggere, scorrono via veloci e la lettura trascina con sé anche gli affanni quotidiani, ci portano in mondi fantastici coinvolgendoci in maniera tanto piena da farci dimenticare tutto il resto.

Altri invece aprono squarci su qualcosa che forse avremmo preferito non vedere. Ci afferrano e senza preavviso ci trascinano nella sofferenza, nel dolore. Quando ci si trova in questi mondi il cammino è di certo meno rilassante, più difficile, eppure non meno utile. A volte solo attraverso la rappresentazione del dolore altrui riusciamo a capire il nostro stesso disagio.

"L'amore in sospeso" è un libro che appartiene a quest'ultimo gruppo. Mi ha sorpreso, perché dopo "Omicidi all'ombra del Vaticano" non mi aspettavo niente del genere. Che contrasto! Una frazione delle pagine di quello, ma che differenza. Questi fogli me li immagino come intrisi di sangue, di lacrime e sì, anche di sudore. Parole che hanno aspettato così a lungo per farsi trovare e ora gridano finalmente libere. Urlano, non sussurrano, urlano anche quello che si vuole vada appena pronunciato, sommessamente. Ma sono urla salutari, è sangue e sudore che bruciano e vivono. Che alla fine trovano una strada per emergere e creare persino una speranza.

Questo libro parla di amore. Anzi, degli amori. 
Quello tra una figlia e una madre, che nonostante tutto, malgrado tutto è pur sempre amore. Sofferto, combattuto, contrastato e in qualche modo sfortunato, ma amore.
Parla dell'amore carnale, quello fatto solo di sesso. Egoista o fin troppo generoso. 
Pur sempre amore.
Parla dell'amore che brucia, che non accetta ragioni, che esige le sue vittime e i suoi riti.
Ed è comunque amore.
Parla infine, con tutto se stesso, dell'atto d'amore che è stato necessario per scriverlo.

Questo è un libro che se potessi tornare indietro leggerei di nuovo, ma che andando avanti mai più leggerò. Un libro che vale la pena di leggere, ma di certo non facile.
Se l'amore vi fa soffrire dovreste leggerlo, se non credete nell'amore, dovreste leggerlo, se non pensate che un indie possa scrivere qualcosa che valga la pena di leggere, dovreste leggerlo. Se vi fa un po' paura... dovete leggerlo.

mercoledì 19 novembre 2014

Cosa bolle in pentola (Novembre 2014)

Novembre è arrivato e ormai anche quasi concluso. Questo per dire che sono tremendamente in ritardo con questo appuntamento mensile. Ero tentato di saltarlo ma poi ho pensato che rifiutare anche questa misera parvenza di autodisciplina mi sarebbe stato alla lunga deleterio.

Così eccomi qui a commentare un mese che, almeno meteorologicamente, è stato senz'altro funesto.

Baby Boomers

Ho già fatto tre riletture, cambiato parzialmente il finale, inserito un bel po' di testo che spero aiuti a colorare meglio il tutto. Nell'ultimo giro c'è uscito anche un po' di editing e il risultato comincia a convincermi anche se ci sono ancora molte cose che dovrò rivedere. 
A questo punto mi resta da fare un'ultima rilettura dedicata all'analisi di congruità di personaggi, tempi ed eventi, con relative modifiche. La buona notizia è che dopo questa passata manderò il testo ai lettori amici, un testo non ancora editato e quindi suscettibile di cambiamenti anche nella sostanza, sulla base dei riscontri di questo piccolo gruppo di lettura. Arriverà nel frattempo Natale e quindi direi che considerando editing, preparazione delle copertine (digitale e cartacea), impicci correlati al processo editoriale, si arriverà alla pubblicazione nei primi mesi del 2015. Se qualcuno che mi legge volesse far parte del gruppo di lettori amici mi contatti, ho bisogno di feedback non professionale.

Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Niente da riportare. Per ora.

Racconti Rifiutati (anche no)

"La valigia color ciclamino" è pronto per la lettura amica, anche in questo caso se qualcuno ha voglia mi faccia un fischio, devo capire soprattutto se il finale è convincente. 
"God Old Way" ha ricevuto anche lui la parola fine, ora devo editarlo e meditarlo qualche giorno, so già che è un racconto che disturberà qualcuno, ma ho deciso di cominciare ad andare per la mia strada e scrivere quello che mi viene come mi viene, senza pensare troppo ai giudizi degli amici.
"Faccia d'Angela" zampetta piano piano, è una storia che mi piace troppo per poterla buttare lì senza cura, ci vorrà il suo tempo, ma prima o poi arriverà. 
"Amore differito" è invece fermo. Devo decidere se farne un racconto o qualcosa di più ampio respiro.

Nel frattempo ho scritto la sinossi di un'idea nuova, un racconto che si intitolerà probabilmente "Il miracolo", che è per certi versi parente di "Faccia d'Angela" e "God Old Way". Anche in questo caso disturberà forse qualcuno, ma va bene così.
Buttata giù anche la sinossi e una bozza del plot di una storia ambientata nel mondo delle porte che per ora chiamerò "Evelin 2". Sarà un seguito a Madre Terra e non sono sicuro ora se il respiro della trama mi porterà a scrivere un racconto o un breve romanzo. Vedremo.

