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venerdì 7 agosto 2015

Cosa bolle in pentola (Luglio 2015)

Un mese di Luglio significativo, se non altro perché chiude un ciclo e ne apre un altro. Sono tornato a leggere un po' di più e credo che questa estate sarà una piccola pausa (o quasi) nel percorso di scrittura. Sempre che non consideriate leggere una parte di questo, come faccio io. La vita privata va bene, scorre abbastanza serena nonostante gli affanni quotidiani (e le preoccupazioni per l'oltre). Insomma, tutto va bene, il sole splende forte e l'anima ride.


Siamo la goccia che diventa mare

Finito. Una parola che è più una decisione che un fatto. Potrei ancora lavorarci per una vita. Potrei anche riprenderlo in mano e cambiare ancora qualcosa. Potrei riscrivere il finale (ancora) o tornare a quello precedente. Potrei ma non voglio. Ora aspetto gli ultimi feedback degli amici e quello importante dell'editore. Poi vedremo, sempre mente aperta e cuore coraggioso.

Il ritorno di Abele (titolo provvisorio)

Ci sono dentro. Ogni giorno di più. Non ho iniziato ancora a scrivere, ma è sempre così, prima sogno, poi scrivo. I personaggi intanto si consolidano e cominciano a farsi sentire. La storia comincia a mettere rami. Ci vorrà tempo, lo so, ma ora sono più preparato. E poi, questa è fantascienza (credo) ed è un amore che ritorna.

Racconti Rifiutati (anche no)

Sto scrivendo un racconto per il Premio Writer's Magazine 36 (una buona abitudine), un'idea che mi piace ma che devo elaborare bene. Forse parteciperò a uno strano concorso che limita lo sforzo a sole 99 parole. Mi pare una bella sfida, simpatica e stimolante, ci proverò. Poi ci sarebbe il Premio Robot, che ormai non è così lontano. Ma qui servirà qualcosa che mi convinca, qualcosa che mi piaccia. Non sarà banale, vedremo se avrò qualcosa da mandare.

Letture

Continuo la lettura della serie Scrivere Narrativa, per quanto non siano manuali magici che ti rendono scrittore d'incanto, sono letture molto interessanti che fanno riflettere sul proprio modo di scrivere. Poi un classico, un rosa di Manuel Sgarella e due bei libri di cui vi ho già parlato. Infine la piccola delusione giapponese. Ho ripreso a macinare benino, ma durante l'estate dovrò dedicarmi anche a un'altra attività, sempre legata alla lettura. Ve ne parlerò quando avrò conferma sulla sua fattibilità.

martedì 14 luglio 2015

Impressioni di lettura: Tess dei d'Ubervilles di Thomas Hardy



Quest'anno mi sono ripromesso di leggere qualche classico, ce ne sono tanti che mi mancano e vorrei colmare qualcuna di queste lacune.

Con questo spirito, e grazie allo spunto di uno dei gruppi di lettura di Goodreads, ho affrontato "Tess dei d'Ubervilles". È stata una lettura lunga, in parte perché il testo è corposo, in parte perché ero un po' preso dalle attività di scrittura e infine anche perché mi è risultato faticoso leggerlo.

Lo stile di scrittura, l'ambientazione, la trama stessa, tutto è antico. Da una parte è un'ottima occasione per esplorare quei tempi, quella società così diversa dalla nostra, per fare considerazioni su quanto i nostri discendenti potranno considerare ridicole le nostre attuali beghe, le considerazioni morali. Vedere appunto come l'etica e la morale condivisa cambino radicalmente nei secoli, a volte nei decenni, persino nell'arco di poche stagioni.

D'altra parte non sono riuscito ad appassionarmi neanche un po' in questa lettura. Scarso il feeling con i personaggi, quasi nulla mi è arrivato del pathos che forse animava chi leggeva questo libro nell'epoca giusta. Li intuisco, lo comprendo, lo vedo, ma non riesce a penetrare. Troppa distanza tra me e gli uomini e donne di quel secolo. Forse.

La tragedia di Tess è qualcosa che non riesco ad apprezzare, questo destino che incombe, al quale non si può fuggire, è una visione che non accetto. Per me, uomo moderno, il dramma discende dalle assurde infrastrutture mentali che imprigionavano Tess e Angel, non dal "destino beffardo". Il tempo mette a nudo questa verità superando le intenzioni dell'autore.

Lettura dunque che mi ha coinvolto più come finestra su un mondo che è scomparso che per altro. Non so se lo consiglierei, sicuramente non a un lettore alle prime armi.