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venerdì 13 marzo 2015

Cosa bolle in pentola (Febbraio 2015)


Febbraio è stato un mese interessante, per molti aspetti, alcuni legati alla salute (che per ora mi assiste), altri allo scrivere. È un po' strano dirlo, ma ho combinato poco e al tempo stesso sono soddisfatto. Ma come al solito, seguiamo la consueta scaletta.

Baby Boomers (titolo da rivedere)

Come vi avevo annunciato ho lasciato da parte questo titolo ancora tutto il mese di Febbraio. La buona notizia è che, qualche sera fa, ho sentito uno scampanellio nella testa e in men che non si dica mi sono ritrovato a lavorarci sopra. Quello che potete vedere a sinistra è lo screen del romanzo in lavorazione. Potrete anche ammirare il mio nuovo giocattolo, Scrivener, un programma fatto "apposta" per chi scrive. Ho colto l'occasione per metterlo in campo, partendo proprio dal romanzo. L'impatto iniziale è buono, ma vi farò avere informazioni più dettagliate tra qualche settimana.

Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Ho cominciato a scrivere il plot e qualche scena, tanto per entrare nell'ambientazione. Anche in questo caso procedo al trasferimento di quanto già fatto (poco) sulla piattaforma Scrivener.

Racconti Rifiutati (anche no)

In questi ultimi mesi ho provato a partecipare a qualche concorso Delos. Se non la conoscete si tratta di una casa editrice di lunga tradizione a cui sono affettivamente legato (Robot e altre pubblicazioni della casa sono sempre state tra le mie letture). Purtroppo per ora non ci sono successi da quella parte, probabilmente il mio livello non è ancora adeguato per impressionare i selezionatori, ma non rinuncerò a provarci e i loro concorsi e selezioni saranno tra i miei obiettivi fissi. Male che vada si fa palestra.

Come raccontato già in altri articoli ho partecipato al BUK di Modena dove ho conosciuto le persone che stanno dietro al nome Gainsworth Publishing. Un incontro molto piacevole che ha aumentato la mia soddisfazione per essere entrato nella loro selezione di Occhi di Drago.

Per ora non molto altro da dire, ho lavoricchiato a qualche racconto ma senza finalizzarne alcuno. Credo che dovrò "forzarmi" a lavorare andando a partecipare all'ennesimo piccolo concorso. Vedremo.

Letture

Veniamo alle letture di Febbraio:

Kitchen - Banana Yoshimoto (impressioni di lettura)
La grande menzogna - Antonella Sacco (impressioni di lettura)
Occhi di Drago - AA.VV. (solo uno dei racconti è mio, gli altri sono belli eheh)
L'Aleph - Jorge Luis Borges (impressioni di lettura)

Questo mese ben due classici, Borges e la Yoshimoto, entrambi valevano la pena. A questi aggiungo il libro di Antonella, davvero un bel lavoro che consiglio caldamente e infine l'antologia dove è contenuto il mio racconto e che davvero non potevo fare a meno di leggere. Per questo mese è tutto, a marzo credo che le letture saranno numericamente più limitate perché ho affrontato un mattoncino niente male, interessante ma lungo. Ma questo ve lo racconterò più avanti.

sabato 7 febbraio 2015

Impressioni di lettura: Kitchen di Banana Yoshimoto

Quest'anno ho deciso di alternare letture indie che ritengo interessanti con libri più "classici", quelli che leggono tutti insomma. Un po' lo faccio per non crearmi troppi vincoli e quindi ampliare la scelta fuori dal mondo indie, un po' perché ci sono molti testi di sicuro interesse che non ho ancora avuto modo di leggere o che magari mi viene voglia di rileggere dopo tanti anni dalla prima volta.

Eccomi dunque a parlarvi di Banana Yoshimoto. La prima cosa da dire è una confessione: questo è il primo libro che prendo in mano di questa autrice, a dimostrazione del fatto che si può anche leggere moltissimo e tuttavia avere ancora mondi infiniti da scoprire.

Delicato. È il primo aggettivo che mi viene alla mente dovendo descrivere sia la storia che lo stile della scrittrice. Attenzione però, delicato, non debole. C'è l'elaborazione del lutto, anzi dei lutti. Tanto forti da cancellare persino la sessualità dei personaggi, o almeno abbastanza da tenerla in secondo piano, completamente sullo sfondo. In maniera secondo me molto intelligente dopo Kitchen nel volume viene inserito un racconto molto breve e intenso che tratta di fatto dello stesso tema. Se possibile questo mi ha colpito in maniera anche maggiore.

La seconda parola che mi viene alla mente invece è: incanto. Un ragazzo che gira con la gonna, un padre che diventa madre, una ragazza che sembra spersa nella nebbia e non sa più uscirne, fantasmi che tornano a consolare. Alla fine se ne esce, lentamente, con prudenza, fino a poter tornare a pensare alla vita. 

Sono molto contento di aver letto questo libro e ne leggerò di certo altri di Banana Yoshimoto. Questo modo di raccontare mi appartiene e vederlo utilizzato da qualcun altro mi incoraggia a togliermi un po' della paura che mi prende quando mi trovo a scrivere abbandonando la realtà e raccontando l'incanto.

Una bella sorpresa, una lettura di certo raccomandabile.