Senza una specifica intenzione i miei racconti si indirizzano su vari filoni: uno ironico, come Teutovirus, La valigia color ciclamino, God Old Way, Cena Vegana; un secondo in cui l'ironia, pur presente, lascia il posto a qualche riflessione più profonda e combattuta, come spero di riuscire a fare con Faccia d'Angela e Il Miracolo; uno tipicamente fantascientifico come Strade VerdiMadre Terra e i suoi eventuali seguiti; infine uno più intimo, con racconti come Domani, Nessun dolore, Lama e pietra. Spesso comunque i temi si incrociano e la morale è che non riesco a rimanere nell'ambito di un genere specifico e in fondo non mi interessa farlo.

Entro l'anno farò un po' di conti e se ci sarà abbastanza materiale da farne una raccolta pubblicabile potrebbe venire alla luce "Racconti Rifiutati 2014"

Letture

Veniamo alle letture di Ottobre:

Le nuvole non si fermano mai - Flaminia P. Mancinelli (impressioni di lettura)
Wormhole - Serena Barbacetto (impressioni di lettura)

Due soli testi in questo ottobre, ma a mia discolpa parziale va tenuto conto della lunghezza notevole di Wormhole che, diciamo, vale almeno per due o tre libri :-)
Anche novembre non sarà troppo ricco, ma in questo caso potrei dire che è un bene, visto che le sere le dedico più a Baby Boomers che a leggere.

Arrivederci al prossimo mese, magari più puntuale :-)

giovedì 30 ottobre 2014

Impressioni di lettura: "Le Nuvole non si fermano mai" di Flaminia P. Mancinelli

Tante volte mi sono trovato a pensare che ognuno di noi, esseri umani, è in qualche modo un pezzo unico, irripetibile. D'altra parte e nonostante questa unicità, ci si trova spesso a constatare quanto in realtà siamo simili tra noi.

Le esperienze che facciamo, tanto per cominciare, spesso ci accomunano. Alcune in modo speciale. Il dolore, la malattia, la gioia, sono sentimenti che ognuno di noi può provare e che pur vissuti in infinite sfumature diverse, ci avvicinano.

Nel parlarvi di questa mia ultima lettura, infilata al volo (ma con amore) nelle giornate dedicate a tutt'altro libro, il senso di vicinanza ai personaggi, e quindi all'autrice, è tra tutti i sentimenti quello che meglio rappresenta la mia esperienza nel leggerlo.

Potrei pensare che il cuore mio e di Flaminia battono lo stesso tempo, ma anche così fosse, tendo a non credere alle coincidenze e penso invece che i temi toccati da questo romanzo siano qualcosa che accomuna molte persone, forse tutte quante. I sentimenti che proviamo davanti alla morte di un caro, di fronte all'amore, alla solitudine, sono profondamente umani e ci caratterizzano tutti. Le differenze stanno più in come li esterniamo, come li superiamo, o non li superiamo, che nella loro natura.

Non c'è solo il lutto e la sua elaborazione in questo romanzo, ci sono tanti altri sentimenti in cui facilmente ci si può riconoscere. Temi come l'amore, quello che non imbriglia e quello che lo fa, quello che viene messo alla prova dagli eventi e magari a volte può essere persino inadeguato, magari senza colpe; l'amicizia, quella che si preoccupa ma non costringe; il dolore di essere emarginati, la paura di essere sbagliati, tante altre cose in cui mi sono ritrovato, tante pagine su cui mi sono soffermato. Stento quasi a credere che in un volume di queste dimensioni ci sia così tanto, eppure...

Leggendo ho avuto la sensazione di ritrovare in ogni personaggio un pezzo dell'autrice. Come se lei fosse un prisma illuminato da una lama di sole, che si spezza in mille raggi colorati, ognuno che va a nutrire un personaggio, una situazione. Sento che è così, credo che questo sia in qualche modo giusto, appropriato.

Questo è un libro che può farvi provare dolore. A me è accaduto, in certi momenti. Ma ha anche la forza di guardare avanti, oltre. Anche se oltre forse non c'è niente. 

Molte volte mi sono ritrovato a spiegare come sia possibile per uno come me che non crede nell'aldilà, guardare alla morte senza provare disperazione. Eppure è così, nonostante non ci sia per me nessuna promessa di una vita ultraterrena, vivere rimane bellissimo e morire, il più tardi possibile per carità, semplicemente un epilogo inevitabile. Tanto vale allora vivere meglio che si può, sperando di lasciare una traccia, un ricordo, un karma positivo.

Non vi ho detto niente della storia, la sinossi credo dica abbastanza, così niente altro vi dirò. Credo che sia uno di quei libri che possono lasciare un segno in chi li legge, vi basti sapere questo, perché in fondo solo questo è importante.

Voglio chiudere con un piccolo scherzo, ma neanche tanto, una cosa a cui ho pensato quando ho finito la lettura: non servono anni, storie eclatanti e quasi irreali, volatili, quadri e 892 pagine per scrivere qualcosa che tocchi il cuore.

Il libro è disponibile sulla maggior parte degli store (Amazon, cliccando l'immagine della copertina), così come direttamente dal sito del Nido della Fenice.